PLOT OPERA: NORMA, LA CASTA DIVA… POCO CASTA

di Ilaria Zibetti

Molte opere vengono identificate con una melodia inconfondibile che fa sussultare tutti, facendo esclamare: “Oh sì, è quella!” Poche arie sono però rimaste impresse nella memoria collettiva come “Casta Diva”, cantata dal soprano nella scena della preghiera alla Dea della Luna ( La Diva ndr). È quindi chiaro che parliamo di “Norma”, musicata dal catanese Vincenzo Bellini, uno dei più talentuosi compositori della storia della musica occidentale e prematuramente scomparso a 34 anni.

Nel 50 a.C., ai tempi dell’espansione dell’Impero Romano, una tribù gallica è in attesa febbricitante del responso positivo dei loro déi per sferrare l’attacco contro gli invasori, capeggiati dal proconsole Pollione. Ma la sacerdotessa Norma cerca di calmare i suoi: ancora non è giunto il tempo della

vendetta. In verità ella cerca di coprire l’amante da cui ha avuto non uno ma ben due figli in segreto (alla faccia del voto di castità): Pollione, per l’appunto. Quest’ultimo però, non contento, s’invaghisce di una giovane novizia, Adalgisa, la quale è ovviamente all’oscuro della liason con la sua superiore. Di fronte alle insistenze di lui per condurla a Roma e sposarsi, Adalgisa si rivolge  proprio a Norma per confessare il suo amore. La sacerdotessa è anche disposta a scioglierla dai voti, ma appena scopre chi è il fortunato monta su tutte le furie. Nel corso dell’Opera si assiste al precipitare della tragedia tra tentativi di infanticidi alla Medea, pentimenti e roghi rituali con vittime umane di fronte a una folla assetata di sangue.

Opera ricca di riflessioni, Norma è  uno dei capolavori del repertorio lirico, ancora oggi molto rappresentato per la perfetta  bellezza delle melodie e la potenza della storia. Ovviamente anche per i suoi umanamente discutibili protagonisti: un proconsole marpione e infedele, una sacerdotessa che per amore sacrifica la sua lealtà alla religione e la vita, una fanciulla  ingenua di sé e del mondo. Un triangolo che riporta alla luce temi attuali

quali il tradimento con una persona più giovane e la frustrazione interiore che ne consegue, l’uso dei figli come forma di ricatto nei conflitti tra genitori, il complicato rapporto tra il rigore morale e la forza inarrestabile dei sentimenti.

Norma è un’Opera romantica un po’ atipica; le emozioni a tratti paiono controllate anche nello sfogo, lo sfondo è una romanica classicità; eppure lo è perché in primo piano, come motore  delle vicende umane, ci sono loro: i grandi sentimenti.

Guardate il video per approfondire questa antica storia

e non ve ne pentirete.

Buon ascolto e… alla prossima trama!

 

 


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