Negli ultimi decenni si è parlato molto del cambiamento climatico: la più grande sfida del XX secolo. Questo argomento coinvolge vari settori tra cui l’industria della moda, che è una delle più inquinanti. A tal proposito molte aziende, blog e brand si sono attivati per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente attraverso una moda più sostenibile; una di queste è Blank che si impegna per un mondo più “green”. Abbiamo parlato con Elisa Monici.

Elisa, raccontaci com’è nata l’idea di Blank.

E: L’idea di Blank è nata da una necessità personale: ho iniziato ad interessarmi alla sostenibilità nella moda lavorando per un’azienda fast fashion; qui ho visto le cose molto più da vicino e oltre ai processi produttivi ho potuto osservare anche gli sforzi per essere più sostenibili. Questa esperienza mi ha spinta ad immergermi in questo mondo, ma quando ho iniziato la mia ricerca di brand sostenibili mi sono trovata abbastanza persa tra tantissimi marchi che dicevano di essere “green” senza specificare il come e perché. D’altro canto, ho trovato marchi molto validi ed interessanti ma che producevano solo un tipo di capo o utilizzavano solo un tipo di materiale, o ancora avevano ottimi materiali ma lo stile era molto semplice.
Ho pensato a quanto tempo ho impiegato a fare tutte queste ricerche e quante persone l’avrebbero fatto…poche! Così ho avuto l’idea che avrei potuto fare io questo lavoro per gli altri: raccogliere in un solo negozio online un’attenta selezione di capi prodotti secondo alti standard di sostenibilità, provenienti non solo dall’Italia ma da diversi stati. Il mio obiettivo era quello di creare un vantaggio dal punto di vista delle spedizioni e di trasmettere in modo chiaro perché quel capo è più sostenibile di un equivalente fast fashion.

Com’è nata la passione per la moda?

E: Mi hanno sempre appassionato i DIY, ovvero i lavori manuali e artigianali; così ad un certo punto della mia carriera sono arrivata a lavorare prima per un’azienda produttrice di accessori per il visual merchandising e le vetrine, e poi per un brand di fast fashion e di conseguenza a stretto contatto con la produzione. La mia passione per la moda è principalmente legata alla creazione dei capi, mi affascinano tantissimo sia il processo creativo che la tecnica.

Qual è il tuo/vostro punto di vista riguardi la moda sostenibile?

E: Durante l’ultimo anno la sensibilità verso la sostenibilità nel mondo della moda ha avuto una crescita esponenziale e continuerà in modo positivo, ma spesso non c’è una vera conoscenza di quello che c’è dietro e il rischio di greenwashing è sempre in agguato. Oggi tutti i grandi marchi lanciano collezioni “green”, ma una T-shirt in cotone organico quanto può fare a fronte del 95% della produzione fatta sfruttando lavoratori dei paesi più poveri? Bisogna sempre avere una visione dell’insieme, della situazione e come spesso scrivo negli articoli del blog Blank: non c’è un bianco/nero nella sostenibilità, ci sono cose che sono meglio di altro, ma tutto andrebbe analizzato per fare scelte consapevoli.

Qual è la vostra missione? Quali sono i vostri valori?

E: La missione di Blank è fare conoscere la moda sostenibile e renderla più accessibile a tutti: questo significa spiegarla in modo chiaro e offrire una selezione di capi sostenibili e con stile, si parte da marchi più strutturati per arrivare anche ai piccoli artigiani originari di diversi paesi. I valori di Blank sono prima di tutto trasparenza, solo in questo modo i consumatori possono fare scelte consapevoli, un’attenta analisi della sostenibilità dei marchi che decidiamo di offrire nel nostro negozio e un impegno costante, migliorarci e avere un basso impatto ambientale in tutti i nostri processi.

Parlaci del vostro blog e del vostro approccio alla moda etica e sostenibile (esempio: i marchi consigliati e selezionati, i brand che utilizzate…)

E: Il blog e i nostri canali social sono una parte molto importante di Blank perché attraverso questi, possiamo comunicare i nostri valori e trasmettere cosa significa avere un approccio più sostenibile alla moda. Una delle nostre principali intenzioni è quella di far comprende alle persone che la scelta più sostenibile è vestirsi con quello che abbiamo già nell’armadio, infatti, proprio per questo motivo abbiamo deciso di non fare sconti per il Black Friday, devolvendo parte del ricavato al Fashion Revolution.  Quando selezioniamo nuovi brand è importante che siano trasparenti sull’origine dei materiali, teniamo conto delle loro certificazioni, da dove viene svolta la produzione e così via; allo stesso tempo siamo attenti allo stile e al prezzo. Lo stereotipo della moda sostenibile è il camicione basico e informe a prezzo medio-alto: esattamente l’opposto di quell che Blank vuole offrire. Per quando riguarda i materiali, privilegiamo materiali organici riciclati, siamo grandi fan dell’upcyling (partendo dalla collezione di produzione intera Upcyled by Blank) e dei materiali innovativi come Pinatex e l’Appleskin.

Come vedi il tuo futuro in questa direzione?

E: Il progetto è quello di allargare il portfolio dei nostri brand sia con marchi strutturati che con i prodotti di piccoli artigiani da tutto il mondo, aggiungere a breve una collezione di abbigliamento da uomo e appena sarà possibile organizzare eventi per portare la moda sostenibile a tutti: da mercatini e pop-up a swap parties e workshop.

 

 


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