Il controverso mondo di Kafka

In un periodo in cui l’uomo è sempre più in conflitto con sé stesso e gli altri, Kafka è un autore da tenere in gran considerazione. Lo scrittore boemo è uno dei pochi artisti ad aver evidenziato il nichilismo che si è diffuso in epoca contemporanea e che si protrae fino ai giorni nostri. L’insicurezza, l’insoddisfazione, l’assenza di uno scopo e l’angoscia di vivere in un mondo così grande sono i temi universali che Kafka mette in risalto. Il mondo che Kafka rappresenta è un mondo labirintico, così complesso da diventare perverso: kafkiano. Un mondo in continua trasformazione, in uno sviluppo così grande che l’uomo non riesce a tenere il passo. L’uomo si trova così abbandonato a sé stesso, ad affrontare la propria complessità e quella che deriva dal mondo in cui vive. Un sentimento che Kafka ha provato e proiettato nelle sue opere tanto da divenire un autore universale.

La vita di un tormentato

Per comprendere al meglio le opere di un autore, è doveroso prendere in considerazione la sua vita personale. Di fatto, le opere sono il prodotto dell’esperienza di vita dell’autore, della sua visione e percezione della realtà e queste sono condizionate da tutti i fatti vissuti. La vita di Kafka è costantemente afflitta da traumi e tormenti che lo scrittore si porta dietro per tutta la vita.

Franz Kafka nasce a Praga nel 1883 da una famiglia borghese ebraica. Sin dall’infanzia, l’autore ha un rapporto incrinato con la famiglia, soprattutto con il padre. Questi vien visto dal figlio come un figura autorevole e insensibile, incapace di trasmettere quella serenità che necessita un bambino. L’affetto non lo riceve nemmeno dalla madre, talmente ossessionata dalla religione da limitarsi a imporre un’educazione severa senza alcuna partecipazione emotiva. Pertanto il giovane Kafka cresce in un ambiente ostile, pesante da cui si fa sopraffare e annichilire. Una sensazione di perenne insicurezza e impotenza che si trascinerà sin l’età adulta e di cui accuserà la sua famiglia. Specialmente nella Lettera al padre, Kafka indica suo padre come causa della sua vita tormentata. 

In età adulta, l’instabilità della vita di Kafka si manifesta anche nell’ambito lavorativo e sentimentale. Nonostante le aspirazioni letterarie, Kafka farà carriera come un semplice funzionario; un lavoro monotono e alienante che soffoca il talento del giovane scrittore. Anche dal punto di vista sentimentale Kafka è costantemente insoddisfatto, intrattenendosi con varie donne ma in relazioni instabili. Inoltre il tormento della sua vita si manifesta nell’odio che egli nutre nei confronti del suo aspetto, del suo corpo, trovandosi ripugnante. L’insoddisfazione della propria vita lo porta, in punto di morte, a chiedere che le sue opere vengano distrutte. Una decisione che il suo amico Max Brod non porterà a compimento, salvando il patrimonio di un autore senza eguali. 

I racconti 

La produzione letteraria di Kafka si concentra principalmente di racconti, pubblicati in volumi o singolarmente su riviste. La notorietà a livello letterario giunge di fatto attraverso il successo di alcuni racconti che rimangono nell’immaginario collettivo. Fra questi si annoverano La Metamorfosi, Nella colonia penale, Il digiunatore… 

Ma assieme ai pilastri della letteratura kafkiana, si affiancano numerosi brevi racconti dallo stesso spessore stilistico. Ciò che accomuna tutti i testi di Kafka è una tendenza all’indecifrabile, a una rappresentazione complicata da intuire nel suo significato. Ma si tratta di una scelta mirata dell’autore per rappresentare l’enigmaticità del mondo e della vita. La lunghezza dei racconti può variare da poche righe a diverse pagine, ma tutti hanno in comune una narrazione controversa. Il racconto presenta una situazione narrativa semplice, quotidiana, ma Kafka introduce degli elementi che proiettano il narrato in una dimensione distorta, surreale. Questa frattura tra reale e surreale può manifestarsi in maniera più o meno evidente a seconda dal racconto e dall’intenzione dell’autore. Inoltre ha un ruolo fondamentale la voce narrante che disorienta la logica del discorso attraverso pensieri confusi, allusivi.

Il racconto più popolare di Kafka è La metamorfosi. Questo racconto racchiude tutti i temi cardine del mondo kafkiano. Un semplice commesso viaggiatore un giorno si sveglia nelle fattezze di uno scarafaggio, l’insetto ripugnante per eccellenza. Ma l’aspetto più contorto della vicenda non è tanto la metamorfosi, ma la mentalità pragmatica del protagonista. Nessuno spavento, nessun ribrezzo per la trasformazione, ma l’unica preoccupazione è il ritardo lavorativo. Gregor Samsa non si preoccupa del suo aspetto per tutto il racconto, ma soltanto del suo lavoro e della sua famiglia, la quale fa presto a sbarazzarsene. Un racconto che proietta i temi fortemente sentiti dallo scrittore: l’assurdo nella normalità, l’angoscia per il disorientamento, il rapporto incrinato con la famiglia…

I romanzi

L’instabilità di Kafka nella sua vita personale influenza anche la sua produzione letteraria. Assieme al compimento di vari racconti, i romanzi iniziati dallo scrittore sono rimasti tutti incompiuti: Il castello, Il processo, America. Nonostante i romanzi non abbiano un finale per mancanze dell’autore, è proprio l’assenza a rappresentare perfettamente il mondo kafkiano. La dimensione distorta, surreale prende forma più evidente grazie alla mancanza di un epilogo. In questo modo Kafka esalta l’instabilità del racconto come l’instabilità della vita.

Il primo romanzo, America, abbozza i temi dominanti della poetica kafkiana, che saranno poi protagonisti dei romanzi successivi. Nel primo romanzo, Kafka narra l’emigrazione di un giovane sedicenne di Praga negli Stati Uniti, obbligato dai genitori per uno scandalo. Abbandonato a sé stesso, il giovane cerca di trovare una sistemazione in un mondo sconosciuto e vasto. Per eventi accidentali, la vita del giovane viene perturbata e dominata dal caos. La sensazione di sopraffazione del mondo sull’individuo prende maggior rilievo nei successivi romanzi. Ne Il castello, l’agrimensore K giunge in un villaggio in quanto chiamato perché intervenga sul territorio del castello. Ma il suo incarico non viene riconosciuto e per questo non viene fatto accedere al castello. K cerca le motivazioni del rifiuto e di ottenere chiarimenti, ma incorre in un vortice di eventi che lo allontanano sempre più dal castello, tanto da non riuscire mai a metterci piede. 

Ne Il processo, la situazione è all’apice della controversia. Un giorno Josef K. si sveglia e viene arrestato. Per tutto il romanzo il protagonista cerca il motivo del suo arresto, senza che questo venga rivelato. I protagonisti de Il castello e Il processo rappresentano la dispersione del singolo in un sistema così complesso e articolato da diventare persino perverso. In entrambi i romanzi, Kafka rappresenta l’apparato burocratico come un labirinto da cui è impossibile trovare un’uscita. Un sistema che determina la vita dell’individuo, ma senza che questi possa conoscere i meccanismi e quindi sottrarsi.


FONTI

Franz Kafka, La metamorfosi, Feltrinelli, 2013

F. Kafka, Il castello, Mondadori, 2019

F. Kafka, Il processo, Feltrinelli, 2019

CREDITS

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