L’indice di idratazione delle bevande

Il consiglio più comune per rimanere ben idratati durante il giorno? Bere otto bicchieri d’acqua. L’acqua, infatti, è una risorsa fondamentale per il nostro organismo, culla della vita ed elemento indispensabile nell’uso civile, agricolo ed industriale. Ma, quando siamo terribilmente assetati, ci sono scelte migliori.

A riguardo, la Loughborough University, guidata dal professore Ronald J. Maughan, ha condotto uno studio per rivelare qual è l’indice di idratazione delle bevande, ovvero quanto tempo un liquido rimane nell’organismo prima di venire espulso. Infatti, quando beviamo un bicchiere d’acqua, il nostro corpo tende ad espellerne il 50% attraverso le urine nelle successive quattro ore: questo è il dato di riferimento che gli scienziati hanno scelto come metro di paragone con tutte le altre bevande e gli hanno dato il valore di 1.

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Al test sono stati sottoposti 72 individui adulti: ogni soggetto doveva bere un litro di una bevanda; ne sono state testate numerose, come caffè, latte, succo d’arancia, bevande energetiche, Coca-cola etc, e quelle con indice superiore a 1, sono risultate più idratanti dell’acqua, mentre quelle con valore inferiore, meno.

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Con sorpresa di tutti, l’acqua non occupava il primo posto: soluzioni reidratanti (1.54), latte intero (1.50) e la spremuta d’arancia (1.39), infatti, hanno conquistato il primato. Anche la Coca-cola ha un valore maggiore, con 1.23, mentre a pari merito con 1 troviamo anche birra ed tè.

Sorge naturale chiedersi: perché il latte? I dottori spiegano che, quando vengono introdotte bevande con alti fattori nutritivi, lo stomaco li digerisce più lentamente con un effetto minore sulla diuresi.

Nonostante questo studio, l’acqua rimane comunque la bevanda preferita per dissetarsi: leggera, trasparente ed inodore; e questo, doveva saperlo bene Tantalo, costretto da Zeus a stare presso le rive di uno stagno, soffrendo una sete che non poteva estinguere.

Fonti: fonte 1fonte 2

Credits immagini: Pixabay

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