Proteste, Legge Zampa e attesa: i migranti minorenni

di Ettore Gasparri

“Ci fanno mangiare, ci fanno dormire, ma noi non andiamo a scuola. Non facciamo niente. Non vediamo nulla per il nostro futuro”. Così i ragazzi del centro di accoglienza di Cassano delle Murge spiegano la propria protesta. È il 15 febbraio e la  garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, insieme alla garante regionale, Rosy Paparella, ed un gruppo di persone è in visita alla comunità pugliese che ospita i migranti minorenni. Nel momento in cui la delegazione decide di andarsene però i giovani ospiti lo impediscono. Alcuni si sdraiano impedendo alle macchine di uscire, altri minacciano la delegazione. Solo l’intervento delle forze dell’ordine sederà gli animi dei ragazzi provenienti da Gambia, Nigeria ed Egitto, e permetterà alla delegazione di andarsene.

“Dobbiamo porre l’attenzione sui diritti dei ragazzi che conoscono i loro diritti, sanno che per legge devono rimanere nei centri di prima accoglienza 60 giorni e, dal 61/o giorno, a giusta ragione, si chiedono perché stiano ancora lì”. Dirà il giorno dopo la Albano sottolineando una problematica messa in luce anche dalla Paparella subito dopo il tentativo di sequestro: “Il problema dei tempi è rilevante. La prima accoglienza, peraltro con questi numeri, funziona se è limitata nei tempi”.

 

Nel frattempo a Roma, in Senato, si discuteva la Legge Zampa. Volta proprio a garantire i diritti dei migranti minori e non accompagnati che risultano essere la categoria che più facilmente cade nella rete della criminalità organizzata, trasformandosi in una redditizia manovalanza. Soprattutto negli ultimi anni con il drastico aumento del loro numero (dal 2015 al 2016 l’arrivo di MSNA è raddoppiato passando da 12.300 a 25.772) e dei respingimenti al confine tra l’Italia ed il resto d’Europa. La legge proposta dall’ On. Sandra Zampa, Vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’infanzia e l’Adolescenza, permetterà di avere un’ unica normativa per garantire i diritti dei minori e si basa su cinque punti: l’accoglienza dei minori in luoghi dove saranno identificati, l’accoglienza in strutture che seguono il Sistema per richiedenti asilo e rifugiati, standard per il riconoscimento d’età che superino la radiografia mano-polso, regole per la nomina dei tutori e l’istituzione di un albo degli stessi e, infine, la promozione dell’affidamento nelle famiglie.

 

Dopo un lungo stop in parlamento la legge potrebbe finalmente trovare l’approvazione del Senato  e risolvere il problema dei minori non accompagnati. Giovani migranti che dopo essere fuggiti da disperazione, povertà, guerre e carestie non credevano di trovare nella burocrazia l’ennesimo ostacolo al loro viaggio.

Fonti: TPI, Internazionale, Ansa, Arezzonotizie, Dire

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