Chiudete gli occhi, copritevi le orecchie e tenetevi pronti a fare un balzo termodinamico con l’immaginazione. Tutto questo mentre forme di vita si impegnano a tessere un modello di paesaggio, capace di mettere in equilibrio il rapporto umano con l’illimitato potenziale del Sole.

Antropocene vs Arocene

Questa è Aria di Tomás Saraceno, la suggestiva mostra a Palazzo Strozzi di Firenze, conclusasi l’1 novembre. Si tratta di un percorso di dieci universi interagenti, il cui fine è quello di far riflettere sulle difficoltà presenti nell’Antropocene, l’epoca geologica attuale. Tra questi l’inquinamento, i cambiamenti climatici, il superamento di barriere geografiche e sociali. Saraceno riflette poi sulla possibilità di un passaggio a una nuova era geologica, l’Arocene.

In questa l’Homo sapiens si evolverà in Homo Flotantis, tramite il contatto con elementi non umani come ragni, polvere, particelle e piante, vere e proprie metafore del Cosmo. Nel contesto dell’attuale crisi ecologica, denominata la sesta estinzione di massa, l’artista visionario argentino ha creato delle strutture sospese e fluttuanti. Queste sono capaci di restituire una modalità di vita a basso impatto ambientale e ad alto potenziale di mobilità e interazione sociale.

Sfere riflettenti- corte Palazzo Strozzi
In contatto

Esaltata dal quadro storico rinascimentale di Palazzo Strozzi, la mostra è stata inaugurata il 22 febbraio scorso, a cura del Direttore Arturo Galansino. Questo, a fronte della pandemia mondiale in atto, ha deciso anche di creare In contatto, una bacheca dove pubblicare interventi vari relativi alla mostra.

Qui, lo scorso 18 marzo, Saraceno stesso ha caricato un video incentrato su uno dei lavori esposti, invitando gli spettatori a prendere parte a questa gigantesca Jam Session. L’esposizione si snoda così intorno alle trentatré Carte da Aracnomanzia che, associate ad ogni spazio espositivo, diventano vere e proprie metafore dei legami tra tutto ciò che esiste in natura, vivente e non vivente.

Consapevolezza

Fin dal primo incontro con le due enormi sfere lucide e riflettenti innalzate sul cortile di Palazzo Strozzi, è possibile intuire il concetto di consapevolezza delle proprie azioni. Di quanto ogni nostro movimento possa influenzare le cose, e ribaltarne le prospettive.

Connectome
Tra nuvole e ragnatele

All’interno del Piano Nobile ci accoglie una sala bianca, punteggiata da complessi sistemi geometrici a forma di nuvola. Questi sono sorretti da intrecci di ragnatele ibride che, attraverso un gioco di luci e ombre prodotto dai raggi solari, intendono alludere al concetto di rete di alleanze reciproche. Secondo tale concezione, se un filo dovesse muoversi, la vibrazione si diffonderebbe su tutta la struttura, portandoci a riconsiderare ciò che ha la precedenza nel nostro mondo contemporaneo.

Modelli sonici

Proseguendo, veniamo sopraffatti dall’oscurità più cupa delle altre stanze che, contrariamente a quanto si possa pensare, serve ad agevolare la concentrazione sull’opera. In un clima di sublime armonia, fili argentei di seta di ragno oscillano e risuonano attraverso movimenti e respiri dei visitatori. Si comprova così anche il fenomeno del Ballooning dei ragni, che usano la dispersione nell’aria per spostarsi da un luogo all’altro.

Sounding the Air
La coesistenza con gli onnipresenti

La stanza Spider/Web Intelligence, invece, è caratterizzata da sculture intrecciate di centinaia di ragnatele, efficaci per ricreare i collegamenti sensoriali tra ragni ed ecosistemi. Ci invita così a riflettere sulla nostra coesistenza con le cosiddette specie onnipresenti.

Tomas Saraceno
Web of At-ten(s)ion
Ragnatele in 3D

Sull’analogia tra ragnatele tridimensionali e simulazioni computerizzate della ragnatela si basa il progetto di Saraceno. L’artista vuole quindi rendere pubblica la sua originale tecnica di scannerizzazione in 3D delle tele di ragno in How to Entangle the Universe in a Spider/Web. In una stanza completamente buia, dei raggi laser rossi rivelano pian piano degli intrecci architettonici nascosti intessuti dal ragno, e, al contempo, conferiscono loro effetti propri.

La percezione del tempo

Le esperienze immersive continuano con Passages of Time, una proiezione della Grande Nube di Magellano, galassia nana a spirale collocata nelle costellazioni Mensa e Dorado. Questa può essere ammirata di notte nell’emisfero celeste australe, con un ritardo, però, di 163.000 anni, a causa dei disturbi nella curvatura spazio-temporale. L’installazione è utilizzata dall’artista per dimostrare come la percezione del tempo dipenda da ciascuna specie. Di conseguenza, maggiore è il numero di fotogrammi che un organismo percepisce ogni secondo, tanto più breve sarà la sua vita.

Tomas Saraceno
A Thermodynamic Imaginary
L’equilibrio dell’eclissi

Veniamo accolti di nuovo da toni chiari non appena superato il varco della Thermodynamic Imaginary. Si tratta di un prototipo di paesaggio, in cui oggetti diversi, in costante movimento, proiettano le loro ombre su altre entità presenti nella sala, come gli stessi spettatori. Si crea così un equilibrio nel rapporto tra uomo e Sole, come durante un’eclisse, quando solo in assenza della luce ci accorgiamo delle nostre dimensioni nell’ombra del cosmo.

Flying Gardens
Il potenziale delle piante

Il percorso profetico di Saraceno continua in Flying Gardens, un allestimento di lampadari ecologici sospesi, di diverse dimensioni, adornati da piante di ogni genere, come dei veri e propri vivai volanti. L’intento qui è dimostrare come la fisiologia vegetale si differenzi da quella animale.

Le piante, infatti, hanno evitato di raggruppare le loro capacità in poche zone nevralgiche, quindi respirano senza avere polmoni, si nutrono senza avere una bocca o uno stomaco e stanno in piedi senza avere uno scheletro. Ma soprattutto possono essere tagliate a metà senza che la loro sopravvivenza venga messa a rischio. Al contrario dell’uomo che, non a caso, fa riferimento a se stesso come individuo: dal latino in, non, e dividus, divisibile.

Tomas Saraceno
Aerographies

 

Il linguaggio Aeroceno

Tra le esperienze partecipative proposte da Saraceno spicca la sala Aerographies. Qui, delle penne riempite di inchiostro realizzato con l’inquinamento da carbone nero di Mumbai sono appese a dei palloncini che si muovono a seconda del flusso d’aria che passa loro accanto.

Disegnano dunque quante più traiettorie possibili su un foglio bianco posto sul pavimento. Questi strumenti sono la dimostrazione di come l’aria riesca a trarre dall’inquinamento il materiale necessario per scrivere nel nuovo linguaggio dell’Aerocene. In questo modo ci rammenta la sua azione onnipresente anche di fronte alla nostra distruzione.

L’oracolo ragnatela
Tomas Saraceno
Arachnomancy Cards

A chiusura del ciclo di Arachnomancy Cards veniamo di nuovo introdotti in una stanza buia. Stavolta gli unici elementi presenti sono una teca con delle ragnatele e un tavolo con due sedie di legno sul quale sono esibite tutte e 33 le carte da Aracnomanzia.

Come un invito a utilizzarle, per entrare così in contatto con i nostri futuri simpoetici, celebrando la radicale interconnessione di tutte le cose, viventi e non viventi.

Tra complesse strutture riflettenti e scritture involontarie, oasi volanti, e Tarocchi da Aracnomanzia, l’avvolgente esposizione di Aria può essere contemplata sia con occhi fanciulleschi che adulti.  Poiché è necessario soffermarsi, o addirittura inginocchiarsi, per scrutare al meglio ogni minimo dettaglio e non lasciare niente al caso. L’esposizione guarda lontano, verso nuove forme di sensibilità ecologica, capaci di riattivare una collaborazione etica con l’atmosfera e l’ambiente, in un’era libera da frontiere e combustibili fossili.


CREDITS

Foto scattate dall’autrice