Piazza San Pietro: tra ricchezza e povertà

A due passi da via della Conciliazione, in pieno centro a Roma, è impossibile rimanere indifferenti di fronte alle decine di senzatetto che stanziano sotto il Colonnato di San Pietro. Ogni persona, con tutte le sue vulnerabilità, porta con sé un bagaglio immaginario carico di umiltà e semplicità.

Non sono soltanto stranieri ad occupare il Colonnato, ma anche tanti italiani che per vicissitudini varie si sono ritrovati a dormire in strada. Alcuni di loro hanno una famiglia, ma c’è chi preferisce non chiedere aiuto per non arrecare fastidio a chi ha già, almeno apparentemente, una vita serena.

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Le iniziative di Papa Francesco

Papa Francesco ha aperto, nel 2015, il servizio docce per i senzatetto che risiedono nei pressi di piazza San Pietro. Successivamente, nel novembre del 2019, ha inaugurato in Palazzo Migliori un nuovo centro di accoglienza diurna e notturna. Non un semplice dormitorio fatto di stanze spoglie, fredde e anonime. Ma un luogo dedicato alla cura delle persone più bisognose, con un affaccio su San Pietro. La sua gestione è stata affidata alla comunità di Sant’Egidio, da sempre attiva nel sociale con lo scopo di alleviare le sofferenze degli ultimi.

Questa del centro d’accoglienza è stata una scelta quasi obbligata: la situazione lungo il Colonnato cominciava a farsi insostenibile e, ad ogni inverno, il freddo miete vittime innocenti. Una conta macabra ma inesorabile. Un nemico in più, il freddo, in un contesto dove il confine tra la vita e la morte è quanto mai precario.

È stato poi inaugurato, il 29 Febbraio 2016, sempre per volontà del Santo Padre, un ambulatorio dove effettuare visite mediche gratuite ai senzatetto che le richiedono. È un progetto, questo, a servizio di tutte quelle persone che non possono permettersi il costo di una visita medica e grazie all’aiuto dell’Università di Tor Vergata e dei volontari di Medicina solidale si è riusciti a mandare in porto questa iniziativa.

I senzatetto e l’emergenza sanitaria

L’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica non hanno fatto altro che evidenziare un problema già esistente, che è sotto gli occhi di tutti, ma mai combattuto con la giusta efficacia. Per questo, il Santo padre, non ha mai perso occasione per sottolineare la necessità di:

Educare i giovani alla compassione

Una raccomandazione necessaria per recuperare quel senso di umanità che non caratterizza il nostro secolo.

Se è impossibile negare che l’individualismo è figlio della società moderna, è altresì arduo negare l’esistenza di numerose onlus composte da donne e uomini mossi esclusivamente da un fine solidaristico. Queste associazioni operano sul territorio e, senza distinzione di carattere etnico, politico e religioso, si impegnano nel quotidiano per aiutare chi versa in estrema difficoltà. Un supporto materiale e morale da parte di chi, senza chiedere nulla in cambio, ci dimostra ancora quanto la parola vicinanza possa significare molto, per tanti.

Tra dignità e vergogna

Non per loro scelta moltissime persone si ritrovano a vivere per strada senza avere un’alternativa. La figura di queste persone vacilla tra la dignità e la vergogna. Nonostante la non-scelta di vivere “senzatetto”, queste persone cercano di non perdere l’unica cosa che gli è rimasta: la dignità. Questi, alcuni più di altri, si alzano prestissimo e vanno a svolgere i lavori più umili pur di non farsi vedere sconfitti.

Con la vergogna che provano quando i passanti rivolgono loro uno sguardo superficiale ci hanno dovuto fare i conti sin dall’inizio. Basterebbe che tutti noi riflettessimo sul fatto che sono persone in cerca di un posto dove stare, un piatto caldo per mangiare e sguardi privi di indifferenza.

Cosa poter fare?

È ovvio che quello dei senzatetto resta un problema di carattere istituzionale, che non può essere demandato a singole associazioni no profit. In ballo ci sono diversi fattori quali la salute di ogni singolo individuo e il decoro urbano. Basterebbe dar loro una casa facendoli sentire parte di una comunità che molto spesso si dimentica di loro. Nonostante il grido di queste persone si faccia sempre più forte lo Stato investe ancora troppo poco negli aiuti da dare.

È inaccettabile vedere, a pochi passi da uno degli stati più ricchi del mondo, tanta povertà.


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