Un unico farmaco per tutte le infezioni virali: realtà o utopia?

di Luca Marzano

Pochi giorni fa è stato pubblicato sul PNAS uno studio condotto dall’Università di Siena in collaborazione con il CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che getta le basi per la progettazione dei farmaci antivirali di futura generazione.

I ricercatori hanno individuato delle molecole che sono in grado di inibire la proteina DDX3, un enzima che facilita il flusso di informazione genetica dal nucleo della cellula (in cui è contenuta l’informazione genetica) al citoplasma della cellula (dove avviene la produzione delle proteine cellulari). Quando una cellula umana è infettata da un virus, il DDX3 diventa un cofattore essenziale per la riproduzione del virus stesso, in quanto traghetta l’informazione genetica virale e rende possibile la replicazione del virus.

La scoperta di un inibitore di questa proteina consentirà di creare una terapia antivirale rivoluzionaria poiché il farmaco che ne deriverà sarà in grado di colpire una proteina umana invece dei classici componenti del virus, come accade con i farmaci attualmente in commercio.

Il vantaggio sarà che il farmaco colpirà la proteina sfruttata dalla maggior parte dei virus per replicarsi, quindi risulterà essere efficace contro la maggior parte dei virus, inclusi quelli mutanti che sono resistenti ai farmaci ora utilizzati.

I composti che sono stati studiati sono in grado di colpire virus caratterizzati da morfologia e meccanismi di replicazione differenti come l’HIV, l’epatite C, il virus della Dengue e quello del Nilo Occidentale.

Al momento questo composto non è ancora stato testato sugli esseri umani, ma uno studio preliminare dell’Università Cattolica di Roma ha dimostrato che non è tossico nei ratti e che è in grado di biodistribuirsi nei tessuti.

L’applicazione che ad oggi sembra essere più logica riguarda i pazienti immunodepressi che spesso sono infetti da più virus, ma queste molecole potrebbero rappresentare una soluzione anche per il trattamento di nuovi virus che si stanno diffondendo in modo sempre più frequente a causa della globalizzazione, e per i quali spesso non si conoscono cure efficaci.

L’obiettivo che si pongono i ricercatori è la messa a punto entro pochi anni di una terapia antivirale ad ampio spettro, una classe di farmaci che ad oggi non è ancora disponibile.

 

Studio di riferimento:

Human DDX3 protein is a valuable target to develop broad spectrum antiviral agents. Annalaura Nrai, Roberta Fazi, Cristina Tintori, Claudio Zamperini, Francesca Bugli, Maurizio Sanguinetti, Egidio Stigliano, José Esté, Roger Badia, Sandra Franco, Miguel A. Martinez, Javier P. Martinez, Andreas Meyerhans, Francesco Saladini, Maurizio Zazzi, Anna Garbelli, Giovanni Maga and Maurizio Botta

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