Le composizioni di Damian Suárez stimolano il cervello

Creativo, anticonvenzionale, imprevedibile. Tre aggettivi che descrivono alla perfezione lo stile di Damian Suárez, artista portavoce di quella generazione Millennials che negli ultimi anni sta manifestando sempre più apertamente il proprio talento.

Come nasce l’amore per l’arte tessile

Di origini venezuelane, Damian Suárez si è presto trasferito in Cile all’età di sei anni, per poi approdare in Messico, dove tutt’ora vive. Prima di dedicarsi all’arte, ha lavorato come comunicatore televisivo, breve tappa professionale che ha influenzato notevolmente il suo modo di concepire la realtà circostante e, successivamente, le sue creazioni artistiche. Il suo primo approccio all’arte risale all’età di nove anni, in compagnia di una vicina che si divertiva a fare tessuti, ricami e altre “cose strane”: un’attività che all’inizio lo affascinava, ma che lo annoiò ben presto, in quantoi bambini, prima o poi, si stancano di tutto, racconta.

Si avvicina nuovamente a quello che sarà qualche anno più tardi il suo mestiere nel corso dell’adolescenza, quando inizia a sperimentare la realizzazione di prodotti tessili, fino a progettare con un collettivo di artisti una linea di disegno tessile, la Mona Rosa. Tale esperienza si rivela un’occasione preziosa per scoprire la sua grande abilità nella costruzione di oggetti con un semplice filo. Una tecnica che, a sua insaputa, diventerà presto il punto di forza della sua carriera artistica.

La tecnica ispirata all’Optical Art

È stata proprio questa sperimentazione ad avere una delle influenze più incisive sullo sviluppo della sua tecnica artistica, sebbene l’attività di Damian venga definita in altro modo:

Il suo lavoro è lontano anni luce dall’arte tessile, nonostante le sue costruzioni abbiano il filo come punto di partenza. Sarebbe un errore assoluto chiamare il mio lavoro arte tessile.

Realizzati attraverso un sistema complesso di fili tesi e attorcigliati tra loro su una combinazione di pannelli di legno, le sue opere bidimensionali sono difficili da classificare in una precisa tendenza artistica. Sono infatti il risultato di un lavoro ottico che coinvolge tanto il colore quanto la geometria, e affonda le sue radici nell’Optical Art (ne abbiamo parlato qui). L’obiettivo è quello di coinvolgere e di stimolare la mente dell’osservatore, mediante una serie di immagini dalla prospettiva illusoria che danno l’impressione di essere in movimento. Questo, reale o virtuale, induce uno stato di instabilità percettiva.

È un lavoro fondamentalmente di geometria e di composizione ottica. Cerco di creare stimoli che generino movimenti, rilievi e sensazioni. Vorrei spingermi al di là di quello che l’occhio vede, andare al cervello

Così ha affermato l’artista. Ed è proprio attraverso le sue raffinate composizioni di fili e di colori che cerca di scuotere lo spettatore, creando un effetto che arrivi direttamente al cervello del pubblico, non solamente al suo sguardo.

Un connubio di comunicazione, scienza e letteratura

Non è un caso che uno degli elementi chiave del suo processo artistico sia quella comunicazione che tanto ha approfondito nella sua breve esperienza professionale in televisione. Quando Damian Suárez decide di dedicarsi all’arte, lo fa per comunicare all’osservatore un messaggio sensoriale. Uno stimolo che cerca di decifrare nei suoi quadri, al di là del puro aspetto figurativo.

L’arte contemporanea si lancia nella sfida di coniugare la comunicazione – in tutte le sue forme – e la tecnologia per avvicinarsi ancor di più alla società. L’arte, pertanto, dovrebbe comunicare cose interessanti, costruttive, riflessive, tutto quello che vuole, basta che comunichi.

Un approccio scientifico e rigoroso è poi sempre stata la colonna vertebrale del suo operare artistico. Tra i suoi prossimi obiettivi emerge infatti un’analisi elettromagnetica del cervello per comprendere quali meccanismi cognitivi si attivano durante la riflessione e la creazione:

Mi interessa comprendere i processi cognitivi della mente umana e le funzioni cerebrali coinvolte nel processo creativo, al fine di indagare l’influenza dell’emotività e della percezione visuale.

Malgrado la predilezione per la scienza, non mancano quadri ispirati a opere letterarie, come Dalla finestra di Sinclaire, basato su una scena del Demian di Herman Hesse e Il Niente, che invece si rifà al finale de La Morte a Venezia di Thomas Mann.

Il messaggio ai Millennials

Damian ritiene che la denominata generazione Millennials – alla quale appartiene – brilli per la sua straordinaria ricerca in vista di un costante rinnovamento di mentalità a partire dall’attività artistica e culturale. Portando le sue esposizioni in giro per il mondo, in particolare in America Latina e in Spagna, l’artista venezuelano lancia un messaggio ai giovani di questa generazione e di quelle future, invitandoli ad essere consapevoli di come sulla realtà si possa intervenire solo sforzandosi ogni giorno, e non restando a letto, aspettando che i cambiamenti di cui il pianeta ha bisogno avvengano da soli”.

Suárez chiama i giovani a lavorare duramente e con perseveranza, in particolare nel mondo dell’arte. Il suo messaggio generazionale è forte chiaro e si avvale di una continua sensibilità rivoluzionaria.

Tutte le discipline artistiche sono sempre state una categoria che necessita un grande sforzo e una dedicazione assoluta, tanto nella danza, quanto nella musica, nella pittura, nella scultura e nelle arti plastiche.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Sbuffo cerca redattori!

Unisciti a noi come associato e comincia il tuo percorso di formazione giornalistica: quattro articoli al mese in una realtà giovane e propositiva, dove sarai affiancato da correttori di bozze e da tanti collaboratori volenterosi di crescere e migliorarsi!

Inviaci il tuo articolo di prova inedito a

info@losbuffo.it

e se vuoi... Aiutaci a spargere la voce!
Grazie