Il volto umano di Kafka: un resoconto inedito per immagini dell’“ebreo di Praga” nell’ottica di Klaus Wagenbach

Kafka e la raccolta fotografica di Wagenbach

Quando si parla di Franz Kafka, spesso potrà accadere di ritrovarsi avvinti dall’impeto di due forze contrapposte. L’una, che ci vorrebbe esploratori fino al più minuzioso dei particolari; l’altra, invece, che cede all’imperscrutabilità di un uomo e della sua opera (ad andarci cauti) iperuranici. Tuttavia, per entrare adesso nel suo mondo, si potrebbe provare con un metodo più immediato, come faremmo ad esempio oggi con un coetaneo appena conosciuto, cioè utilizzando delle fotografie.

E quale migliore guida se non quella di Klaus Wagenbach?

Certo, attualmente la facilità di accesso alle pagine social permette in un baleno di immergersi a capofitto nella vita di chiunque, facendoci capire – anche piuttosto cinicamente – se continuare la conoscenza appena intrapresa o glissare furbescamente a colpi di clic. Con Kafka, invece, le fotografie possono essere scovate in un album messo a punto proprio da Wagenbach, che è in grado di mostrarci aspetti inediti e letteralmente più umani dello scrittore.

Ma chi è innanzitutto Franz Kafka?

Nato a Praga il 3 luglio del 1883, Kafka è discendente di una famiglia giudaica. I primi anni della sua vita sono duramente segnati da terribili lutti, come la morte dei suoi due fratelli, ai quali si aggiungono i contrasti, sommessi ma perenni, con la figura paterna. Questi troveranno poi voce nella mai spedita Lettera al padre (1919).

Ad ogni modo eravamo così diversi, e così pericolosi l’uno per l’altro in questa diversità, che se si fosse voluto calcolare a priori, il reciproco comportamento tra me, ragazzo dal lento sviluppo, e Te uomo fatto, si sarebbe potuto presumere che Tu mi avresti schiacciato in modo che di me non sarebbe rimasto nulla.

Dopo gli studi in giurisprudenza, accanto all’impiego nelle Assicurazioni generali, Kafka inizia a produrre i suoi primi scritti. Nel 1910 prendono corpo i Diari, e due anni dopo avrà già completato La Condanna e La Metamorfosi. Tuttavia, nel 1917 riceve la diagnosi di tubercolosi, il cui aggravarsi lo porterà alla morte il 3 giugno 1924. Nel testamento, rivolto all’amico Max Brod, la richiesta di distruggere gli scritti rimasti inediti viene disattesa, ed è per questo che ancora oggi possiamo apprezzare tutte le opere kafkiane.

Il modo inedito in cui Wagenbach entra in questo mondo labirintico

La rapida e sventurata vita dello scrittore viene ripercorsa passo dopo passo da Klaus Wagenbach. Infatti, l’editore berlinese, classe 1930, inizia i suoi approfondimenti su Franz Kafka partendo proprio dalla sua biografia. Ogni momento della sua esistenza risulta essere estremamente significativo per comprendere appieno ogni risvolto della propria opera. I risultati di tali ricerche portano alla pubblicazione di Kafka. Biografia della giovinezza (1958).

Trascorso un po’ di tempo, lo studioso ritorna su Kafka e questa volta lo fa con un metodo differente e ancora più interessante. Il suo obiettivo riguarda il ricercare un gran numero di immagini, in particolare alcune rare e sconosciute fotografie d’epoca, che diano un’attuazione più concreta a dei momenti centrali vissuti dallo scrittore. Durante un viaggio in Cecoslovacchia, inoltre, Wagenbach ritrova moltissime altre istantanee, saltate fuori da cassetti e bauli di abitazioni appartenute a persone vicine a Kafka.

Volti e stati d’animo

Dall’unione di questo materiale, nel 1983, viene pubblicata, per Adelphi, Franz Kafka. Immagini della sua vita, un’antologia di circa cinquecento fotografie che raccontano una storia umana, la storia di Franz, appunto. Le immagini fotografiche – che si trovano anche in una raccolta online – mettono insieme la raffigurazione più canonica dell’autore, con gli aspetti più collaterali dell’universo kafkiano. Kafka è colto nelle varie fasi della sua vita, che vanno dall’infanzia fino all’età adulta.

Numerose sono le istantanee che lo vedono unico protagonista: alcune lo ritraggono da bambino, nelle pose stereotipate tipiche dei ritratti scattati negli studi fotografici alla fine dell’Ottocento. In altre, ormai adulto, il suo sguardo quasi intimidisce per la profondità e la fermezza. Altre ancora, decisamente sui generis, mostrano un sorriso spontaneo e vivace che non può non renderlo più vicino, quasi fosse un amico.

Luoghi e altri protagonisti

Per di più, la raccolta fotografica presenta anche diverse figure legate a Kafka. Compaiono, infatti, i genitori, i nonni, ma anche gli zii e i parenti lontani, tutti a comporre una specie di albero genealogico visuale. Lo sguardo a volte laterale, i vestiti d’epoca e le posture parlano chiaramente di un tipo di cultura particolare, permettendo allo spettatore di conoscere anche le consuetudini di un mondo che oggi ha subìto molti cambiamenti. Si aggiungono poi i volti delle sue fidanzate, da Felice Bauer, figura femminile fondamentale per Kafka, fino a Dora Diamant, che le è stata vicino nel momento della sua morte.

Seguendo questa prospettiva, dunque, chiunque entri in contatto con certe fotografie, viene condotto in un viaggio esclusivo per gli occhi. E questo viaggio crea un dialogo, se possibile, ancora più potente delle parole. A completare il tutto, oltre i volti della famiglia Kafka-Löwy, si trovano anche gli spazi in cui queste stesse persone hanno vissuto. Si passa dal luogo di nascita di Franz, fino alla veduta della propria stanza, poi la Zeltnergasse, fino alla piazza della città vecchia di Praga.

Il merito del flash fotografico

Operando in tale direzione, Wagenbach ha saputo raccontare di Kafka e della sua vita una versione completa, mostrandocelo prima come uomo qualunque che come scrittore. Contemporaneamente è riuscito a creare una moderna prospettiva dalla quale poter rileggere anche le sue stesse opere.  In effetti, solo riconsiderando nella loro totalità aspetti intimi e umani dell’autore, rimasti spesso in sordina, è possibile osservare sotto una luce diversa anche i suoi scritti, assottigliando quella patina di mistero e oscurità dalla quale spesso sono circondati.

L’attuazione di questa nuova chiave di lettura è affidata alla fotografia e al vigore delle immagini, che con la loro forza memoriale sono in grado di permettere un’immediata riscoperta dell’intera opera kafkiana. Dunque, tutto ciò contribuisce in maniera decisiva ad una più fresca reinterpretazione di uno dei più grandi autori della letteratura mondiale, soprattutto da parte delle nuove generazioni.

I più giovani, che conoscono perfettamente i codici del visuale, potranno essere i primi ad utilizzare certe fotografie per rileggere uno scrittore dalle mille sfaccettature, come è stato appunto Franz Kafka. E quindi, perché non iniziare proprio da qui?


 

FONTI

Archiv Klaus Wagenbach

The Kafka Project

Adelphi

Franz Kafka, Lettera al padre, Feltrinelli, Milano, 2013.

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