Pink tax: perchè essere donne costa di più

Si tinge di rosa lo scandalo meno conosciuto nel mondo del marketing: la pink tax. Questa è una tassa invisibile all’occhio ma ben nota al portafoglio che riguarda un prezzo maggiorato per tutti quei prodotti destinati al pubblico femminile.

Cosa riguarda

Questa tassa viene applicata a tutti i tipi di prodotti, senza fare distinzioni. Dalle lamette per la depilazione, alle borracce, ai giocattoli per bambine. Questi prodotti differiscono da quelli volti al mercato maschile solamente per il colore. Il prodotto, la funzionalità e il design sono gli stessi. L’unica cosa che li rende differenti è il colore (tipicamente rosa). Tutti questi prodotti hanno un costo maggiorato di circa il 20%.

Se poi invece volgiamo lo sguardo ai prodotti per l’igiene, i prodotti destinati al mercato femminile costano circa il 48% in più rispetto a quelli destinati ad un pubblico maschile. Generalmente questi prodotti vengono identificati dal colore rosa o da colori pastello. Colori che sicuramente invitano di più all’acquisto rispetto ai colori più scuri.

Tassa sugli assorbenti: tampon tax

Qual è il prodotto che, senza ombra di dubbio, serve a tutte le donne? Gli assorbenti.

Tutti sicuramente ricordano le polemiche di questi ultimi anni rispetto alla tassazione sugli assorbenti.

Ebbene sì. Per gli assorbenti è prevista una tassa del 22%. La stessa che viene applicata ai beni di lusso. Nel 2019 è stato approvato un taglio dell’imposta su assorbenti compostabili e lavabili. Ora la sfida è eliminarla completamente. Il lusso di avere le mestruazioni è un concetto fondato su uno stereotipo culturale di una donna con molto tempo libero che impiega nello spendere i soldi che non guadagna. Una figura lontana dalla realtà e risalente agli anni Cinquanta. Oggi, nel XXI secolo, ci troviamo ancora a combattere con questi stereotipi. Come se la società non fosse progredita rispetto a cinquanta anni fa.

La pink tax sui servizi

La pink tax, nel nostro paese, oltre ai beni di consumo è estesa anche ai servizi. Ne è un chiaro esempio quello delle assicurazioni auto. Se fino a qualche anno fa le donne riuscivano a risparmiare sulle loro polizze auto perchè, secondo dati ufficiali, meno soggette ad incidenti data una guida più prudente, ora la situazione si è completamente ribaltata. Le donne arrivano a pagare circa il 18% in più rispetto agli uomini.

Ma perchè tutta questa differenza?

C’è una risposta molto semplice che gli esperti di marketing hanno dato per spiegare questo fenomeno. I prodotti rivolti al pubblico femminile costano di più perchè il gentil sesso sembrerebbe essere abituato a comprare più di impulso e tenderebbe a spendere di più rispetto agli uomini. Questa ipotetica facilità d’acquisto si traduce, per le case produttrici e per i brand, in una sorta di apripista per vendere meglio, e di più, i prodotti.

È una logica meschina, quella utilizzata dai venditori. Tassare i prodotti femminili riporta a logiche antiche e sorpatutto discriminanti verso un genere che sta combattendo per ottenere la parità in tutti gli ambiti.

Come far fronte alla pink tax?

Uno dei diversi modi per far fronte alla pink tax è quello di iniziare a comprare, quando possibile, dei prodotti destinati al mercato maschile, ossia i prodotti esenti dalla pink tax. Una lametta, sia che questa sia di colore rosa o di colore blu, rimane sempre una lametta. E come detto all’inizio, la sua funzionalità non cambia, ma il suo prezzo sì. Stesso discorso vale per l’abbigliamento, per i prodotti dedicati all’igiene e molti altri ancora.

Parlare di questa tassa è importante. Molti, anzi, moltissimi non ne sono a conoscenza. Il ruolo dell’informazione, in casi come questo, è determinante. Una buona informazione rende più consapevoli i consumatori che saranno sempre più attenti alle logiche di consumo, acquisendo dunque maggior consapevolezza economica e sociale.

Quello della pink tax, è solo uno dei tanti esempi che ruotano attorno al pregiuzio che da sempre si ha nei confornti del genere femminile. Mai come in questi anni si sta lottando per la parità di genere, per il riconoscimento delle pari opportunità che uomo e donna hanno. A giudicare da questa tassa assurda, siamo molto lontani dall’ottenere un riconoscimento di parità.


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