Rinnovare un genere dall’interno: Sei di corvi di Leigh Bardugo

Il fantasy per ragazzi si presta a facili generalizzazioni, specialmente agli occhi di chi non ne è un fruitore appassionato: intrattenimento allo stato puro, soggetto più di altri generi alle imperiture leggi del marketing, dai contenuti di poco o nullo spessore morale e letterario. In realtà, così come accade per ogni fenomeno della cultura di massa, una valutazione superficiale e una considerazione negativa della letteratura di formazione in toto non rendono giustizia alle potenzialità espresse da alcuni titoli. Sei di corvi di Leigh Bardugo, primo libro di una duologia pubblicata questo autunno da Mondadori, dimostra come sia possibile rinnovare dall’interno il genere del fantasy young adult attraverso una impeccabile solidità strutturale che lo rende appetibile anche ad ampie fasce di lettori adulti.

Sei di corvi è ambientato a Ketterdam, una città immaginaria ispirata sia ad Amsterdam che a Venezia, all’interno del mondo di finzione già architettato da Leigh Bardugo per la sua precedente trilogia soprannominato Grishaverse. Come ogni fantasy degno di questo nome, l’elemento del sistema magico è presente e definito da precise regole: i Grisha sono individui dotati di poteri di manipolazione di diversi aspetti della materia – dalle tempeste al fuoco al corpo umano – che devono, tuttavia, affinare tramite una rigida formazione scolastica e militare al tempo stesso. Tuttavia, Ketterdam non è una città governata dalla magia, bensì dal semplice, gretto e fin troppo realistico commercio. Nei bassifondi della città, soprannominati la Botte, trovano spazio traffici illeciti e bische clandestine.

“Sono un uomo d’affari” le aveva detto. “Niente di più, niente di meno.”

“Tu sei un ladro, Kaz.”

“Non è quello che ho appena detto?”

La Botte è la scenografia in cui Leigh Bardugo cala il primo dei sei protagonisti di Sei di corvi: Kaz Brekker, un giovane eppure temuto ladro dal passato misterioso, apparentemente senza un briciolo di moralità in corpo. Kaz viene reclutato da uno dei più potenti mercanti della città per una missione impossibile: introdursi all’interno dell’inespugnabile Corte di Ghiaccio e appropriarsi del bottino più prezioso, uno scienziato responsabile dell’introduzione di una droga sintetica ideata per amplificare i poteri Grisha. Per avere anche solo una vaga speranza di portare a termine questa impresa – e godersi la lauta ricompensa in denaro – Kaz assolda cinque compagni di avventura, accomunati dallo stare ai margini della società.

Il punto di forza di Sei di corvi risiede nella doppia abilità dell’autrice nel gestire la narrazione a più voci del romanzo: se da una parte la scrittura si adatta al punto di vista delle varie voci narranti, rendendole ben distinte tra di loro, dall’altra la caratterizzazione è svolta in modo impeccabile, tenendo conto della diversità che contraddistingue ciascuno dei personaggi e delle loro esperienze pregresse. Si uniscono a Kaz Jesper, un tiratore scelto che ha preferito alla vita universitaria il gioco d’azzardo; Nina, una Grisha dal cuore grande (e non solo perché ha il potere di manipolare il battito cardiaco altrui); Inej, una spia soprannominata “Spettro” per la sua agilità, vittima di traffici umani e liberata in precedenza da Kaz stesso; Wylan, il figlio di un mercante con l’hobby di fabbricare esplosivi e Matthias, un detenuto assetato di vendetta e con molti pregiudizi da smantellare.

Kaz si appoggiò al muro. “Qual è il modo più semplice per rubare il portafogli a qualcuno?”

“Un coltello alla gola?” suggerì Inej.

“Una pistola alla schiena?” disse Jesper.

“Del veleno nella tazza?” insinuò Nina.

“Siete delle persone orribili” disse Matthias.

Nessuno di questi personaggi incarna un preciso stereotipo, problematica in cui sarebbe stato facile incorrere inserendo elementi di diversità di etnia, disabilità e sessualità a un livello superficiale. Leigh Bardugo normalizza invece le sfaccettature delle loro identità, dotando i suoi protagonisti di una complessità rara in questo genere letterario. L’identificazione che porta il lettore ad affezionarvisi agisce a un livello più profondo: trasportando la storia in un contesto – si spera – lontano rispetto all’esperienza quotidiana dell’adolescente medio, in cui i ragazzi sono costretti a maturare più in fretta e a vivere molteplici esperienze traumatiche, entra in gioco un meccanismo empatico, che porta il giovane lettore a mettere in discussione i propri canoni etici di fronte a questo gruppo di adorabili anti-eroi e avvicinarsi, seppure con la mediazione del fantastico, a tematiche sociali importanti.

L’impronta autoriale nella narrazione, già significativa nella caratterizzazione mai banale dei protagonisti e dei loro rapporti interpersonali, raggiunge il suo apice nella messinscena dell’avventura vera e propria, la missione impossibile alla Corte di Ghiaccio: un delitto perfetto progettato nei minimi dettagli che ricorda Ocean’s Eleven. Le scene d’azione non perdono d’impatto nella trasposizione su carta, anzi esaltano la lucidità con cui Leigh Bardugo contestualizza la vicenda, con una struttura precisa come il meccanismo di un orologio.

Scevro da ogni meccanismo di emulazione nei confronti di altri titoli di letteratura per ragazzi, restio persino a una classificazione all’interno dei sottogeneri del fantasy stesso, Sei di corvi persegue una linea di completa innovazione della letteratura young adult alzando gli standard dei prodotti letterari destinati agli adolescenti, fascia tanto delicata quanto importante nel radicamento dell’abitudine alla lettura.  Per via della presenza di molteplici scene di violenza il romanzo si colloca nella fascia più alta del target young adult, ma recupera nella possibilità di soddisfare anche i lettori adulti proprio in virtù della sua complessità narrativa e tematica. Non viene messo da parte l’aspetto dell’intrattenimento, soprattutto grazie al senso dell’umorismo che pervade, nonostante tutto, l’intero romanzo.

Sei di corvi diventerà nel 2020 una serie TV, prodotta dalla piattaforma di streaming Netflix. Il seguito, Il regno corrotto, è già in libreria da ottobre e la Mondadori stessa ha acquisito i diritti per la trilogia di Shadow and Bone, prima esperienza di Leigh Bardugo all’interno del Grishaverse.

 

 


 

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