Negli ultimi anni si sta guardando alla sostenibilità da una prospettiva diversa e sempre più inclusiva. Diversa rispetto agli stereotipi che fino a poco tempo fa associavano il tema ambientale solo ad un consumo di nicchia, un po’ bohémien, e perfino senza stile.

Oggi la sostenibilità parla un nuovo linguaggio, quello della moda, e mira ad affermarsi come nuova normalità. Nella realtà dovrebbe essere proprio così. Secondo la logica People-Profit-Planet, business, ambiente e società dovrebbero convivere e supportarsi a vicenda, raggiungendo un equilibrio naturale che massimizzi i benefici per ogni parte interessata.

Perfetto esempio di questo modello di business è quello di Par.co Denim, brand avanguardistico dal DNA sostenibile e artigianale. 

Par.co è una realtà che nasce nel 2014, dalla passione per il denim che si intreccia alle credenze personali di due cugini. “Parimbelli cousins” è infatti all’origine del brand di Bergamo che si dedica alla produzione di denim sostenibili, contribuendo all’innovazione di una filiera moda più etica e consapevole del suo impatto ambientale e sociale.

denim

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare direttamente con il team di Par.co, un’interessante chiacchierata all’insegna di un nuovo modo di intendere la sostenibilità, ovvero come intersezione tra etica, estetica, comunicazione e innovazione digitale.

Par.co nasce da valori forti

Innanzitutto, la sostenibilità è stata per il brand l’idea di partenza, la bussola valoriale che ha guidato, fin dall’inizio, ogni scelta commerciale e comunicativa dei fondatori.

Parlando con il team, le prime cose che traspaiono sono la passione e i forti valori con cui Par.co si dedica ogni giorno alla sua missione. Realizzando jeans di qualità nel pieno rispetto ambientale, il marchio vuole incoraggiare un movimento per ridurre l’impatto del secondo settore più inquinante al mondo. Il rispetto per l’ambiente e la valorizzazione della comunità locale sono infatti l’anima di Par.co, oltre che il cuore di ogni sua scelta.

Par.co denim sostenibilità

La filiera produttiva del brand è infatti una filiera corta e consapevole dell’impatto che ogni tassello ha nella realizzazione del prodotto. Par.co privilegia l’ambiente e i rapporti umani; per questo, la sua rete è costituita da aziende locali e piccoli artigiani collocati nel raggio di trentacinque chilometri dalla sede operativa. Fibre, bottoni e rivetti: ogni collaboratore contribuisce aggiungendo il suo tocco di qualità.

Denim sostenibili a 360 gradi

Il risultato è un denim sostenibile in ogni suo passaggio: oltre all’utilizzo di cotone biologico (GOTS) o tessuto rigenerato (GRS), tutto ciò che è inerente alla produzione e alla vendita dei prodotti è ispirato al concetto di circolarità. Le etichette che accompagnano i capi, ad esempio, sono prive di ogni tossicità, essendo stampate con una polvere di grafite di scarto recuperata dalle industrie tecnologiche (tecnologia g_ink).

Dal racconto è poi emersa l’importanza che Par.co attribuisce alla comunicazione nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Un brand nasce da ciò che comunica: in questo caso, parte dell’attività comunicativa è dedicata a “educare dolcemente” i consumatori sul valore dei prodotti sostenibili. Il bello di un paio di jeans, secondo Par.co, sta proprio nella personalità che questi possono acquistare nel tempo grazie a chi li indossa e se ne prende cura. Le fibre di cotone bio, i lavaggi delicati e mai troppo carichi, una tintura indaco naturale, conferiscono al denim una vestibilità comoda che si adatta alle forme del proprio corpo. Ecco la magia: non si tratta solo di un paio di jeans, ma di un capo che diventa unico e acquisisce carattere. 

denim sostenibili

Abbiamo parlato di questo aspetto anche in rapporto alla moda fast fashion. Disorientati da una comunicazione veloce che alimenta un desiderio insaziabile, i consumatori sono attratti in continuazione dal concetto di novità, anche se un buon denim potrebbe idealmente durare tutta la vita. 

Par.co educa alla circolarità

Fra gli obiettivi di Par.co c’è la promozione di una moda senza tempo e orientata all’economia circolare, svincolata dall’usura comunicativa indotta dal fast fashion. La moda veloce infatti svalorizza il denim e lo rende effimero, contrariamente alla sua natura. Uno dei prossimi progetti del brand sarà l’introduzione di uno schema per il ritiro di jeans usati che non vogliono più essere utilizzati. Una volta recuperati, una parte potrebbe essere reintrodotta sul mercato dopo le opportune lavorazioni; l’altra andrebbe invece a supporto delle scuole di design nella creazione di nuovi abiti. 

Sostenibilità nel denim

Ripartire da ciò che già esiste è più sostenibile che ricominciare da zero nella filiera produttiva. I consumatori potranno quindi restituire i propri jeans, o aggiornarli con modifiche e personalizzazioni. Così facendo, non solo si riduce l’impatto ambientale, ma si è anche più consapevoli del valore del proprio abbigliamento.

Quella con il denim è una storia d’amore, una volta trovato il fit giusto non lo si lascia più. Attraverso consigli sul lavaggio e semplici accortezze, il brand incentiva a non sostituire i propri jeans al primo difetto, ma a prendersene cura come si farebbe con qualsiasi bene di valore. 

Ridefinire lo stile della sostenibilità

Quello che più ci ha colpito del brand è il suo spirito di iniziativa nel rendere la sostenibilità un valore comune, oltre che la propria missione. Se nel 2014 l’avanguardia stava nel proporre un denim etico e cruelty-free, oggi la sfida è rivolta alla rottura degli stereotipi legati al mondo della sostenibilità. Par.co è infatti un brand fuori dagli schemi: non ci sono i tradizionali immaginari del sostenibile o riferimenti esclusivi all’ambiente, ma si tratta in primis di un’affermazione di stile. 

Il brand sta costruendo una sua estetica a tutti gli effetti, dimostrazione di come si possa far del bene al pianeta pur non rinunciando alla propria idea di moda. Una visione urbana, ricercata, che si è sempre ben sposata con il mondo del denim e con i suoi richiami allo street style americano: le proposte del brand hanno un fascino attuale che ben incalza lo stile in voga di questo periodo. La sostenibilità diventa il vero valore aggiunto, ciò che conterà sempre di più e farà la differenza nel mondo della moda.

Lo si vede bene nella recente collezione presentata alla White Sustainable Milan (WSM) di gennaio 2021. Denim a vita a alta, modelli a zampa, lavaggi vintage: l’estetica di ieri che tanto piace oggi si arricchisce di un profilo sostenibile. 

I progetti di Par.co

Come ultima cosa abbiamo parlato di digitalizzazione, e del prezioso aiuto che la tecnologia può offrire all’affermazione della sostenibilità. 

Par.co ci ha confidato di voler diventare un business digitale per poter realizzare prodotti sempre più a impatto zero lungo tutta la value chain. La tecnologia può aiutare molto nella riduzione degli sprechi e degli scarti, eliminando tutta la produzione non necessaria. Il brand ha condiviso con noi alcune tecnologie che vorrebbe presto adottare.

tecnologia sostenibile

La prima ha a che fare con la virtual reality, una tra le opportunità più ambite dai brand per sopperire alla mancanza della fisicità dei punti vendita. Per facilitare la scelta della taglia corretta anche online, Par.co sta testando un sistema che permetterà agli utenti di “sperimentare virtualmente” i jeans, calcolando di conseguenza la taglia più adatta. In questo modo si ridurrebbero gli ordini incorretti dovuti alla necessità di provare i capi fisicamente a casa, e quindi l’ulteriore strada percorsa dal prodotto a causa degli eventuali resi. 

La seconda innovazione riguarda il pre-order, funzione già disponibile online dallo scorso novembre. Con questa modalità di acquisto, è possibile pre-ordinare i capi di una Capsule Collection prodotta solo a prenotazioni concluse, e in quantità corrispondente alla reale richiesta.  Un countdown scandisce le tempistiche sostenibili: al suo scadere verrà avviata la produzione, così da poter sfruttare al meglio solo il tessuto necessario, senza nessun surplus che potrebbe rimanere invenduto. A rendere questo modello ancora più interattivo per il cliente potrebbe esserci la possibilità di costumizzare i capi in fase di pre-acquisto, grazie a render digitali che permettono la visualizzazione dei dettagli. 

Obiettivi a lungo termine

Tra i punti di forza di Par.co, emerge l’avere ben chiaro i propri obiettivi riguardo a quella che sarà la vera sfida del futuro: la circolarità. La direzione è quella di un costante miglioramento delle proprie credenziali sostenibili e della propria estetica, per poter dialogare con una popolazione più ampia. Abbiamo concluso la nostra chiacchierata chiedendo loro quale fosse la linea su cui continueranno ad investire. La loro risposta ci ha resi fiduciosi per una moda sempre più sostenibile.

Moda destinata a durare nel tempo, digitalizzazione e comunicazione; soprattutto, continuare a lavorare sull’intersezione tra etica ed estetica, per creare un total look riconoscibile sia in termini di stile che di sostenibilità: questo sarà la vera moda di domani.