Il cinema italiano contemporaneo può vantare una rosa di talenti da fare invidia: gli ultimi decenni hanno portato sul grande schermo moltissimi attori e attrici in grado di rimarcare in più occasioni le proprie doti artistiche, vestendo panni sempre diversi e portando a termine con successo anche esperienze lontane dal grande schermo. Fra tutti, uno dei nomi che ricorrono maggiormente tra le notizie attuali di spettacolo è quello di Pierfrancesco Favino, la cui bravura è stata più volte rimarcata e premiata anche oltreconfine. In particolare, il 2020, nonostante le mille avversità, sembra proprio essere l’anno di Favino, che ha collezionato una soddisfazione dietro l’altra.

La radice dell’impegno e della dedizione

I risultati ottenuti in questo anno molto diverso dagli altri non vengono dal nulla: dietro c’è il lavoro di anni non solo a livello cinematografico, ma anche televisivo, unito al costante impegno umano e personale. Come egli stesso ha affermato in alcune interviste, un fortunato trampolino di lancio è stata la sua partecipazione come conduttore al Festival di Sanremo del 2018, occasione in cui ebbe modo di mostrare e affermare il proprio talento anche fuori dal contesto del cinema. Come attore, era riuscito ad emergere già negli anni precedenti, partecipando in ruoli importanti in diverse pellicole accanto ad altri attori italiani di spicco. 

Sul terreno italiano e internazionale

Negli ultimi anni ha ottenuto ruoli sotto la direzione dei principali registi italiani: Gabriele Muccino, Michele Placido, Giuseppe Tornatore, Ferzan Özpetek lo vollero nelle loro pellicole, grazie alle quali Favino iniziò a ottenere i primi riconoscimenti. 

Al momento, è uno degli attori italiani di spicco anche all’estero grazie anche ai ruoli ottenuti in passato in film come Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian, Una Notte al Museo 2, Angeli e Demoni, accanto ad attori e registi di fama internazionale. 

Raccogliere i frutti

Per Favino, il 2020 sembra essere il momento propizio per raccogliere i frutti del suo lavoro. La collezione dei suoi successi in questo anno inizia con la partecipazione a diverse pellicole del cinema italiano, la maggior parte delle quali riescono a fargli ottenere una nomination alle principali manifestazioni cinematografiche. Un film fra tutti, Il traditore, per il quale Favino ottiene il David di Donatello per il miglior attore protagonista. Il film in questione inoltre vince anche come miglior film e miglior sceneggiatura originale, conferendo ancora maggior lustro al riconoscimento ottenuto da Favino.

Passano pochi mesi e Favino è di nuovo protagonista di un’altra manifestazione cinematografica di casa nostra: a luglio vince il Nastro D’Argento per il miglior attore protagonista questa volta per Hammamet, altra pellicola che lo ha visto impegnato tra il 2019 e il 2020. Hammamet ha richiesto un coinvolgimento importante di Favino stesso: l’attore si è dedicato allo studio dell’interpretazione di Craxi, il suo personaggio, con molto impegno, premiato e riconosciuto dalla critica.

Le emozioni nell’estate di Favino non finiscono qui: sempre a luglio viene diffusa la notizia del suo ingresso tra i membri italiani dell’Academy per votare alla prossima edizione degli Oscar, accanto ad altri registi e lavoratori del mondo dello spettacolo. 

Infine, a coronare un anno impegnativo, ma ricco di soddisfazioni, arriva la freschissima vittoria della Coppa Volpi all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia per la sua interpretazione in Padrenostro, una delle più recenti pellicole che lo vede ancora una volta protagonista, in uscita nelle sale il 24 settembre di questo fortunato anno per Favino. 

La linfa della passione

Il talento premia e Pierfrancesco Favino ne è la testimonianza vivente: oltre al grande lavoro e alla dedizione per ogni ruolo che gli viene affidato, a guidarlo c’è sicuramente un grande amore per il mondo del cinema, come egli stesso ha dimostrato in più occasioni e più volte confermato dalle parole utilizzare per il discorso della sua premiazione a Venezia:

Come ha detto una persona speciale che ha lavorato a questo film, quando si gira un film è come se nascesse una stella e noi viviamo su quella stella per mesi e la sua luce si propaga nello spazio e sugli schermi. Dedico questo premio ai milioni di schermi che si accenderanno, alla luce che si propagherà, al brillare degli occhi nel buio.

In un anno così duro per il cinema italiano e internazionale, queste parole suonano particolarmente evocative. La luce sullo schermo è il risultato della scintilla della vocazione degli attori come Pierfrancesco Favino, la cui passione è in grado di fare breccia nei cuori di spettatori e critica.

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