RIGENERaRT: da rifiuto a opera d’arte

di Anna Bellelli

Evento EXPOCITTÀ di Artepassante, dal 17 al 31 Maggio.

Si è tenuta presso lo spazio Artepassante Vittoria la quarta edizione della mostra RIGENERaRT, collettiva dedicata al recupero artistico di materiali altrimenti destinati a essere rifiuti.

Gli artisti coinvolti hanno affrontato questa sfida portando nell’intimità della loro arte un tema che, come ci ricorda l’organizzatore Guido Poggiani, non potrebbe essere più attuale.

Sulla scia del più specifico spreco alimentare di stampo EXPO si inserisce quindi il puro e semplice spreco, pratica di cui noi uomini siamo ormai tristemente esperti.

Nello spirito della trasformazione e del riutilizzo, gli artisti hanno quindi integrato al proprio stile una diversa serie di materiali, creando opere che vanno dall’oggettistica, al quadro, alla scultura. Alcuni di essi sono veri e propri veterani del riciclo e propongono da sempre quest’arte povera di materiali ma ricca di idee.

Si trovano quindi combinati con colori e pennellate materiali non altrettanto convenzionali come tappi, corde, giornali, sabbia e bottiglie, ma anche cavi, fili e parti di computer, con risultati molto gradevoli e soprattutto lontani dal ‘lavoretto scolastico’ che ci si potrebbe erroneamente aspettare.

Marica Zorkic, artista di origini croate e affezionata partecipante a RIGENERaRT, ci parla delle sue opere:

«Io sono una pittrice che dipinge il mare, le città marine e l’acqua in generale perché mi attrae molto come elemento, è quello che io preferisco; per questo progetto ho rappresentato il mare inquinato, infatti nel mare vi è un continuo inquinamento causato da materiali vari e io ho usato polistirolo, plastica, scacchi della spazzatura, guanti e vetro, materiali tipici di questo fenomeno per attirare proprio su questo l’attenzione».

Oltre a questi materiali che tecniche hai usato?

«La mia tecnica preferita di solito è la pittura a olio ma in questo caso ho usato smalti e colori acrilici in combinazione».

Hai partecipato ad altre edizioni di questa mostra?

«Si questa è la mia terza volta, quando ho conosciuto Guido e mi ha proposto il progetto mi è piaciuto molto per il suo tema contemporaneo, in questo mondo produciamo troppa spazzatura, perché non creare proprio da lì una nuova vita e addirittura un’opera d’arte, proprio da ciò che non ha più valore?»

Dei lavori degli anni scorsi cosa ci puoi dire?

«Per esempio l’anno scorso avevo recuperato delle vecchie ante da cucina e le avevo dipinte con una città marina che io amo moltissimo: New York, rappresentata attraverso il mio stile personale, figurativo-astratto e la mia idea è piaciuta, ho vinto il secondo posto del premio di Assago per l’idea più originale».

Tra tutte queste edizioni qual è stato il tuo lavoro preferito?

«Penso sia quello di quest anno, perché da un’idea d’insieme, adesso si parla molto di EXPO, di energia e l’acqua è tutto questo: è vita ed energia, è dove comincia tutto, anche noi siamo composti da acqua. Anche a livello personale l’acqua mi affascina molto e inoltre questo lavoro può essere preso come un avvertimento, anche se la situazione dell’inquinamento può sembrare irrecuperabile».

La pittura emozionale e poetica di Marica è visibile sulla sua pagina MARICA ZORKIC ARTE, che vale assolutamente la pena visitare.

RIGENERaRT ha inoltre ospitato il 29 maggio una performance a tema riciclo dell’associazione culturale Arezzo Ballet. Tre vivaci bambini, Eveline Karisa di sei anni, Danis Karisa e Paul Mwalimu di dieci si sono esibiti in danze e canti tradizionali del Kenya accompagnati da Karisa Alfred Kahindi, che rappresenta la Watamu Youth Association, partner locale dei progetti in Kenya dell’associazione. Da questa collaborazione sono nati libri come La Giornata di Sidi e Karisa, Il Vaso Magico e The Magic Pot, dell’autrice Mela Tomaselli, anch’essa presente, e che hanno lo scopo di rendere accessibile ai più piccoli questa cultura diversa e affascinante tramite un racconto semplificato di canzoni popolari e tradizioni. Grazie alle vendite dei libri e del Sapone di Sidi, prodotto dalle proprietà terapeutiche raccontato nei libri, Arezzo Ballet aiuta la Watamu Youth Association a sviluppare i propri progetti di formazione e educazione per bambini e ragazzi della costa del Kenya.

Video d’introduzione alla mostra di Guido Poggiani:

 

 

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