Con il passare del tempo stiamo arrivando ad usufruire di computer sempre più potenti e performanti; un’evoluzione che sembra non avere limiti.

In realtà, con l’avanzare della tecnologia computeristica e dell’utilizzo di componenti hardware sempre più piccole, il limite si presenta come prettamente fisico: continuando a miniaturizzare sempre di più siamo quasi arrivati alle soglie del mondo subatomico e della meccanica quantistica, l’universo delle particelle che presenta alcuni dei più bizzarri comportamenti della fisica moderna. Un problema non da poco che ha spinto- da tempo, l’idea di utilizzare a proprio vantaggio tali proprietà, creando le basi per quello che viene definito computer quantistico.

Un computer quantistico è un supercomputer che permette di avere una potenza di calcolo enormemente superiore a quella di un computer tradizionale. Tutti i computer che vediamo ed utilizziamo oggi si servono infatti delle due unità informatiche fondamentali, i bit, indicate convenzionalmente dalle cifre 0 e 1 e codificate dagli stati ‘aperto‘ e ‘chiuso‘, che permettono o meno il passaggio di corrente in un conduttore, principio fondamentale alla base dell’importantissimo transistor.

Un computer quantistico va oltre questo binomio utilizzando come unità fondamenteale il qubit (o quantum bit), che oltre ad ammettere i due stati classici zero e uno, può essere entrambi gli stati contemporaneamente, trovandosi in uno stato indeterminato fino a che non si vada ad intervenire su di esso.

Questo bizzarro fenomeno, per quanto possa risultare controintuitivo, permette al computer quantistico di svolgere molti più problemi insieme contemporaneamente, potenziando di molto la capacità di calcolo.

Lo scopo primario di questa tecnologia è quella di tentare di risolvere problemi che coi computer attuali più avanzati richiederebbero svariate centinaia o migliaia di anni (!), data la complessità dei calcoli, come per esempio trovare i fattori primi di un numero con 400 cifre, o risolvere i grandi problemi ancora irrisolti della matematica e della fisica.

Per arrivare alla produzione in serie di questo tipo di computer però, pare ci voglia ancora parecchio tempo; è già presente un prototipo di questo tipo di tecnologia, il D-Wave quantum computer, della D-Wave Systems, acquistato da Google insieme alla Nasa alla ragguardevole cifra di 10 milioni di dollari, che sembra certamente dare risultati interessanti  ma che risulta essere ancora una tecnologia sperimentale.

La comunità scientifica appare infatti ancora divisa sui risultati ottenuti dai test del supercomputer della D-Wave, mostrandosi scettica sulle grandi prestazioni che la società canadese vanta.

In ogni caso, l’avanzare della tecnologia ci porterà sicuramente a grandi sorprese nel futuro prossimo. Attenderemo!

 

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