CHI HA PAURA DI DIVENTARE CIECO?

Parlando di perversioni abbiamo scoperto che ognuno ha una sua teoria a riguardo: c’è chi al solo sentir parlarne storce il naso, chi invece trova del tutto normale portare a cena fuori una bambola di gomma. Siamo portati a catalogare come perversioni quei comportamenti o inclinazioni sessuali che non sono condivisi né condivisibili dalla maggior parte della popolazione.

E se invece ad essere catalogata come perversione fosse un comportamento condiviso dai più?
Ad esempio, sapete che l’omosessualità è stata depennata dalla lista di malattie mentali degenerative sono nel 1973?

Oggi questa sembra una cosa scontata e anche un po’ banale, ma pensate che appena 50 anni fa chi era omosessuale poteva essere internato per ricevere cure mediche.

Ed inoltre, sapete che per la religione cattolica (ma non solo, ci sono riscontri simili anche nell’ebraismo e nella religione islamica) la masturbazione è un peccato mortale?

Basti pensare che il sesto comandamento fa riferimento esplicito a questa pratica quando recita “Non commettere atti impuri”.

Secondo la visione cristiana moderna, infatti, l’uomo sarebbe creato ad immagine e somiglianza di Dio, un Dio fatto di “amore per gli altri”, così come si sarebbe manifestato in Gesù. Di conseguenza, ciascuna persona sarebbe stata creata per amare Dio ed il prossimo suo. Sotto il profilo sessuale ciò si verifica nell’ambito del matrimonio: lì l’atto sessuale esprimerebbe l’amore di Cristo per la Chiesa.

Secondo quest’ottica, difatti, la masturbazione risulta essere un’espressione della sessualità nella quale manca l’elemento relazionale, e segna quindi, un precetto opposto a quello che Dio avrebbe imposto.

Facciamo un passo indietro, per capire da dove nasce questa credenza.

Antonio Apa, Autoerotismo
Antonio Apa, Autoerotismo

Avete presente la frase scherzosa che si dice: “a lungo andare diventerai cieco”? Ebbene, un tempo questa frase non sembrava tanto scherzosa, bensì una vera e propria minaccia. In antichità infatti, si credeva che il seme degli uomini fosse limitato, e che quindi dovesse essere conservato gelosamente al solo fine della procreazione; per questo i monaci ammonivano severamente i giovani, presagendo loro un futuro di cecità se eccedevano nell’autoerotismo, al fine di preservare il prezioso seme.

Ecco perché i rapporti sessuali extraconiugali, portati avanti con metodi contraccettivi più o meno grossolani, erano e sono tutt’ora considerati impuri per molte religioni. Così San Tommaso d’Aquino annovera l’autoerotismo addirittura al secondo posto per gravità, secondo solo all’omicidio, in quanto atto che “impedisce la generazione della vita”.

Comunque sia, c’è molto da ragionare su cosa vuol dire per noi “perverso”, sopratutto quando si parla della propria libertà di amare un uomo o una donna che sia.

credits:

Gian Lorenzo Bernini, ”La Carità”, Cappella De Sylva, Roma. 1861-1863 via http://www.scudit.net/ (1)  ; Antonio Apa, Autoerotismo via www.ioarte.org (2)

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