Dal 2018 il Comune di Milano ha avviato Piazze Aperte, un progetto di urbanistica tattica, realizzato sulla scia del successo in altre città del mondo. Ma, precisamente, che cosa si intende con questo termine?

L’urbanistica tattica è l’insieme delle opere messe in atto per migliorare, dal punto di vista visivo e funzionale, spazi pubblici più o meno estesi. Ciò che ha voluto attuare la città meneghina, quindi, è la valorizzazione di luoghi spesso minimizzati.

Nato in collaborazione con Bloomberg Associates e con il supporto della National Association of City Transportation Officials (NACTO) Global Designing Cities Initiative, Piazze Aperte presuppone la volontà di un cambiamento. Di questi tempi, poi, forse è quello di cui tutti abbiamo bisogno.

Il ritorno alla socialità

La socialità è un altro punto cruciale. Perché se è vero che in questo progetto l’occhio vuole la sua parte, è altrettanto vero pensare ai benefici sociali che questo porterebbe. Il fatto di dover condividere uno spazio pubblico, infatti, fa in modo di creare inevitabilmente dei contatti. Legami con l’altro, che ci fanno ricordare l’importanza – e la piacevolezza – dello stare insieme.

Tra le piazze sottoposte al progetto, quelle maggiormente rivalutate sono: Dergano, Angilberto II, Sicilia e Porta Genova. Tuttavia, gli interventi di riqualificazione prendono piede in numerosi quartieri cittadini. Da Rovereto a Comasina, fino ad arrivare a San Siro.

Ha dichiarato Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica:

Una piazza in ogni quartiere. È l’obiettivo che ci siamo posti sin dall’inizio del mandato, evidenziato nella strategia per Milano 2030. La qualità dello spazio pubblico è un tassello fondamentale per l’aggregazione, la sicurezza e la vivibilità dei nostri quartieri.

La Piazza di Dergnano

La primissima “Piazza Aperta” è stata quella di Dergano, quartiere della periferia settentrionale della città. Qui, un vecchio parcheggio di auto è stato del tutto smantellato, lasciando così spazio a una nuova pavimentazione. Decorata con grandi pois rossi, gialli e bianchi, ricorda vagamente un enorme Twister.

Grazie alla successiva installazione di fioriere, panchine di legno e tavoli da ping pong, si è potuto donare un look ultramoderno al quartiere, invidiabile persino dalle zone più all’avanguardia di Milano.

Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Lavori pubblici, ha affermato:

Le Piazze Aperte sono l’occasione per riqualificare intere aree di quartiere. Gli interventi si estendono dalle piazze alle strade vicine, migliorando la mobilità, favorendo un equilibrio fra pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti, più sicuro per tutti, e aumentando gli spazi pedonali utili ai cittadini, alle scuole e altre attività di aggregazione e al commercio di vicinato, per mantenersi presente nel quartiere. Così si realizza concretamente la zona 30 del quartiere Dergano, si allontana il traffico, si migliora la qualità della vita dei cittadini, la qualità ambientale e la sicurezza stradale.

Allo stesso modo è stato studiato il restauro di Piazza Angilberto II, situata nel quartiere Corvetto, a sud della città. Rispetto alla precedente, questa zona è più trafficata e caotica. Una vera boccata d’aria, quindi, per i suoi abitanti, che sembrano aver notevolmente apprezzato l’idea.

Piazze Aperte anche ai Navigli

Solo successivamente, in seguito al grande successo ottenuto, si è pensato a qualcosa di speciale per una delle piazze più famose e di passaggio di Milano: il Piazzale della Stazione di Porta Genova, a ridosso dei Navigli.

Piazze aperte – Porta Genova

Lo staff di Bloomberg Associates, società di consulenza urbana senza scopo di lucro fondata dall’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, si è offerto volontario per dipingere i nuovi spazi del Piazzale. Questi, come per magia, si sono tinti con larghe strisce bianche e blu, che in alcuni casi riportano le indicazioni d’interesse del quartiere. Anche le parole di Janette Sadik-Khan, responsabile di Bloomberg, ci dimostrano come un’idea urbanistica possa avere un sapore internazionale, trasponibile su più realtà.

Gli stessi principi e processi di progettazione che hanno avuto successo a New York stanno ora ispirando la prossima generazione di spazi pubblici a Milano.

L’intera area pedonale – non più percorribile dai tram di linea – è stata poi resa vivibile grazie all’installazione di fioriere, panchine e tavolini grazie ai quali potersi concedere un momento di tranquillità. Sebbene ci si trovi, comunque, in una delle zone più frenetiche di Milano.

Il progetto per Piazza Sicilia

Più defilata ma comunque centrale è Piazza Sicilia, situata nel quartiere Washington. Anche in questo caso, come nei precedenti, si è data moltissima importanza agli spazi per bambini e ragazzi. A maggior ragione per la vicinanza alla Scuola Primaria Novaro-Ferrucci, per la quale è stata creata un’ampia zona pedonale, comoda e sicura per grandi e piccini.

Grazie al suo ripristino, Piazza Sicilia è diventata un vero e proprio snodo tra diversi luoghi che ora, finalmente, riescono a comunicare. La scuola, appunto, si connette facilmente alla biblioteca comunale, la quale – a sua volta – entra in perfetta sintonia con il parco adiacente.

Parte del progetto “Piazze Aperte”, poi, è il quartiere NoLo (Nord Loreto). Anche in questo caso, il grande spazio pubblico si trova di fronte alla scuola primaria Teodoro Ciresola. Nulla è mai dato per scontato, quindi.

Piazze Aperte – NoLo

L’ampia area, prima semplice incrocio, si è trasformata in luogo di aggregazione. Inconfondibili le panchine e le grandi fioriere che ovunque fanno da cornice al grande spazio condiviso. I colori scelti, sempre sgargianti, accentuano la positività con la quale si affronta questo nuovo progetto, in linea con gli altri, ma ancor più accogliente.

Ovviamente non è finita qui. Il Comune di Milano vorrebbe attuare una vera e propria campagna di ripristino delle aree comuni. Dalle piazze dimenticate fino ad arrivare ai grandi parcheggi di sosta. Tutto per far sì che si raggiunga davvero un rinnovamento sociale, che possa permettere scambi, confronti e, perché no, anche dibattiti. Purché questo si faccia per il bene comune.

Sono tante le Piazze Aperte qui sopra non citate. Questo perché la città sta concretizzando numerosissime opere urbanistiche, impossibili da descrivere singolarmente.

Non ci resta, quindi, che affidarci e fidarci di ciò che Milano ha in serbo per noi. Cose belle, senza dubbio. Perché Milano è così. Stupefacente ogni volta. Moderna, ma allo stesso tempo legata alle tradizioni e alle buone abitudini. Una di queste è, senza dubbio, la condivisione. Consuetudine venuta meno nell’anno appena trascorso. Piazze Aperte si propone quindi di tornare alla condivisione nel suo stato più puro.