Effetto placebo: uno studio spiega i meccanismi biologici

L’effetto placebo viene utilizzato da ormai molti anni negli studi clinici come mezzo di controllo per verificare la reale efficacia di un nuovo farmaco nella sua fase sperimentale. Inoltre nel corso degli tempo è stato dimostrato che per alcune patologie con una componente psicosomatica rilevante, come emicrania e insonnia, un placebo riesce a ottenere dei buoni risultati nell’80% dei casi. Tuttavia l’effetto placebo si può riscontrare anche in patologie organiche come l’artrite reumatoide o l’osteoartrite, ciò conferma che non si tratta solo di suggestione ma di una vera e propria risposta biochimica generata dall’organismo che assume il finto farmaco.

Uno studio pubblicato a luglio su Nature Medicine inizia finalmente a spiegare le basi biologiche del funzionamento dell’effetto placebo.

Partendo dal presupposto che l’effetto placebo funziona poiché agisce sulle aree cerebrali della ricompensa, Asya Rolls e colleghi, per questo esperimento, hanno creato in laboratorio dei topi geneticamente modificati i cui neuroni dopaminergici  dell’area ventrale segmentale (VTA) fossero attivabili a comando.

Dopamine_Pathways

Per simulare gli effetti della somministrazione di un placebo in caso di un’infezione batterica, i ricercatori hanno attivato i neuroni della VTA delle cavie poco prima di infettare i topi con Escherichia Coli.

Come ci si aspettava, nei giorni successivi all’infezione si è osservato un aumento della capacità di reazione del sistema immunitario di questi topi rispetto ad un gruppo di controllo di topi in cui non erano state attivate le aree della ricompensa.

L’aumento della dopamina, però, non può chiarire l’azione sul sistema immunitario poiché questa molecola non può oltrepassare la barriera amato-encefalica che impedisce lo scambio di molte sostanze fra la circolazione del cervello e la circolazione corporea.

La risposta andava quindi cercata in una struttura che connette il cervello con il corpo come la componente simpatica del Sistema Nervoso Autonomo. Quella parte del cervello che oltre ad agire nelle situazioni di pericolo per aiutarci a tirarcene fuori, innerva gli organi che producono le cellule del sistema immunitario.

Disattivando il sistema nervoso simpatico dei topi, si è scoperto che la stimolazione delle aree cerebrali della ricompensa non produce più dei benefici sulla risposta immunitaria dell’organismo.

Appare quindi evidente che il Sistema Nervoso Simpatico svolge un ruolo fondamentale nei meccanismi fisiologici su cui si fonda l’effetto placebo.

 

Credits:

Studio di riferimento:

Activation of the reward system boosts innate and adaptive immunity

Tamar L Ben-Shaanan, Hilla Azulay-Debby, Tania Dubovik, Elina Starosvetsky, Ben Korin, Maya Schiller, Nathaniel L Green, Yasmin Admon, Fahed Hakim, Shai S Shen-Orr & Asya Rolls

Immagine di copertina: by Michael J. Ermarth (“Miracle Cure!” Health Fraud Scams) www.commons.wikimedia.org

Immagini: By NIDA www.commons.wikimedia.org

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