La lettura: qualche consiglio per non considerarlo un passatempo

Di Roberta Giuili

Recentemente è stato pubblicato un articolo sull’Huffington Post capace di svoltare il corso dell’estate: l’articolo si intitola 30 Books You Should Read Before You’re 30 . È un’idea interessante quella di invogliare alla lettura proponendola come un arricchimento esistenziale, prospettiva che ad oggi è decisamente carente. La lettura di un libro non è un compito per scuola, non è il dovere di essere “acculturati”; è un’esigenza dello spirito, di cui dobbiamo conservare e alimentare la natura curiosa e impaziente. È una curiosità maturata e matura quella che si acquieta nella lettura e che trova piena soddisfazione in essa.

Da bambini infatti siamo spinti a tastare, mordere, annusare qualunque oggetto, e corriamo in cerca della novità. Ma già da giovani adulti dovremmo essere sazi della corsa in una dimensione fisica, e godere anche della corsa in una dimensione altra, in mondi che non potremmo trovare neanche viaggiassimo per tutta la vita. Su questa dimensione di viaggio immaginario affiniamo la nostra personalità, mettiamo alla prova la nostra immaginazione, e ci appropriamo di esperienze altrui. Quando nacquero i libri la maggior parte del popolo era analfabeta, ma lo spirito curioso anelava a riconoscere le lettere in quanto tali, e così piano piano tutti iniziarono a leggere. Oggi non ci sentiamo assolutamente privilegiati nell’essere alfabeti e nel possedere dei libri, ma anzi il grosso dei lettori si rivolge alla cosiddetta letteratura d’intrattenimento perché questa svolge il compito che sembra si addica alla lettura: un passatempo.

Lo Sbuffo vorrebbe invitarvi a provare a leggere dei libri, spesso dati a scuola per compito o che potrebbero sembrare noiosi dal titolo. A volte noiosi in alcune pagine, perché anche i libri, come le vite, hanno un velo d’apparenza che può renderli mediocri, ma che al termine si scioglie lasciando evidente la sostanza.

La nostra personale opinione è che sia più facile iniziare dai recenti, perché la lettura è un’educazione, e molti all’inizio si spaventano a sentire nomi troppo antichi, anche se alla fine del percorso, leggendoli, capiranno quanto gli antichi possano essere ancora vicinissimi a noi.

  1. Un libro di Murakami (personalmente L’uccello che girava le viti del mondo)

  2. Sandor Marai, Le braci

  3. Simenon, Tre camere a Manhattan

  4. Baricco (personalmente Oceano mare)

  5. Eric Hobsbawm, Il secolo breve

  6. Eco, Il nome della rosa

  7. Calvino (personalmente la trilogia degli antenati)

  8. Sciascia

  9. Pasolini, Ragazzi di vita

  10. Moravia, Gli indifferenti

  11. Pratolini, Cronache di poveri amanti

  12. Hesse, Siddharta

  13. Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere

  14. Hemingway (personalmente Addio alle armi)

  15. Svevo, La coscienza di Zeno

  16. Pirandello, il fu Mattia Pascal

  17. Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

  18. Zola, Germinale

  19. Hugo, Notre Dame de Paris

  20. Flauberti, Madame Bovary

  21. Un “mattone” russo (personalmente Anna Karenina)

  22. Manzoni, I promessi sposi

  23. Verga, I Malavoglia

  24. Un poema cavalleresco (personalmente l’Orlando furioso)

  25. Machiavelli, Il principe

  26. Beccaria, Dei delitti e delle pene

  27. I classici greci e latini: Plutarco e Cicerone possono essere un bell’inizio

 

 

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