UNA GIORNATA A STONEHENGE

di Serena Pirozzi

Se ci chiedessero quali sono le festività invernali che conoscete?
Tutti noi, senza ombra di dubbio risponderemmo Natale il 25 Dicembre e la notte di San Silvestro il 31 Dicembre. Ma se lo chiedessimo ad un druido?
Il 21 Dicembre, il giorno più corto dell’anno con solo 9 ore e 5 minuti di luce, è stato il giorno del solstizio d’inverno, precisamente dalle 11:44, siamo astronomicamente entrati in inverno.
Ora per molti di noi, anzi per la maggior parte è stato un giorno come un altro, ma non per numerosi druidi, neopagani, festaioli e turisti che nonostante le previsioni si sono recati a Stonehenge, l’antico monumento neolitico nel Wiltshire a circa 130 chilometri a sud di Londra, affrontando il freddo e la pioggia. Stonehenge è uno dei siti più conosciuti e visitati dal mondo e dal 1986 è entrato a far parte dei patrimoni dell’ Unesco.
Queste pietre, dette megaliti, sono allineate con un significato particolare verso i punti di solstizio ed equinozio, perfettamente allineate al sole.
Ecco perché gli esperti affermano che rappresenti un antico osservatorio astronomico.
Appuntamento all’alba per festeggiare la “rinascita” del sole per il nuovo anno che sta per arrivare. E assistere all’abbraccio tra la Luna e Giove, che si avvicineranno. Ogni anno druidi abbigliati cercano di ripercorrere le orme dei loro avi recandosi al centro di Stonehenge e celebrando una festa ormai non più sentita.

Si dice che in questa giornata i celti macellavano gli animali e celebravano il culto della fermentazione della birra. Oggi molti appassionati della cultura celtica o semplici curiosi si raccolgono per intonare canti e per far rivivere la magia di un rito antico e affascinante, in una sorta di “sano rave party”.
Prossima data da segnarsi sul calendario, per chi vuole partecipare a questi incontri folkloristici o semplicemente curiosare, è il 21 Giugno con i festeggiamenti per il solstizio d’estate.

FONTI

http://bit.ly/2ifgsy8

http://bit.ly/2iDz3Qz

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