Bosnia, un’economia sempre più “halal”

È idea comune che la religione, e più in generale le tradizioni ad essa collegate, rappresentino un freno per lo sviluppo sociale ed economico di un paese, e che la crescita vada di pari passo con il processo di laicizzazione. Tuttavia il caso della Bosnia induce a fare qualche riflessione al riguardo.

Lo stato bosniaco è uno dei più poveri d’Europa e, nonostante si sia ripreso dalla guerra che ha devastato i suoi territori e la sua popolazione, economicamente non riesce ancora a fare il “salto qualità”. Infatti, mentre le altre repubbliche dell’ex Jugoslavia stanno facendo passi notevoli dal punto di vista produttivo, questo paese a maggioranza musulmana non sembra in grado di intraprendere la stessa strada.
Il governo di Sarajevo per fronteggiare la situazione e aumentare il Pil (che attualmente è di soli 40 miliardi di dollari annui) sta adottando un modello di sviluppo strettamente legato alla cultura islamica.
Infatti per attrarre i capitali delle ricche monarchie arabe, che già hanno cospicui investimenti nel paese, e creare legami sempre più forti con queste, si sta verificando un boom delle certificazioni halal nel settore agroalimentare e dei servizi. Queste garantiscono che i prodotti alimentari certificati siano trattati in conformità con le leggi del Corano, che impongono tra le altre cose l’assenza di carne suina. Inoltre per essere idonei i prodotti devono essere privi di metalli pesanti, pesticidi e antibiotici. Un vero e proprio certificato di qualità.

Wikimedia Commons/ Mukminglobalproduct [CC BY-SA 4.0]

La Bosnia è una delle mete più ambite dai turisti medio orientali, che sono i più grandi fruitori di cibo halal. Per questo le strutture alberghiere stanno sempre più allineandosi a questo trend, e di conseguenza anche le industrie legate ai suddetti prodotti stanno incrementando il loro fatturato. Gli albergatori, ma anche i ristoranti, si stanno rendendo sempre più “muslim friendly”, nella speranza di aumentare i flussi di visitatori arabi, e magari compensare la pochezza del mercato interno.

Al livello mondiale il business che gira intorno alla produzione del cibo halal è di 1 trilione (mille miliardi), ed è destinato a crescere visto che molti paesi europei hanno comunità musulmane sempre più numerose. In più non tutto il cibo prodotto in linea con questa tradizione è effettivamente certificato. Insomma un mercato potenzialmente enorme.

Flickr/jdiggans, [CC 2.0] 

Solo il tempo potrà dire se tutto ciò darà poi vita ad un circolo virtuoso, e se permetterà alla Bosnia di uscire dalla povertà. Certo è che, in un mondo dove pur di arricchirsi le nazioni sono disposte a perdere la loro identità, questo modello alternativo di sviluppo non può che suscitare interesse. E magari essere preso come spunto anche da altri paesi non a maggioranza musulmana.


Fonti:

http://www.sarajevotimes.com/?p=114251

http://www.lafinanzaislamica.it/bosnia-boom-prodotti-servizi-halal/

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