Cartoline dal mondo: Postcrossing, cos’è e come funziona

Le cartoline sono ormai un oggetto caduto un po’ in disuso. Nelle città non turistiche è difficile trovarle e quelle rimaste in qualche edicola sono minimo di 15 anni fa. Si preferiscono calamite e portachiavi da regalare una volta tornati dalle vacanze. C’è anche chi non rinuncia a comprare le cartoline, ma non le spedisce, consegnandole a mano. Ma così si perde la loro bellezza: la sorpresa di trovarle nella cassette della posta.

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Mi ricordo che da piccola facevo tutta l’estate ad aspettare trepidante le cartoline delle mie amiche e le conservo ancora tutte. No, io non le ho mai collezionate, le tengo come un bel ricordo. Chi invece è proprio patito di cartoline è il portoghese Paulo Magalhães, che nel 2005 ha avuto la brillante idea di sfruttare la rete per creare una community di persone con il suo stesso hobby. E così è nato Postcrossing, progetto dal successo inaspettato e dalla crescita rapidissima. Le statistiche continuamente aggiornate sul loro sito parlano di oltre 627.000 iscritti, provenienti da 208 paesi, e di quasi 36 milioni e mezzo di cartoline ricevute (senza contare quelle disperse per gli uffici postali di tutto il mondo). Il totale dei chilometri percorsi? 183.991.407.038, ovvero, come dice il loro sito, “4.591.176 giri attorno alla terra, o 239.320 viaggi sulla luna (andata e ritorno!) o 614 viaggi sul sole (sempre andata e ritorno)”.

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Ma come funziona questo Postcrossing? La sua filosofia, che poi è anche il suo slogan, è semplice: “spedire una cartolina e riceverne una da una persona casuale nel mondo”. Per entrare nella community è necessario iscriversi, fornendo il proprio indirizzo ed una breve descrizione di sé. Bisogna richiedere al sistema l’indirizzo di un altro “postcrosser” e inviargli una cartolina, senza contattarlo prima, per non rovinare la sorpresa. Insieme all’indirizzo, vi viene fornito un codice identificativo da scrivere sulla cartolina, in modo che, una volta ricevuta, questa possa essere registrata. Così il destinatario può ringraziarvi o commentare ciò che gli avete scritto, ma soprattutto il vostro indirizzo verrà mandato a qualche altro utente nel mondo.

nlnkvMartina C. è una ragazza che è iscritta a Postcrossing da 10 mesi, in cui ha inviato 67 cartoline e ne ha ricevute 73. “Ero così emozionata la prima volta che ne ho spedita una! – racconta – Doveva finire in Russia, ma non ci è arrivata mai”.  La prima che ha trovato nella cassetta delle lettere veniva dalla Finlandia, l’ultima dalla Bielorussia, passando per Stati Uniti, Giappone, Repubblica Ceca, Australia, India, Russia, Taiwan, Singapore, Corea, Polonia e molti altri paesi. “È sempre bello scoprire qualcosa della vita di una persona che vive dall’altra parte del mondo ma che ha comunque deciso di dedicarti del tempo nello scrivere la cartolina. E magari ha condiviso con te una frase che ama o ti ha raccontato quale sia la sua passione, il suo libro preferito o che musica ascolta.”, continua. Guardando le cartoline si nota che i postcrosser sono molto attenti, soprattutto quelli di lunga data: ne curano molto l’estetica e le decorano. “Una volta me ne è arrivata una in busta chiusa dalla Francia con una caramella all’interno! Ma quella che mi ha colpito di più viene dal Canada. È di una signora che si chiama Laura e che è stata così attenta da aver notato che a breve sarebbe stato il mio compleanno. Così mi ha mandato un biglietto di auguri”. Trovarsi nella cassetta della posta un “Happy Brithday” che viene da così lontano non può che strappare un sorriso.

È un progetto interessante e divertente quello di Postcrossing. Ovviamente ci sono delle piccole spese da sostenere, tra cartoline e francobolli. Ma potete provare anche solo una volta, non c’è un numero obbligatorio di cartoline da spedire. Se sono riuscita a convincervi, non vi resta che andare su www.postcrossing.com e aspettare il postino!

Credits:

Postcrossing logo, via www.sferamenedzera.pl (immagine 1)
pixabay. com (immagine 2 e 3)
Foto di Ilaria Crespi (immagine 4)

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