Intervista a Walter Kopp: arte en passant

Lo scorso mercoledì 4 marzo, la Galleria Artepassante della Stazione Repubblica del Passante Ferroviario di Milano ha aperto i suoi spazi alle opere dell’artista tedesco Walter Kopp, settantenne scultore bavarese.

A

L’artista

Dopo un’esperienza pluridecennale di mostre dislocate nelle più prestigiose città europee – dalla sua Monaco a Berlino, da Losanna a Vienna – anche Milano arriva ad arricchire il suo personale palmares, proseguendo il tragitto espositivo italiano dopo le mostre di Torino e Civitanova Marche nel 2008.

Marche che – lo colgo informandomi sugli opuscoli che lo presentano – costituiscono per Kopp una sua seconda casa, un nido entro cui rifugiarsi e un paesaggio da cui trarre ispirazione: lo stesso panorama marchigiano che ispirò a suo tempo la poesia del nostro Leopardi. Poesia alla quale anche lo stesso Kopp scopro dedicarsi, alternandola alla produzione delle sue sculture.

B

L’intervista

La nostra conversazione verte subito sulla ubicazione della mostra; domando di Milano, della sua scelta per questa metropoli. L’artista sposta la riflessione su un piano che ingenuamente non avevo considerato: non si concentra tanto sulla città, su Milano, bensì sulla Galleria entro cui le opere sono esposte, sulla stazione ferroviaria.

Kopp spiega come la scelta di presentare le sue produzioni nello spazio espositivo di una stazione non sia casuale, ma frutto di una scelta critica che potrà avvantaggiare sia lui che il suo lavoro.

Le mostre si sviluppano classicamente sempre nei soliti luoghi, venendo inglobate in un vortice che presenta le opere sempre agli stessi soggetti. Una stazione invece consente che ogni minuto persone differenti osservino il mio lavoro, ognuno con un giudizio diverso.

 Egli mi spiega come necessiti fortemente dei pareri della gente, favorevoli o contrari che siano, potendoli sfruttare come mezzo di confronto, analisi e crescita.

C Sposto quindi le mie domande sul soggetto delle opere, che trovano sempre  dominante la figura umana. Sempre anonima, sempre stilizzata, sempre essenziale come se nient’altro che  la forma servisse per descriverci. Ogni suo bronzo, gesso o scultura lignea non  ha un viso che lo esprime o un’espressione che lo dipinge, eppure il gesto che  ritraggono fornisce una loro totale spiegazione.

Quindi un’opera ci riporta inevitabilmente al sentimento amoroso, una all’affezione di una coppia, un’altra ancora all’impegno in uno sport piuttosto che all’immersione nella musica.

Milano e la bicicletta

Molte delle opere esposte presentano tematiche sportive e ne domando il  motivo. La risposta é candidamente  che un motivo non c’é: abbiamo un golfista perché quel giorno a colpirlo é stato un giocatore di golf; dei ciclisti perché quell’altro giorno ancora il loro pedalare si é fissato nel suo animo.

A proposito della bicicletta, ricevo il suo feedback non proprio positivo su Milano:

vedo che qui a Milano molte persone usano la bicicletta. Questo é positivo ma io non lo farei mai…troppo traffico, troppo pericolo!

La creatività di Kopp rimarrà a disposizione del pubblico milanese per un mese, fino al 4 aprile prossimo. Una visita è più che consigliata, per un confronto con un’arte essenziale ma completa, semplice ma non banale, capace di portare nel suo bagaglio illustri richiami che corrono precisi dalle figure gravi dell’arte africana – che tanto coinvolse i vari Picasso e Gauguin –  fino ai bronzi del nostro Giacometti.

D

 

COSA: Walter Kopp a Milano

DOVE: Galleria Artepassante, Stazione Repubblica del Passante Ferroviario

QUANDO: dal 04/03/2015 al 04/04/2015


CREDITS 

Fonti e Credits: ufficio stampa Associazione le Belle Arti – Progetto Artepassante

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