Un volo per il re di maggio

Giugno 1946 rappresenta senz’altro una cesura: l’Italia monarchica viene consegnata al passato e una nuova Italia, repubblicana e fuori dalla guerra, iniziò a muovere i suoi passi. L’ultimo re, Umberto II di Savoia, fu detto «re di maggio», ed è interessante ripercorrere le vicende di quei giorni, che non furono poi così limpide.

La convocazione di una consultazione elettorale per l’elezione di una Costituente e per la scelta della forma dello Stato era stata emanata già nel giugno 1944, ma si era poi dovuto aspettare il marzo 1946 per averne l’ufficializzazione. Umberto non era ancora sovrano, bensì luogotenente del Regno, e tale doveva rimanere fino a dopo le votazioni, senonché il padre Vittorio Emanuele III, contravvenendo agli accordi, abdicò il 9 maggio 1946, forse nel tentativo di riscattare l’immagine della corona.

Hrh_Prince_Umberto_of_Italy,_May_1944_TR1836Il testo col quale il referendum venne istituito conteneva un passaggio ambiguo sul modo con cui si doveva intendere il conteggio finale delle schede e inoltre  non poterono votare i cittadini non presenti sul suo nazionale (magari perché ancora nei campi di prigionia) né quelli delle province di Bolzano, Venezia Giulia, Zara, Pola, Trieste, Gorizia, territori occupati dagli Alleati in quanto oggetto di contesa internazionale.

Il 10 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò i risultati, rinviando tuttavia a dopo la loro ufficializzazione, mancando ancora il giudizio definitivo sui ricorsi presentati dalla parte monarchica. La situazione era quindi ambigua e poco chiara, anche se l’indomani i quotidiani titolavano già la nascita della Repubblica.

Temendo una guerra civile, il 13 giugno 1946 il Consiglio dei Ministri decise di delegare al Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi le funzioni di Capo provvisorio dello Stato. Un atto rischioso, dal momento che Umberto II lo considerò un’aperta violazione delle proprie prerogativa di sovrano ancora legittimamente in carica (fintanto che la Cassazione non avrebbe ufficializzato i dati e non si sarebbe pronunciata sui ricorsi).

Scheda_elettorale_referendum_2_giugno_1946Prima che la situazione precipitasse, Umberto II decise volontariamente di andare in esilio e lasciò l’Italia lo stesso 13 giugno, diretto a Cascais, in Portogallo. Il 18 giugno la Cassazione confermò la vittoria della Repubblica, respingendo i ricorsi, e fu così che la storia dell’Italia repubblicana poté avviarsi.

Credits: copertina, im1, im2

 

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