Living biblicaly. C’è chi ne fa un libro-esperimento, chi ci fa guerre ed estremismi

 

A. J. Abrams, un giornalista di New York, nel 2007 ha voluto fare un esperimento: un anno di vita cercando di seguire alla lettera ciò che è scritto nella Bibbia.

Ha perciò raccolto decine di edizioni diverse del testo sacro e iniziato a sottolineare precetti e regole da seguire. Ne ha trovati più di settecento, più o meno difficili da seguire nell’America del ventesimo secolo.

Ha così indossato una tunica bianca (“Non indosserai indumenti di fibre miste”), ha smesso di farsi la barba (“Non taglierai ai lati la tua barba”, dice il Levitico, e Abrams ammette di non sapere quali siano i lati, perciò ha preferito non rischiare) e ha persino preso a noleggio delle pecore per fare il pastore per qualche settimana. Con queste fattezze ha incontrato rappresentanti di diverse religioni: ebrei hassidici, cristiani evangelisti, testimoni di Geova. Su questi ultimi scherza, dicendo di essere riuscito a uscire “vittorioso” da un dialogo a colpi di conoscenze bibliche con uno di loro, impresa ardua vista la meticolosità con cui i fedeli di tale religione imparano il testo sacro.

Estudo

Piuttosto curioso deve essere stato il suo incontro con esponenti della “Church of God with signs following” di Del Rio (Tennessee), i quali praticano la “snake handling”, seguendo la parte del Vangelo di Marco (15-17) che afferma “E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno»”.

Anche incontri con persone comuni lo hanno messo alla prova: racconta di un uomo che gli si era avvicinato in un parco, incuriosito dalle sue vesti, e che una volta scoperto il suo intento gli disse provocatoriamente “io sono un adultero, ha intenzione di lapidarmi?”. Che fare? Raccolti dei sassolini da terra, ammette di averne lanciato uno, basso, nella sua direzione.

C’è da dire che in questo confronto con tante diverse interpretazioni del testo biblico manca il punto di vista islamico, forse a causa delle tensioni aperte fra opinione pubblica americana e mondo musulmano, o forse anche a causa delle origini ebraiche del comunque convinto agnostico Abrams.

A esperienza conclusa, il giornalista conferma la sua forte opposizione a ogni forma di estremismo, e a tutti quei fondamentalismi che dicono di seguire letteralmente i testi sacri. Bisogna saper scegliere le regole da seguire proprio come si sceglie che cosa consumare in una caffetteria.
Sono molti, però, i Paesi nel mondo in cui la scelta di regole diverse finisce per essere alla base di sanguinosi conflitti, alcuni con grande spazio sui media, altri meno conosciuti, forse perché in terre vagamente note per povertà e guerre civili. Nella Repubblica Centrafricana dura da più di un anno, ormai, lo scontro fra i principalmente islamici Sàlakà, saliti al potere nel marzo del 2013 e i cristiani “anti-balakà” (letteralmente “anti-machete”, “anti-spade”), milizie che agiscono anche attraverso attacchi diretti verso civili e luoghi di culto (moschee e chiese).

A cura di Sara Ottolenghi

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