Non ancora.

Lungo le sponde
nella spuma bianca a neve
l’antro dell’abisso
ecco che viene.

Non mi spaventa
anzi mi conforta
saper ormai
che la mia anima è morta.

Quindi accolgano tutta la luce
queste betulle ancora chiuse
e ne facciano buon uso quando ricopriranno
tutto il mio antro decorato d’affanno.

Coperto di bellezza e d’amore
memore dei suoi anni amari
canterà solo il mio cuore.
Fresca rugiada e pioggia sottile
Copritemi presto e senza rumore,
tienimi ancora mondo febbrile
non ho ancora imparato
come morire.


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