Sono viva ed ho pianto, non solo sulla sponda del fiume Piedra.

È uno dei tanti capolavori di Coelho, s’intitola “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto” ed è stato pubblicato nel 1994. Questo romanzo  tratta tematiche ben diverse tra loro, ma tutte paragonabili a strade che portano al solito punto: la vita. La vita ed il rapporto che la nostra ha con il mondo esterno a noi, ma soprattutto con le persone che lo popolano. Tratta di amore e di fede, parole chiave del libro, in maniera dolce, sofisticata, altamente introspettiva.

È la storia di una ragazza come tante, Pilar, giovane di Soria. Ella si racconta in un diario, che narra, percorrendo l’arco di una settimana, la sua storia. Studia, ha una vita simile a tante, fatta di sacrifici, sogni, e delusioni. Desidera, come molte ragazze della sua età, sperare in un futuro dolce e felice, in un buon lavoro e magari un marito che non l’abbandoni mai; questa quotidianità però verrà interrotta da una lettera che cambierà totalmente la sua esistenza. Un suo vecchio amore d’infanzia le scrive invitandola ad assistere ad una conferenza che egli stesso terrà a Madrid. Lui adesso è famoso, ha intrapreso un percorso, è in contatto con Dio e capace di compiere miracoli. Grazie a questo incontro Pilar riscoprirà cose dimenticate o mai cercate; il bambino che è dentro ognuno di noi, il volto femminile di Dio, la partecipazione a questa stessa vita, il rischio della passività. Ciò che però la segnerà maggiormente sarà l’amore, che le farà scoprire l’importanza dell’abbandono, non in senso negativo quanto costruttivo; la capacità e consapevolezza di doversi lasciar andare completamente a sentimenti più grandi e potenti di noi, farsi travolgere senza provar alcun tipo di dolore, semplicemente giovandone. Riscoprirà quindi, come già affermato in precedenza, il significato di fede ed amore, desiderando una vita a fianco del suo vecchio amico. Questo però, per amore della ragazza, deciderà di abbandonare il proprio sogno, obbiettivo; starà a Pilar ricondurlo sulla strada che aveva iniziato, coraggiosamente, a percorrere; leggendogli righe da lei stessa scritte lo aiuterà a non abbandonare il proprio essere, ed insieme cercheranno di raggiungere un sogno adesso condiviso.

Un libro emozionante, appassionante, commuovente ed introspettivo, che sottolinea l’importanza di cercare il proprio posto, volere un proprio ruolo, non narcisisticamente quanto serenamente, per il bene nostro e di coloro che amiamo. Un romanzo che racconta la vita, le sfaccettature che le appartengono, la difficoltà che è d’obbligo incontrare sul proprio cammino per poi scoprire strade nuove e fondamentali per tracciare il nostro percorso. Un diario nel quale immedesimarsi, un elogio alla nostra emotività.

 

FONTI:

testo: conoscenze personali e qualche dato da Wikipedia

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