Psichedelica: ciò che espande la mente

Immaginatevi stesi sul prato a White Lake a Bethel, una cittadina rurale nello stato di New York: uno stagno, molti alberi intorno, erbetta verde e morbida. Bel paesaggio, certo.

L’iconica foto di una donna che balla al festival di Woodstock

Ora immaginatevi, però, nello stesso luogo, sullo stesso prato nel 1969 tra il 15 e il 18 Agosto: il paesaggio è sempre lo stesso se non fosse che lo stagno fa da sfondo a un enorme palco. Intorno a voi ci sono più di 400 mila persone che ballano sul ritmo delle musiche di Janis Joplin, Jimi Hendrix, Richie Havens, Joe Cocker, Jim Morrison, Johnny Winter e molti altri musicisti. 400 mila persone vestite in abiti larghi e vintage, capelli intrecciati con fasce e fiori, occhiali da sole tenuti con nastro adesivo e occhiali da vista rotondi.

Cannabis, LSD con disegni psichedelici, peyote, mescalina e funghetti allucinogeni circolano davanti a voi passando di mano in mano mentre i figli dei fiori, inneggiando alla pace e alla libertà, fanno il bagno nello stagno nudi. Questo che vedete grazie alla vostra immaginazione è il Festival di Woodstock. Siete, infatti, negli anni della ”controcultura”, dove il contesto storico e politico è dominato dalle rivolte organizzate da operai e da studenti, dove già da 14 anni infuria la guerra del Vietnam. Durante questi anni, nell’orizzonte musicale e artistico, si influenzano a vicenda e si diffondono la musica rock psichedelica e l’arte psichedelica. Così, non solo la musica ma anche poster di concerti, copertine degli album, murales e fumetti riflettono sia i viaggi immaginari e le alterazioni mentali create dalle varie sostanze allucinogene, sia i cambiamenti politici, la ricerca della pace e della libertà che durante gli anni ’60 si va diffondendo.

East Moment West Bianconiglio
Raggaepsyc: Victor Moscoso

Gli artisti sentono una grande affinità con l’Art Nouveau, un movimento artistico fiorito in Europa tra la fine dell’ 800 e l’inizio della prima guerra mondiale, e vengono ispirati dalle linee sinuose e fluenti e dai disegni asimmetrici che quest’espressione artistica esaltava. Sono inoltre influenzati anche dall’Optical Art, molto popolare in America negli anni ’60: una forma di arte astratta e geometrica. Nell’arte psichedelica, ci troviamo di fronte a spirali, cerchi concentrici e collage con colori accesi e contrastanti, e anche a soggetti surreali e fantastici come l’opera di Joe McHugh del 1967.

Il fondatore dell’East Totem West, un sodalizio hippy creato da un gruppo di ispirati graphic designers di San Francisco, si rifà al libro Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carrol: il Bianconiglio è il centro dell’opera e dietro di lui si staglia uno sfondo dai colori contrastanti e accesi, blu,     azzurro e viola.

Rick Griffin: Joint Show

Nel 1967 cinque tra i maggiori artisti dell’arte psichedelica di San Francisco  (Rick Griffin, Stanley Mouse, Victor Moscoso, Alton Kelley e Wes Wilson) organizzano la loro prima mostra: ”Joint Show. Il poster di Rick Griffin per pubblicizzare la mostra gioca molto sul termine ‘Joint‘, che significa sia ‘unione’ ma anche ‘spinello’.

Questa però è solo una piccola parte dell’enorme influenza e produzione artistica e grafica del mondo psichedelico. Un mondo che gravita intorno alla pace, all’amore per il prossimo e alla libertà.

 

 

All You Need is Love” suonavano i Beatles mentre i figli dei fiori, con la loro arte e i loro manifesti, si schieravano contro la guerra e le ingiustizie:

Make love, not war



 

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