Lipari, Marina Corta

Il sogno delle isole Covid-free

Eravamo ancora tutti avvolti nei cappotti quando si iniziava a parlare dell’ambizione di rendere alcuni luoghi totalmente “covid-free”; era febbraio e in Italia quasi si invidiava la Grecia e quella sorta di tracotanza che traspariva dal piano dichiarato di rendere le proprie isole “paradisi” in cui dimenticarsi della pandemia.

In genere, si parla di “paradisi” per decantare la bellezza di un luogo, ma in questo caso l’immagine è ancora più calzante perché quella del vaccino è stata un’attesa che molti non hanno esitato a definire “messianica”. Lo era soprattutto a marzo, quando le campagne vaccinali sul territorio europeo e del Vicino Oriente seguivano un andamento disordinato, in alcuni casi procedevano sempre più incalzanti in altri arrancavano, affaticate già in partenza. La supposta tracotanza greca però ha finito per rivelarsi per ciò che è: un buon piano per uno Stato che ha visto il proprio PIL crollare di circa il 10% per gli effetti dell’interruzione del turismo, un ottimo piano a cui ispirarsi per un altro Stato vittima della stessa crisi, il nostro.

L’immunità per il turismo

L’obiettivo della Grecia, e ora anche quello dell’Italia, è quello di puntare sull’immunità come chiave di volta per il rilancio turistico e il riavvio del settore economico delle isole minori, tramite la semplificazione delle modalità di accesso al territorio: nessuna quarantena e il solo tampone negativo o certificato di avvenuta vaccinazione/guarigione. Una strategia potenzialmente efficace, la stessa alla base delle “certificazioni verdi” che regolano il movimento senza comprovate esigenze tra regioni arancioni e rosse e del green pass, il lasciapassare informatizzato che se approvato potrebbe permettere di viaggiare in Europa senza restrizioni.

Le criticità nella pianificazione, l’ottenimento e la distribuzione dei vaccini in Italia sono ormai note a tutti e le premesse sembravano scoraggiare anche i più ottimisti (abbiamo parlato di vaccini qui). Ma la campagna vaccinale, nonostante tutte le battute d’arresto che l’hanno caratterizzata, raggiunge con questo maggio quello che nessuno può negare essere un traguardo: anche i nostri mari saranno punteggiati di paradisi covid-free. Sono state avviate proprio in questi giorni le vaccinazioni di massa nelle isole minori del territorio italiano: Eolie, Linosa, Lampedusa, Egadi, Arcipelago Toscano, Capri, Procida, Ischia, La Maddalena, Tremiti…

Le Eolie, per esempio, hanno impostato nel mese di aprile un sistema di prenotazione online, tramite cui ciascun cittadino interessato, senza limiti di età, ha potuto registrarsi e manifestare il desiderio di sottoporsi alla somministrazione del vaccino. Durante la prima e la seconda settimana di maggio le prenotazioni sono state rielaborate e le vaccinazioni avviate. Al 14 maggio, più di metà della popolazione può dirsi vaccinata nelle isole di Salina, Alicudi, Filicudi, Vulcano, Panarea e Stromboli. Prima apertura indifferenziata alla possibilità di vaccino appena avviata invece per Lipari, la più grande e la più popolosa dell’arcipelago, che procede a ritmo serrato registrando numeri importanti già nei primi giorni di attività.

Le critiche al progetto covid-free

Nelle ultime settimane, il criterio delle isole covid-free è stato criticato. Il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, si era dichiarato contrario al concedere il privilegio dell’immunità solo ad alcune località turistiche a scapito di altre, sostenendo invece la necessità di concentrarsi esclusivamente sulla campagna vaccinale nazionale, senza alcun tipo di distinzione. Altre voci dall’Emilia-Romagna avanzano la proposta di considerare le proprie località turistiche al pari delle isole e propongono un piano di vaccinazione prioritario per tutti i lavoratori impegnati nell’ambito turistico, dai bagnini ai dipendenti delle strutture ricettive.

Scontato forse sottolineare come tra l’Emilia-Romagna e le isole ci sia una solida differenza, non solo nell’aspetto più banale, quello della morfologia del territorio, ma anche in quello della sua organizzazione. I sindaci delle isole minori hanno più volte fatto notare come la differenza sostanziale con le altre località turistiche stia proprio nella diversa conformazione di sanità e servizi: presidi sanitari più modesti, maggiori difficoltà negli spostamenti verso centri ospedalieri più grandi. Raggiungere la terra ferma non è necessariamente sempre possibile, per esempio: le condizioni meteo-marine avverse possono implicare l’interruzione dei collegamenti, che si svolgono esclusivamente via mare, e impedire quindi lo spostamento non solo dei potenziali pazienti, ma anche degli stessi medici che prestano servizio sul territorio senza necessariamente viverci.

I numeri sulle isole

Si tratta inoltre di porzioni di popolazione piuttosto piccole. Ad esempio, parlando ancora di Eolie, Lipari conta circa diecimila abitanti e Alicudi un centinaio. Si capisce quindi non solo come la gestione di questi numeri sia enormemente più semplice rispetto a quelli di altre località turistiche, come quelle della riviera romagnola, ma anche come l’incrinatura del piano vaccinale nazionale originario non possa essere considerata così sostanziale, ma anzi vada vista come una spinta propulsiva e un contributo alla strenua lotta alla conquista di un ritmo di vaccinazioni più serrato.

Sempre a proposito di numeri, non è inoltre da sottovalutare come durante l’estate la popolazione delle isole a grande affluenza turistica possa arrivare triplicarsi: il triplo degli individui, ma lo stesso numero di servizi, nello stesso contesto insulare. Si punterebbe quindi all’immunità non solo per il turismo inteso come elemento economico fondamentale, comune denominatore con le altre mete turistiche della penisola, ma anche per le specifiche peculiarità e implicazioni logistiche che la fruizione turistica di questo livello comporta.

In questa prospettiva, il progetto delle isole covid-free è, sì, un corridoio preferenziale fornito alle isole minori, ma anche un aiuto necessario, vista già l’affluenza turistica dell’estate 2020, con numeri di presenze sensibilmente più alti rispetto a quelli delle estati precedenti.

 

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