Cracking Art: l’arte animalesca del riciclo

Il ventunesimo secolo, dal punto di vista artistico, ha subito importanti innovazioni, se vogliamo anche un po’ stravaganti. Sono state scoperte nuove forme d’arte, che costituiscono delle varianti poliedriche e avanguardiste all’arte tradizionale. Ma moltissimi movimenti artistici sono ancora oggi ignoti, come per esempio la Cracking Art. Nota principalmente all’estero, consta nella creazione di installazioni urbane, caratterizzate da animali giganti in plastica colorata riciclabile. Un modo innovativo per fare arte e rispettare l’ambiente. Ma in che cosa consiste precisamente questo movimento e com’è nato? Scopriamolo insieme!

Dove ha origine l’espressione Cracking Art?

Il termine cracking deriva dal verbo inglese to crack, ovvero “spaccarsi”. Questo nome, quindi, indica subito la scelta di proporsi come innovazione all’interno della storia dell’arte, studiando il divario tra materia naturale e artificiale. Tale contrapposizione si basa sulla scelta dei materiali utilizzati, cioè plastica riciclata, e nell’impegno sociale del movimento, che manifesta una certa attenzione per il rispetto dell’ambiente. Il cracking catalitico è infatti un processo che trasforma la sostanza organica in materia sintetica e in particolare, gli artisti di questa particolare corrente, si concentrano sul petrolio. La plastica dedotta dal petrolio con il processo di cracking ne conserva tutte le caratteristiche. Di conseguenza, il motto principale del movimento è che la plastica non è cattiva, ma dipende dall’uso che se ne fa.

Cracking Art

I primi approcci attraverso la Land Art

Oggi il gruppo della Cracking Art è composto da Alex Angi, Kicco, Renzo Nucara, William Sweetlove e Marco Veronese. Le prime esperienze del gruppo richiamano la Land Art, mettendo in relazione natura e umanità, ma in seguito gli artisti si rivolgono alla Pop Art e al graffitismo. Da questi ereditano il gusto dell’esagerazione e lo stretto legame con le vicende della società, a cui aggiungono l’attenzione per la natura e gli animali. Ed è l’inizio degli anni Novanta a far scattare le azioni della Cracking Art. I membri cominciano così a toccare temi caldi d’attualità come il riciclaggio dei rifiuti, la devastazione nucleare, la proliferazione dell’imprevisto, installandosi tra piazze e autostrade.

Come subentra il mondo degli animali

La Cracking Art raffigura grandi e variopinte sculture in plastica, dall’interno concavo, di vari animali. La scelta di rappresentarli è sicuramente un forte messaggio per il rispetto per la natura. L’animale, infatti, a differenza dei vegetali, è un essere animato, nel quale l’uomo può immedesimarsi più facilmente. A ognuno delle creature poi, è stato attribuito un significato, grazie al quale l’uomo prova a rispondere alle innumerevoli domande che l’universo gli pone. Gli animali selezionati della Cracking Art sono quindi carichi di messaggi nascosti, come la rigenerazione o idee inerenti al periodo storico e sociale in corso. Vediamo alcuni dignificati.

Cracking Art

Il Coniglio

Il tenero animale appare per la prima volta nel 2008, in occasione del XXXVII Convegno Giovani imprenditori di Confindustria a Portofino. Si trattò di un anno noto per la grossa crisi economica e sociale a livello nazionale. Per questo i membri della Cracking Art hanno dato vita ad un’installazione che rappresenta un coniglio, al quale spesso viene associata una connotazione di fertilità e produttività.

Il Pinguino

La prima apparizione del coniglio risale invece al 2005, in occasione della mostra Sul filo della Lana presso il Museo del Territorio Biellese e la Fabbrica Pria di Biella. Per promuovere la mostra dedicata al tema della lana, infatti, serviva rappresentare un animale legato al gelo. La scelta del pinguino fu dunque relativamente scontata e sempre di gradito apprezzamento.

Cracking Art

La Chiocciola… e non solo

Nei suoi colori sgargianti, la chiocciola compare in occasione dell’assegnazione di Expo 2015 a Milano. É un animale lento che cammina verso un futuro colmo di ricche prospettive. La Chiocciola rappresenta la rigenerazione, grazie al contatto della bava che rilascia rende vitale tutto ciò che incontra.

Ma non è l’unica. Ci sono anche orsi e rondini che, di diversi colori e dimensioni, occupano spazi urbani di tutto il mondo, dando vita a delle vere e proprie invasioni artistiche. Con il termine “invasioni” i membri della Cracking Art si riferiscono proprio alle loro opere, non usandolo nell’usuale chiave negativa, ma facendovi riferimento come invasioni pacifiche, che hanno il principale scopo di creare gioia e felicità di chi le guarda.

Cracking Art

L’Arte rigenera l’Arte

Inizialmente le installazioni avevano un carattere prettamente ambientale e sociale, ma dal 2012 nasce un nuovo progetto intitolato L’Arte rigenera l’Arte. Inizialmente il gruppo sosteneva una rottura con l’arte del passato che, con il trascorrere del tempo, si è trasformata in sostegno e aiuto. Il gruppo della Cracking Art ha iniziato a promuovere eventi culturali per sostenere il patrimonio artistico e culturale. Il loro sostegno consiste nel donare delle mini sculture ai luoghi artistici e non che visitano ogni volta . Le piccole opere di plastica vengono messe in vendita e il ricavato usato per restaurare opere d’arte o promuovere istituzioni culturali.

Il Manifesto

Un elemento importante è il Manifesto del gruppo della Cracking Art che si propone di modificare le regole dell’arte. Eccolo qui:

Manifesto del terzo millennio – Biella, Italia, 1º gennaio 2001 

  1. L’Arte è importante come la nostra stessa vita.
  2. Vogliamo cambiare i codici dell’Arte futura.
  3. Non esiste Arte e vita senza una natura integra.
  4. Siamo uomini del presente e vogliamo che il nostro lavoro interpreti le problematiche contemporanee.
  5. L’Arte e la cultura sono l’unica possibilità di salvezza del mondo e dell’umanità.
  6. Siamo nemici dell’ipocrisia, della congiura, del sospetto.
  7. La nostra materia elettiva è la ‘Plastica’ contenitore di tutto il vissuto del pianeta, naturale/artificiale, antica/futuribile, noi cerchiamo in lei le arcaiche origini antropologiche, vegetali, animali, per costruire una nuova iconografia.
  8. Abbiamo scelto la definizione ‘Cracking’ per il nostro lavoro perché indica la scissione molecolare tra naturale e artificiale.
  9. Lotteremo per la difesa della natura e dell’uomo con tutte le nostre forze.
  10. Vogliamo lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.

Cracking Art

Firmano questo manifesto: Omar Ronda, Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi, Carlo Rizzetti, Kicco, Alessandro Pianca”

Il Manifesto riportato fa continui riferimenti alla contemporaneità artistica, ma anche sociale e culturale. La natura è importantissima da difendere e salvaguardare anche mediante l’arte.


FONTI

www.artuu.it

wikipedia.org

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