Non molto conosciuto in Italia, tanto quanto famoso in Perù, il poeta e scrittore Cesar Vallejo (1892-1938) è considerato da molti il primo poeta ad essere riuscito ad emancipare la letteratura del mondo latino-americano dalla sua radice coloniale e a darsi una propria identità. Tra le sue prime opere vi è una raccolta di poesie, Los Heraldos Negros, triste ed intima come la terra da cui proviene. Per voi lettori ho provato a tradurre una delle sue poesie più rappresentative della costante ed inossidabile tristezza sentimentale che l’autore viveva.
Bordas de Hielo
Vengo a verte pasar todos los días,
vaporcito encantado siempre lejos…
Tus ojos son dos rubios capitanes;
tu labio es un brevísimo pañuelo
rojo que ondea en un adiós de sangre!
Vengo a verte pasar; hasta que un día,
embriagada de tiempo y de crueldad,
vaporcito encantado siempre lejos,
la estrella de la tarde partirá!
Las jarcias; vientos que traicionan; vientos
de mujer que pasó!
Tus fríos capitanes darán orden;
y quien habrá partido seré yo…!
Traduzione
Bordi di cielo
Vengo a vederti passare tutti i giorni,
nebiolina incantata sempre distante…
I tuoi occhi sono due rubini capitani;
il tuo labbro un sottile panno
rosso che ondula in un addio di sangue!
Vengo a vederti passare, fino al giorno in cui,
ubriaca di tempo e crudeltà,
nebiolina incantata sempre distante,
la stella del pomeriggio partirà!
Le sartie, venti che tradiscono, vento
di donna che passò!
I tuoi freddi capitani daranno ordini;
e chi sarà partito sarò io…!
di Cesar Vallejo, traduzione di Italo Angelo Petrone