Cielo stellato: il triangolo estivo

di Giacomo Rota

Una delle attività che più si associano ai mesi estivi è sicuramente l’osservazione del cielo stellato. Che si sia degli esperti o dei semplici romantici, poter passare alcune ore notturne col naso verso l’alto è un’esperienza che da sempre rimette l’uomo a contatto con un Tutto che lo interroga e lo affascina.

In questo grande “teatro” che si dispiega al nostro sguardo, ci interessiamo di uno degli asterismi estivi più tipici dell’emisfero boreale, il cosiddetto triangolo estivo, che permette di individuare altre costellazioni a partire dai suoi tre vertici: tre stelle di colore azzurro che ricadono sulla scia luminosa della Via Lattea.

Per chi è a digiuno di qualsiasi nozione di geografia astronomica, precisiamo subito che un asterismo è un gruppo di stelle visibili nella sfera celeste, una sfera immaginaria sulla cui superficie proiettiamo tutti gli astri visibili, detta anche sfera celeste locale quando si considera come suo centro l’occhio dell’osservatore.

La prima stella da rintracciare è Vega, la quinta stella più luminosa visibile dalla Terra. Se vi trovate all’incirca sul 39° parallelo (sud-Italia, per intenderci), Vega dovrebbe stare proprio allo zenit, ovvero il punto immaginario che sta sopra la testa dell’osservatore.

Spostandovi al centro della Via Lattea, facilmente rintracciabile se la notte è limpida, troverete la seconda stella: Deneb, la più settentrionale, che ci appare meno luminosa per via della distanza, ma che possiede una magnitudo assoluta (cioè una luminosità propria) molto alta.

Il vertice meridionale del triangolo si conclude con Altair, dodicesima stella del cielo in ordine di luminosità, vicina all’equatore celeste (l’orizzonte dello sguardo dell’osservatore).

Ebbene, recuperando Vega potrete ricostruire la costellazione della Lira, già nota a Tolomeo. È una costellazione di piccole dimensioni, a forma di parallelogramma o di rombo irregolare, che si sviluppa “poco sotto” Vega.

Costellazione della Lira
Costellazione della Lira (Fonte: Wikibooks)

Per la costellazione del Cigno dovete invece prendere Daneb e spostarvi verso il centro del triangolo: le sue stelle più brillanti costituiscono un asterismo noto come croce del nord, un nome certamente già più comune, il cui asse maggiore è formato da Daneb e Albireo e quello minore dalle stelle Gienah e Rukh. Dirigendo lo sguardo da Daneb verso sud, si noterà una specie di spaccatura nella Via Lattea, caratterizzata dall’apparente assenza di stelle: è la Fenditura del Cigno, dovuta alla presenza di formazioni gassose che schermano la luce proveniente dalle stelle più lontane.

Costellazione del Cigno
Costellazione del Cigno (Fonte: Wikibooks)

Con l’ultima stella, Altair, si può ricostruire la costellazione dell’Aquila, la più meridionale, al punto che una parte delle sue stelle sono visibili da entrambi gli emisferi nei mesi da giugno a ottobre-novembre.

Costellazione dell'Aquila (Fonte: Wikibooks)
Costellazione dell’Aquila (Fonte: Wikibooks)

Il consiglio è di dotarsi di un atlante celeste o di scaricare una pratica app per la lettura del cielo (ce ne sono moltissime, più professionali o meno). Inoltre non può mancare una visita al planetario più vicino. Con un poco di sforzo e di memoria si può arrivare a leggere nel cielo una bellissima geografia che si perde nei secoli della storia dell’uomo.

Fonti: wikibooks, atlante celeste (istituto geografico De Agostini)

Crediti immagine: wikibooks, flickr

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