di Federica Trucchia

Gli Oscar italiani: trionfano “Lo chiamavano Jeeg Robot” dell’esordiente Gabriele Mainetti e “Il racconto dei racconti”. Garrone vince tra i registi, ma il miglior film è “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese. Premiato da poche ore anche al Tribeca Film Festival.

Lunedì si è svolta a Roma la 60° edizione dei David di Donatello, cerimonia di premiazione in cui ogni anno vengono consegnati i riconoscimenti più importanti del nostro panorama cinematografico.

Lo chiamavano Jeeg Robot il trionfatore dei David di quest’anno. Ottiene sette riconoscimenti su sedici candidature, tra cui i quattro premi ai migliori attori protagonisti e non protagonisti. Gabriele Mainetti è il suo creatore, esordiente regista-produttore romano di trentanove anni, è il nuovo fenomeno del cinema italiano. Nessun produttore era disposto a scommettere sulle sue idee, a suon di: “non ci sono le capacità tecniche”, dopo pochi anni produce il film da solo, con l’aiuto di Rai cinema; una grande rivincita nei confronti di chiunque gli avesse detto di no. Il film è costato 1 milione e 700 mila euro, ad oggi ne ha incassati 3 milioni e 400 mila. Non solo, torna in questi giorni in più di duecento sale, distribuito dalla Lucky Red.

Mainetti, già conosciuto al pubblico come produttore del cortometraggio Tiger Boy, entrato a far parte della rosa dei candidati degli Academy Awards per quella categoria, nel 2014; è già stato contattato dagli USA per un remake del film pluripremiato ai David, ma a riguardo non si è ancora espresso.

• immagine presa da www.youtube.com

Straordinaria l’interpretazione degli attori: Ilenia Pastorelli premiata come migliore attrice protagonista, presentata sul palco da Stefano Accorsi; grazie alla sua spontaneità nella recitazione, una parlata romana molto marcata, ha saputo far emozionare e ciò le ha permesso di conquistare l’ambito premio tra nomi importanti del cinema italiano. Claudio Santamaria, riceve il premio come migliore attore protagonista da Valeria Golino ed emoziona, dedicando la statuetta alla sua agente scomparsa, Graziella Bonacchi. L’attore si è presentato alla cerimonia, indossando un insolito cappello da baseball; alla domanda interessata di Francesco Castelnuovo, figura iconica di Sky cinema, riguardante il suo dress code, l’attore confessa per esigenze di scena del suo prossimo film (Brutti e Cattivi, regia di Cosimo Gomez, con la partecipazione di Marco D’Amore). Al momento della premiazione si mostra dunque calvo sul palco: “Graziella, so che non saresti stata d’accordo, ma mi tolgo il cappello”.

I non protagonisti premiati sono invece Luca Marinelli e Antonia Truppo.

Quest’anno ai David di Donatello, viene riconosciuto e premiato il genere del mito, del soprannaturale e dell’immaginazione, non proprio alla nostra tradizione cinematografica; Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone, riceve infatti sette David, come l’opera di Mainetti. Il regista ha saputo rappresentare la magia di Basile in una pellicola unica. Il film si è aggiudicato inoltre il premio per la miglior scenografia, riconoscimento presentato dai premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

Paolo Sorrentino con Youth – La giovinezza, vince miglior canzone originale e miglior colonna sonora. Simple Song #3 brano di David Lang, interpretato da Sumi Jo, già candidato ai Golden Globe e Academy Awards, si aggiudica in questa cerimonia due premi; presentati sul palco da Nicola Piovani, autore della colonna sonora de La vita è bella.

Non essere cattivo del regista scomparso Claudio Caligari, parte da sedici candidature ma riceve un unico premio: miglior fonico di presa diretta, annunciato sul palco dall’attore Francesco Pannofino.

La cerimonia si conclude con la premiazione per il miglior film, presentato dalle due figure storiche di Sky cinema: Gianni Canova e Francesco Castelnuovo. Vince Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese; sorprende ed entusiasma che per una volta sia una commedia a ricevere l’ambito premio. Il regista durante i ringraziamenti chiama sul palco, accanto a sé, tutto il cast: “è una storia sulle bugie, dedico questo premio alla verità”, riferendosi anche al caso di Giulio Regeni.

Quest’anno, per la prima volta, i premi assegnati dall’Accademia del Cinema Italiano sono passati dalle telecamere Rai a quelle di Sky. Una cerimonia in pieno stile “Notte degli Oscar”, condotta da Alessandro Cattelan, che, da affermato presentatore, segue il modello dello show americano: tanto ritmo e ironia.

Il conduttore di X Factor, nel monologo iniziale, ricorda Jimmy Fallon nel suo Tonight Show e Seth MacFarlane, creatore de I Griffin e presentatore degli Oscar 2013. Compie però una gaffe memorabile: fischiettando alcune note di Lo chiamavano Trinità, afferma: “Se Morricone fosse qui mi darebbe uno schiaffo”. Un’inesattezza che non passa di certo inosservata, lo schiaffo metaforico glielo riserva infatti il reale compositore del brano, Franco Micalizzi; profondamente offeso da tale sbaglio, ritenuto inqualificabile.

I volti in primo piano degli attori, inquadrati l’uno accanto all’altro in platea, le interviste dal tappeto rosso e gli sketch ironici hanno trasformato una classica premiazione annuale in un vero e proprio show.

Si è cercato di sorprendere: dai filmati di presentazione delle pellicole candidate; esempio tra tutti, il momento commovente di Valerio Mastrandrea annunciando il film Non essere cattivo, ricordando il regista e amico Caligari. Passando a momenti più leggeri, come l’attimo in cui Vittoria Puccini in compagnia del direttore della fotografia, vincitore di tre premi Oscar Vittorio Storaro, si scattano una foto dal cellulare. Memorabili i bambini protagonisti di un filmato, in cui chiariscono secondo chi per loro è la figura del produttore, ricordando molto il documentario di Walter Veltroni I Bambini Sanno. Fino al momento in cui, tutto il cast di Perfetti sconosciuti raggiunge il palco per ricevere il premio, riportando alla mente le immagini indimenticabili di quest’anno al Dolby Theatre, durante la premiazione de Il caso Spotlight. Un gruppo unito e affiatato, sorpreso e orgoglioso del proprio riconoscimento.

Non a caso, Genovese è stato premiato da poche ore anche al Tribeca Film Festival. Il suo film vince il premio per la migliore sceneggiatura; al momento della premiazione, il regista: “dedico questo riconoscimento a tutti gli attori, senza di loro questa sceneggiatura sarebbe niente”.

Alla 60° edizione dei David di Donatello, i premi sono andati dunque a progetti differenti e coraggiosi, chi ha saputo osare; si tratta di una visone diversa che forse porterà a nuove strade.

Chi fosse interessato a conoscere tutti i vincitori e le candidature, può consultare il sito di Sky cinema.