Amburgo, cosa vedere nella città anseatica

Se si cerca una meta invernale in Germania, che non sia Berlino, Amburgo è certamente un ottimo compromesso. Città portuale ricca di vita, accosta architetture contemporanee a palazzi d’epoca, canali in stile Amsterdam a parchi giapponesi, e quartieri a luci rosse a chiese protestanti. Per le strade si respira la storia, soprattutto quella della Seconda Guerra Mondiale, che ha portato con sé bombardamenti e ricostruzione. Ma nell’aria si sentono anche deliziosi profumi, dal currywurst alle frittelle, accompagnate da birra locale e vin brûlé, per scaldarsi tra i mercatini di Natale.

Famosa per i mercati culinari – quello del pesce è il più famoso e tradizionale, con una storia che va avanti dal 1703 – Amburgo ospita anche una buona varietà di bancarelle natalizie. Il principale Weihnachtsmarkt si tiene di fronte al Municipio, dove è possibile prendere un piccione con una fava.

Tra un banco e l’altro, infatti, si riesce ad ammirare anche l’imponente edificio della Rathaus costruito in stile neorinascimentale tra il 1886 ed il 1897. Distrutto insieme a parte della città vecchia nel grande incendio del 1842, fu ricostruito solo 44 anni dopo. Situato nel centro esatto della città, la Rathaus è a un tiro di schioppo da…tutto. Sul retro ospita l’Amburgo Stock Exchange, mentre dalla parte opposta della piazza, il centro commerciale Mönckebergstraße, connette il municipio alla stazione centrale. Ad un lato della piazza si trova anche il lago Binnenalster, che regala visioni mozzafiato, soprattutto al tramonto, insieme al Jungfernstieg, la promenade della città. Direttamente a nord della Rathaus, invece, si trovano i moli mercantili che ospitano imponenti navi, pronte a navigare il fiume Alster per raggiungere nuove mete. A poca distanza dal municipio, si trova anche la chiesa di St. Peter, sorta lì dove, molte cattedrali prima di lei, avevano visto i natali.

Tornando ai mercatini di Natale, bisogna sapere che non ne esiste uno soltanto, ma se ne trovano molti sparsi per la città. Le strade commerciali, che dalla piazza si diramano verso la Stazione, ad esempio, ne sono piene. Il ‘Santa Pauli’ festival sulla Reeperbahn, invece, offre il primo mercatino di natale erotico al mondo. È qui, nel quartiere di St. Pauli, che si trova il cuore pulsante del divertimento cittadino, con una tradizione che mette le sue radici nel XVIII sec. Il grande porto di Amburgo, infatti, vi portava frotte di marinai, che vi spendevano il tempo in attesa che la loro nave venisse caricata prima di ripartire. Da allora la prostituzione rimane un fattore connotante di St. Pauli e a tutt’oggi il distretto a luci rosse si trova, appunto, sulla Reeperbahn.

Le peculiarità di St. Pauli, però, non finiscono qui, oltre a combinare sulla stessa strada gli standard superiori, e comuni, di intrattenimento – musical, teatri, bar e club – con locali a luci rosse, ospita anche il quartiere cinese. Porto importante per gli scambi internazionali, Amburgo ha legami molto stretti con la Cina e l’Asia in generale e dal 1890 circa, il quartiere fu sede della Chinesenviertel – Chinatown. Con l’avvento nel Nazismo nel 1933, la restrizione delle leggi sullo scambio internazionale e la dichiarazione di guerra della Repubblica Cinese nel 1941, la situazione per i cinesi di Amburgo, cominciò a degenerare molto velocemente. Il culmine fu raggiunto il 13 maggio 1944, quando 129 cittadini cinesi furono arrestati, e torturati psicologicamente per mesi, come parte del “Chinesenaktion”. Ne derivò la cancellazione del quartiere cinese dalle mappe della città, quartiere che sta cominciando a ripopolarsi solo oggi.

La vita a St. Pauli, però, non si ferma mai, con bar e club musicali, l’ambiente offre intrattenimento a 360 gradi. Anche I Beatles vissero qui, suonando allo Star-Club, prima di diventare famosi. Dall’altronde, l’inno non ufficiale del quartiere è “Auf der Reeperbahn Nachts um Halb Eins” (Sulla Reeperbahn a mezzanotte e mezza), dal film Große Freiheit Nr. 7.

Spostandosi da queste zone, si torna dalle parti del porto, dove è possibile ammirare palazzi dall’architettura contemporanea, come la nuovissima filarmonica, la Elbphilharmonie, da cui è possibile godere di una vista senza uguali sul porto e sul fiume. Accanto a queste meraviglie moderne c’è la Speicherstadt (lett. “città dei magazzini”), un complesso di 17 magazzini costruiti tra il 1884 e il 1888. Alti sette-otto piani, sorretti da palafitte di fondamento legno di quercia, con la sovrastruttura di laterizio rosso (secondo l’architettura tipica delle città anseatiche) ed abbelliti con torrette e pinnacoli, questi magazzini, servivano per lo stoccaggio di merci di vario genere, quali caffè, tè, spezie, cacao, tabacco, rum, tappeti orientali, ecc.

Sempre in zona, da non perdere è la Chiesa di San Nicola, un vero e proprio monumento alla memoria. Costruita verso la fine del ‘800, con i suoi 147,3 m di altezza, tra il 1874 ed il 1876, fu la costruzione più alta al mondo. Il 23 luglio 1943, un bombardamento della RAF creò una tempesta di fuoco che si diffuse dalla Hauptbahnhof (stazione ferroviaria principale) a sud-est, distruggendo completamente interi quartieri, come Hammerbrook, Billbrook e Hamm-sud. Migliaia di persone morirono. Quel iorno, anche la Chiesa fu semidistrutta, sicché della costruzione originale, oggi rimane soprattutto la slanciata torre campanaria. Si decise infatti di restaurare il campanile, ma di demolire il resto della costruzione, ridotto in pessime condizioni. Sventrata, con le mura annerite, rimane come simbolo e ricordo di tutti i 42.600 civili uccisi dai raid RAF – nome in codice Operazione Gomorra.

Insomma, con storia, architettura, affascinanti vie d’acqua e tanti divertimenti, Amburgo ha tutto il necessario per stupire. Da visitare sia d’Inverno che d’Estate, per godersi al meglio le passeggiate nei Parchi cittadini e lungo il fiume, si rivela una meta da mettere in calendario.

Photo Credits: Camilla Di Iorgi

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