SICUREZZA INVISIBILE: GLI 007 ITALIANI

di Giacomo Rota

Un’estate di tensione. O meglio: un 2016 che potrebbe essere ricordato come l’anno in cui il terrorismo ha subito un’evoluzione, diventando una presenza sociale (e psicologica) all’interno dell’Occidente. Mai come dal 2001 il tema della sicurezza è stato così inflazionato e ha accompagnato gli Italiani sui luoghi di vacanza. Dal punto di vista del cittadino, la sicurezza ha a che fare principalmente con un aspetto di evidenza. Per intenderci, chiamiamo “sicurezza” quella rappresentata dalla presenza di forze dell’ordine in punti sensibili o strategici, come quando si entra in una stazione o quando si attraversa la piazza principale di una città.

Eppure, il vero sistema di sicurezza di un Paese scorre come un fiume carsico al di sotto della superficie degli eventi che giungono a conoscenza dell’opinione pubblica e una certa riservatezza – per non parlare anche di una vera e propria segretezza – accompagna molte dell’attività di intelligence. Ovviamente anche in Italia è presente una rete di strutture e organi deputati alla sicurezza nazionale.

Come premessa bisogna dire che con la legge n°124 del 3 agosto 2007 si provvide – sotto il governo Prodi II – a riformare l’intero sistema di intelligence italiana. Da quell’anno diventano tre i principali organi dei nostri servizi segreti.

  1. L’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI), che sostituisce il vecchio SISMI.
  2. L’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), che sostituisce il vecchio SISDE.
  3. Il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), ex CESIS.
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Ulrich Mühe nel film “Le vite degli altri”, dove interpreta un agente della STASI, il servizio segreto della Germania dell’Est

Dei tre organi è il terzo, il Dipartimento, a vigilare sui primi due e sulla corretta applicazione delle disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di intelligence e segretezza di Stato. I direttori generali dei tre enti costituiscono a loro volta un collegio presieduto dal Presidente del Consiglio o da quella che viene definita Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica. Assieme al Ministro per gli Affari Esteri, al Ministro dell’Interno, della Difesa, della Giustizia e dell’Economia e delle Finanze, si costituisce il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR).

Come si può vedere il “sistema” è basato su un meccanismo di controllo e sul principio di collaborazione tra le varie Agenzie. Inoltre rimane fondamentale il rapporto dell’intero sistema con la NATO, di cui l’Italia è membro dal 1949.

Le Agenzie intervengono anche a tutela di tutti gli interessi economici, industriali, scientifici e militari della Repubblica. A tale proposito è interessante la disciplina sul segreto di Stato che la legge 124/2007 ha stabilito: all’interno del DIS si è costituito l’Ufficio centrale per la segretezza, che rilascia le abilitazioni di sicurezza per quelle persone – fisiche o giuridiche – che hanno necessità di trattare informazioni «con classifica di sicurezza superiore a “riservato”». In particolare, a tale ufficio si rifanno tutti quegli operatori economici che hanno bisogno, ad esempio, di un nulla osta di sicurezza industriale, quando si opera sotto contratti o appalti con classifica di sicurezza “riservatissimo”, “segreto” o “segretissimo”.

Crediti immagini: immagine di copertina (link), Wikipedia (immagine 1)

Fonti: sito ufficiale del Governo sulla sicurezza (link 1, link 2)

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