Il mare ha ispirato i grattacieli di Milano

E’ ormai risaputo che Milano stia vivendo un periodo florido per quanto riguarda l’edilizia verticale. In pochi anni, infatti, sono stati eretti diversi nuovi grattacieli, alcuni sono ancora in costruzione o devono essere iniziati. E’ anche nota l’assenza del mare nel capoluogo lombardo: ecco, quindi, come i grandi architetti hanno deciso di “portarglielo”!

TORRE UNICREDIT E PIAZZA GAE AULENTI

Terminata e inaugurata nel 2013, Piazza Gae Aulenti è il più noto progetto di riqualificazione del territorio milanese, attuato nella zona di Porta Nuova accanto alla Stazione di Milano Porta Garibaldi. Tutto il complesso abbraccia la piazza sottostante in modo sinuoso, morbido ed elegante: come un’onda del mare. E infatti è proprio alle onde si è ispirato l’architetto César Pelli quando progettò l’ambizioso complesso. Una grande onda contenitiva che accoglie i suoi spettatori e li stupisce all’ombra della Torre Unicredit, che con i suoi 231 metri è il più alto grattacielo d’Italia e sesto in Europa che in poco tempo è divenuto un nuovo simbolo del capoluogo lombardo, grazie alla sua imponente presenza nello skyline e, soprattutto, alla sua peculiarità: lo Spire. Costituente gli ultimi 85 metri d’altezza del grattacielo, la punta è coperta interamente di LED ed è nota per il suo essere polifunzionale: cambia, infatti, colore a seconda della ricorrenza, oltre a rimanere accesa per tutta la notte. Fu infatti adornata con i colori francesi dopo gli attentati di Parigi del 2015 o con un arcobaleno dopo la strage di Orlando.

Torre Unicredit

TORRE ISOZAKI

Completata molto di recente e soprannominato Il Dritto in contrapposizione alla Torre Hadid che viene nominata Lo Storto, il grattacielo progettato dal giapponese Arata Isozaki è il secondo più altro di Milano e d’Italia, arrivando a 207 metri ed è il più altro del complesso di Piazza Tre Torri, nella nuova zona CityLife, nuovo centro finanziario milanese (la Isozaki ospiterà infatti tutti gli uffici Allianz, lo Storto quelli di Generali Assicurazioni). L’edificio è molto particolare, avendo una base molto piccola rispetto all’altezza elevata: è stato infatti necessario collocare dei sostegni alla base per evitare che la torre cedesse alle oscillazioni del vento.
Anche l’architetto nipponico ha avuto il mare come ispirazione, volendo rendere la sua torre come un’enorme vela: i suoi vetri infatti sono disposti proprio in modo da ricordare le vele delle imbarcazioni, offrendo sinuosità, morbidezza e originalità ad una torre altrimenti decisamente piatta. Consigliamo vivamente di andare a vederla di persona, perché se in foto non rende e Lo Storto potrebbe sembrare più originale, vedere la torre Isozaki di persona assicurerà un effetto spiazzante da far mancare il respiro.

Torre Isozaki

Una curiosità: prima dell’arrivo dei nuovi grattacieli, quelli costruiti in precedenza sono rimasti “bassi” perché a Milano c’era l’usanza di non superare in altezza la madonnina del Duomo. Anche il Grattacielo Pirelli, che prima dell’arrivo di queste torri era il grattacielo più alto a Milano, in Italia e per molto tempo anche in Europa, ha dovuto sottostare a questa regola. Oggi, per far sì che si potessero costruire edifici sempre più alti, la nuova tradizione è spostare una copia della Madonnina sul grattacielo più alto del momento!

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