La musica fra le nostre vie: Soltanto, soltanto se stesso

“Cosa farai da grande?”. Quante volte abbiamo sentito risuonare nelle nostre orecchie questa frase così semplice, eppure così sconvolgente? Quante volte abbiamo dato risposte più per tranquillizzare noi stessi che gli altri? Quante volte abbiamo dato una risposta e intanto pensavamo ad altro? La forza di andare avanti, la determinazione, però, ci spinge a realizzare quel desiderio che è rintanato in uno dei nostri cassetti. La voglia di sentirsi realizzati, la voglia di farcela, la voglia di lasciar tutto pur di vedere quel sogno diventare realtà.
Matteo Terzi, sei anni fa si laurea. Ma vuole dar vita al suo desiderio che lo tiene sveglio e vivo: suonare. Lascia tutto e comincia a girare l’Europa con la sua chitarra in autostop. Oggi vive viaggiando, toccando ogni città e lasciando un pizzico di magia nelle persone che incontra.

Matteo Terzi, però si fa chiamare Soltanto. Un nome che fa eco, che non è fine a se stesso. Un nome d’arte che spinge a domandarsi “Soltanto cosa?”. È questo che il cantautore tenta di esprimere: soltanto se stesso, nulla di più. Un se stesso nudo, crudo, libero di ogni cosa superflua che potrebbe rischiare di distorcere il vero Io. E allora si laurea, si licenzia e lascia Milano, la città in cui è cresciuto. Fa della musica, e della sua continua ricerca di un ulteriore pezzo di sé, il centro della sua vita, provocando una cascata di emozioni, che investono la folla, zitta e ferma, che in ogni città si paralizza, anche per pochi secondi, rapita da un turbinio di pensieri e di sentimenti, ad ascoltarlo. Matteo parte per un lungo viaggio, e più viaggiava, più la gente non capiva il perché di questa scelta, che cosa lo spingesse a rischiare tutto per qualcosa che ai loro occhi sembrava strano, una pazzia.

“La verità è che sarei stato un pazzo a non andare incontro a quell’avventura, per ritrovarmi poi a vivere la vita di qualcun altro… non la mia”. Lione, Tenerife, Montpellier, Perpignan, Barcellona, Tarragona, Madrid e molte altre città. Non si ferma di fronte agli ostacoli che incontra, ma va avanti, spinto da un qualcosa di nascosto, di non percepibile, solamente suo. E fa innamorare tutti. Chi si ferma e piange, chi ascolta e resta in silenzio, chi ride, chi balla, chi sorride, chi domanda, chi scoppia in risate piene. Matteo non lascia indifferenti, la sua musica, volente o no, ti raggiunge e ti arresta; che sia per un secondo, che sia per un’ora. Torna a casa, torna a suonare per Milano, nella sua città. E la gente si ferma. E ascolta ancora. E per un attimo dimentica tutto quello che lo circonda. Matteo però è affamato di quella vita che lo aveva stravolto, che lo aveva cambiato e allora riparte. Ma questa volta è il turno di percorre l’Italia. Dopo questa esperienza Soltanto pubblica il suo primo album Le chiavi di casa mia, che farà conoscere grazie a quelle persone che si erano fermate durante la sua esperienza.

E riparte: Europa; Francia, Belgio, Scozia, Germania, Austria, Polonia, Inghilterra, Repubblica Ceca. E la gente si arresta ancora. Ed ecco il secondo album. “Ho iniziato a viaggiare suonando perché partire con la chitarra, oggi, per me, significa essere felice, significa essere consapevole fino in fondo del dovere che ho nei confronti di me stesso. Quello di vivere a pieno la mia vita. L’unica che mi è stata data. Conta sentirsi costantemente all’interno di un progetto di vita capace insieme di appagare il presente e le aspirazioni future.”
Mi sono fermata la prima volta a sentire Soltanto alla vigilia di Natale di due anni fa. Mi sono sentita paralizzata e ho pianto. Cinque giorni dopo sono tornata per avere un suo CD. Da quel giorno, ogni volta che è a Milano, scappo da lezione per fermarmi un attimo. E ricordarmi chi sono e quale pezzo di me voglio conquistare.
“E quando si possiede un animo aperto, gentile, disposto all’ascolto e al cambiamento. Lo si può raggiungere ovunque. Ovunque sei”

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