Corto Maltese: l’eccentrico marinaio di Hugo Pratt tra poesia e fumetto

Vi siete mai chiesti quale sia il motore creativo delle opere di Hugo Pratt, celeberrimo illustratore di Corto Maltese? Ecco, un’ottima panoramica è offerta al Museo d’Aquitania di Bordeaux dove, proprio in questi giorni, si è completato l’allestimento per la mostra Lignes D’Orizons, dedicata all’artista. Ma facciamo un attimo un passo indietro, a quando tutto è cominciato.

Sono gli anni Sessanta. John Fitzgerald Kennedy diviene presidente americano, i Beatles pubblicano il loro primo 45 giri s, Martin Luther King marcia pacificamente su Washington, muore papa Giovanni XXIII, Nelson Mandela viene incarcerato, Neil Amstrong e Buzz Aldrin sono i primi uomini a camminare sulla luna. Sono gli anni del cambiamento, della libertà e della giustizia. Gli anni della trasgressione e della rivoluzione. Anni che difficilmente si dimenticano, e che spesso si raccontano.

 

Hugo Pratt e suo padre Rolando

Hugo Pratt: una breve biografia

In questo vortice sociale, in una città italiana ancora poco nota, emerge una figura che di lì a poco avrebbe scardinato non pochi concetti artistici: Hugo Pratt. L’artista nasce nel 1927, a Rimini, ma il suo vero nome era Ugo Eugenio Prat, ben presto modificato e quasi mai riconosciuto come tale. Cresce in una famiglia poliglotta. Il nonno ha origini anglo-francesi, la nonna proviene dalla Turchia e il secondo nonno è un poeta spagnolo, particolarmente rinomato a Venezia. È da quest’ultimo che eredita la passione per la poesia. È lo stesso artista ad ammetterlo.

Nella letteratura quello che mi tocca maggiormente è la poesia perché la poesia è sintetica e procede per immagini. Quando leggo, vedo le immagini, le percepisco a livello epidermico. Dietro alla poesia si nasconde una profondità che riesco a percepire immediatamente e, come nella poesia, il fumetto è un mondo d’immagini, si è obbligati a coniugare due codici e, conseguentemente, due mondi. Un universo immediato attraverso l’immagine e un mondo mediato attraverso la parola.

Giramondo con la passione per la poesia e il fumetto

Poesia e disegno. Una combo, mai più vista divisa, che per Hugo Pratt sembrò essere quella vincente. Da una parte la retorica e il racconto, dall’altra le illustrazioni e le vignette. Dopo diversi anni in Etiopia, poi, Pratt subisce precocemente la morte del padre, la quale porterà inevitabilmente al suo ritorno in Italia. Questa, negli anni a seguire, gli dà una grande possibilità di riscatto. Ma poi avviene il trasferimento in Argentina, in cui affiorano le sue vere passioni,  tra cui quella del fumetto.

L’artista si sposa due volte, e da queste unioni nasceranno i suoi quattro figli. Hugo Pratt ha sempre avuto un rapporto particolare con le donne. Una volta amabile, e subito dopo conflittuale. Lui stesso lo raccontava:

È grazie al mio lavoro che le donne che ho amato continueranno a vivere, fissate per sempre, belle prigioniere nelle vignette delle mie storie, fino a quando qualcuno aprirà l’album e allora andranno vagabondando nella fantasia del lettore.

La nascita di Corto Maltese

E poi la svolta, nel 1967: la nascita di Corto Maltese. Un mito letterario, nato per cambiare per sempre la visione fumettistica europea, e non solo. Con lui ci fu un netto cambio di pagina a livello internazionale. Non solo per lo stile inimitabile, che ancora oggi è presente nelle nostre collezioni, ma per la modernità con la quale questo artista si consegnava al suo pubblico. Il cambio di rotta avvenne grazie all’incontro con l’editore genovese Florenzo Ivaldi. I due amici decisero infatti di fondare una rivista intitolata Sgt. Kirk, che avrebbe continuato a pubblicare fino al 1978.

 

Corto Maltese

 

Ma chi è l’indomito protagonista dei fumetti di Pratt? Corto Maltese è un marinaio, che nasce a La Valetta il 10 luglio del 1887. Creato quasi per gioco, inguaribile sognatore e spesso ironico, è conosciuto per la sua divisa e l’immancabile berretto, che da sempre contraddistinguono il suo personaggio. La sua icona è frequentemente rappresentata di profilo, dove tratti decisi e marcati delineano il suo volto spigoloso.

Dove inizia la storia dell’iconico marinaio?

Figlio di padre inglese e di madre spagnola, Corto trascorre la sua infanzia a Gibilterra, dove abita nel quartiere ebraico. Una volta divenuto maggiorenne, s’imbarca a La Valletta come marinaio e inizia a viaggiare. Prima in Egitto, e poi verso oriente. Mascate, Bombay, Colombo e Singapore sono solo alcune delle tappe che contraddistinguono il suo percorso.

Dopo aver raggiunto l’Indonesia, inizia a lavorare per un personaggio misterioso, curiosamente definito come il “Monaco”. Durante questo viaggio, però, il suo equipaggio lo abbandonerà al largo delle isole Salomone. Il giorno dopo, Corto Maltese, fino ad allora rimasto legato ad una zattera, verrà soccorso dal capitano Rasputin, anch’egli pirata.

Una ballata del mare salato

Il 1° novembre 1913 si apre quindi così. Siamo all’inizio di Una Ballata del Mare Salato, l’esordio pubblicato il 1° luglio 1967 che portò Hugo Pratt a un successo immediato. Questa prima storia è composta da duecentocinquanta pagine, pubblicate dal 1967 al 1969, che raccontano le avventure del protagonista.

La storia si sviluppa interamente senza lasciar intendere l’invenzione da parte dell’autore. L’intreccio è frutto di un lavoro meneghino, particolarmente attento ai minimi dettagli. Nulla è lasciato al caso. Tutto sembra voler raccontare una storia vera, di quelle che non vengono dimenticate neanche dopo duecento anni. Eppure si tratta di finzione. Una finzione che però ha del fantastico, e non perché si parla di situazioni inventate, ma perché le storie narrate sembrano uscite da un libro inglese dell’Ottocento.

 

La Ballata Del Mare Salato

Una letteratura disegnata

Persino i personaggi che appaiono nella storia accanto a Maltese sembrano non essere di origine casuale. Il nome di Pandora, che con il fratello Cain rappresenta la famiglia inglese abbiente di cui sono pargoli, deriverebbe dal legame indissolubile con la mitologia greca. Un continuo intreccio, ancora una volta, tra disegno e letteratura, tra realtà e finzione:

Che il fumetto sia un’arte minore me lo sono sentito ripetere per anni. Mi ero stancato a tal punto che un bel giorno ho mandato al diavolo un po’ tutti e ho detto: ‘Bene, signori miei, io allora faccio della letteratura disegnata’. E oggi sono in molti a definirlo così.

In questo modo pensò di giustificarsi con coloro che in quegli anni non avevano una buona impressione su di lui. Non fu sempre facile. Da una parte vi erano i sostenitori, quelli che videro la novità come un’occasione di progresso. Dall’altra parte i conservatori, che non avrebbero accettato un’arte considerata così moderna, a discapito, ad esempio, della pittura francese di inizio secolo.

L’avventura non è mai stata ben vista, né dalla cultura cattolica, né da quella socialista. È un elemento perturbatore della famiglia e del lavoro, porta scompiglio e disordine.

Tra i pionieri del fumetto contemporaneo

Quel che è certo è che Hugo Pratt era consapevole del fatto che così facendo si sarebbe creata intorno a lui un’aurea di nemici, ma proseguendo sulla sua strada ha fatto in modo che tanti di questi si ricredessero e, anzi, iniziassero persino ad apprezzarlo.

Il suo tratto inconfondibile gli ha permesso quindi di essere considerato uno dei pionieri del fumetto contemporaneo. In particolar modo, ha elaborato un segno pittorico che negli anni si è sempre affermato come attuale:

Mentre disegno una storia di Corto Maltese ho già in testa qualcosa. A volte parto da un’immagine di cui mi sono innamorato, altre volte ho sentito una frase, e allora mi baso su quella. Ma generalmente parto dal finale di una storia. Perché se io ho un buon finale allora ho anche una buona storia.

Il tratto stilistico unico e inimitabile

Ancora oggi, come dieci, venti e trent’anni fa, i migliori illustratori di tutto il mondo si rifanno a quel che è stato questo grande mito. Al suo modo di intendere la letteratura, rappresentata ogni volta come fosse odierna. Il suo tratto pittorico ha dunque segnato un’epoca. Spesso incerto e non lineare, ha saputo dare personalità al suo personaggio. Quest’ultimo, noto per il viso dai tratti decisi, ha assunto negli anni un temperamento ufficiale, poco incline a trasformazioni esterne.

La morte del fumettista, avvenuta il 20 agosto 1995, ha creato scompenso a tutti i suoi più grandi seguaci. Ma non ha portato al tramontare del suo personaggio. Corto Maltese, infatti, continuerà a vivere nel cuore e nella testa di chi l’ha sempre amato.

Corto Maltese

Dal fumetto alla serie televisiva

Non passa molto tempo e, a partire dal 2002, Corto Maltese diventa una serie televisiva a colori. Purtroppo, il suo creatore non è riuscito a contribuire a questo grande progetto, che inevitabilmente portò presto a un successo di fama mondiale.

Nata da una coproduzione italo-francese, la serie – suddivisa in 22 episodi – è basata quasi interamente sulle avventure dell’omonimo personaggio. Quest’ultimo, perennemente in primo piano, si intreccia tanto a vicende fantastiche quanto a quelle reali, esattamente come i personaggi che lo affiancano.  Alcuni di questi sono inventati, altri invece fanno parte della contemporaneità.

Anche in questo caso, si ha puntato l’attenzione verso la volontà di Hugo Pratt, quella di creare un continuo intreccio tra verità ed invenzione. Con la sola differenza che in questo ultimo caso il disegno avviene tramite tecnologia digitale, e non attraverso tratti di grafite.

L’evoluzione del disegno con la tecnologia

Ma qual è la differenza?

Sicuramente questa riguarda in primis l’utilizzo del colore, e del disegno in sé. Se cinquant’anni fa, si utilizzava matita, acquerello e carta a grana spessa, il supporto che negli ultimi anni ha visto la crescita di questo personaggio riguarda la sua trasposizione in digitale. C’è poi da sottolineare che, nonostante la crescita tecnologica degli ultimi anni, si è sempre cercato di mantenere intatta l’idea iniziale del personaggio in questione.

Sebbene i nuovi supporti informatici abbiano inevitabilmente portato a una svolta, si è cercato di non arrivare ad un cambiamento radicale. I tratti del marinaio di Malta sono quindi rimasti gli stessi, così come il suo abbigliamento e gli accessori che lo caratterizzano. Perché se è vero che il mondo è in continua evoluzione, è altrettanto vero che vi sono dei punti saldi che non possono essere più di tanto modificati, e uno di questi è proprio Corto Maltese.

Corto Maltese
Hugo Pratt a Sant’Erasmo, Veneto

Corto Maltese sul grande schermo

Un altro contesto che vede il personaggio in questione in versione computerizzata riguarda l’uscita, nel 2002, del lungometraggio a lui dedicato. Il film d’animazione, diretto dal regista francese Pascal Morelli, è stato poi distribuito, oltre che in Francia, anche in Italia e in Lussemburgo.

L’opera cinematografica è basata sull’episodio intitolato Corte Sconta detta Arcana, ambientato tra il 1918 e il 1920 tra la Siberia e la Cina. Corto Maltese, insieme al suo compagno Rasputin, viene contattato dall’organizzazione segreta ‘Lanterne Rosse’ per andare alla ricerca di un misterioso treno blindato, una fortezza che trasporta l’oro dei contro-rivoluzionari russi attraverso la Mongolia e la Manciuria.

Un’avventura che porterà i due principali protagonisti all’incontro con il pilota americano Jack Tippit, il generale Tchang Tso Lin e la Duchessa Marina Sèminova. Il successo di quest’ultimo è dato anche dalla sua rappresentazione al Festival Cinematografico di Locarno del 2002.

Le mostre internazionali come omaggio

Nonostante il suo grande apprezzamento, non bisogna dimenticare, però, che Corto Maltese è nato da un disegno. E come tale deve essere ricordato. Sebbene le nuove tecnologie portino all’inesorabile computerizzazione di quasi tutti i soggetti nati da questo presupposto, non bisognerebbe abbandonare l’idea che la loro origine è invece frutto di un lavoro nato da carta bianca e matita.

Fortunatamente, questo principio non viene così spesso abbandonato. Diversamente da come si potrebbe credere, spesso le istituzioni – nazionali e non – sono disposte a fare un passo indietro celebrando semplicemente quello che è stato. Un modello di grande considerazione è rappresentato per esempio dalle mostre organizzate e dedicate interamente a questo personaggio dei fumetti.

 

Da Bordeaux, a Legnano, fino a Napoli

Pensiamo per esempio alla sopracitata mostra a Bordeaux, oppure a quella del Brandts Museum di Odens – una cittadina danese – dove, lo scorso anno, si è tenuta un’esposizione intitolata Hugo Pratt beyond Corto Maltese. Articolata in dodici sezioni differenti, in ordine cronologico ripercorre la vita, le esperienze e i lavori di Hugo Pratt, fino all’attuale affermazione internazionale.

Ma un’altra città che ha voluto omaggiare il grande artista italiano è stata Napoli. Un viaggio straordinario è stato infatti il titolo del percorso espositivo che, per quasi cinque mesi, nel 2019, ha riempito gli spazi del Museo Archeologico Nazionale della città partenopea. E ancora, la città di Legnano ha ospitato, per poco più di un mese, fino allo scorso 20 gennaio, una mostra intitolata Oltre Corto Maltese. Miraggi di memoria. Un itinerario emozionale che ha permesso ai suoi visitatori di immergersi totalmente in questa straordinaria personalità artistica.

Tutte queste pianificazioni hanno dimostrato come sia semplice omaggiare certi personaggi, senza veicolare messaggi sbagliati e particolarmente legati alla società odierna. Questa, purtroppo, è tanto vigorosa quanto altrettanto improntata verso il futuro e verso ciò che verrà. Bisognerebbe fare uno sforzo in più e comprendere come sia opportuno non dimenticare mai l’eredità del passato.


FONTI

Corto Maltese

Fumettologica

Wikipedia

Issuu

L’arte di Hugo Pratt. Corto Maltese. Una ballata del mare salato“, GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., 2017

CREDITS

Copertina – “L’arte di Hugo Pratt. Corto Maltese. Una ballata del mare salato“, GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., 2017

Immagine 1

La Ballata Del Mare Salato 

Corto Maltese

Hugo Pratt

L’arte di Hugo Pratt. Corto Maltese. Una ballata del mare salato“, GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., 2017

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