L’Italia senza salvagente? Niente paura, ci pensa il qualunquismo!

di Francesca Tricomi

Il qualunquismo non è altro che l’elevazione esponenziale dell’opinionismo, cioè l’atteggiamento egoistico di coloro che pur non sapendo nulla riguardo un determinato argomento vogliono far vedere di saper dare giudizi fondati. Nonostante l’Italia stia affondando e la barca sulla quale galleggiava negli anni 60 stia facendo acqua ovunque, una fetta non indifferente di italiani continua a perseguire la vita dell’”Italia che sta bene”, senza pensieri politici né sociali.

L’italiano medio di cui si sente molto parlare, soprattutto negli ultimi anni, non è altro che il prototipo negativo di italiano che vive alla giornata, che non si preoccupa di come la politica stia distruggendo il Bel Paese, che viene ipnotizzato da programmi “leggeri” in tv, che si accontenta della Gazzetta, un panino e un bicchiere di vino. È affascinato dalla ricchezza utopica degli industriali-politici di centro destra e dagli stilisti di fama mondiale che sembra si siano arricchiti con un solo schiocco di dita. L’apparenza non è sempre quello che nasconde un uomo dentro se stesso, infatti molto spesso coincide con la superficialità, l’egoismo e la bellezza esteriore. Purtroppo l’italiano medio prende esempio per il suo stile di vita da questi modelli sociali che risaltano la parte peggiore della cultura italiana, costituita non solo dalle veline o dai non TG di Emilio Fede, ma soprattutto da artisti ritenuti “superati” per la società contemporanea.

Questo tipo di critica ironica della società italiota è esternata perfettamente dagli Articolo 31 nel 2003 nella canzone omonima “L’italiano medio” che fa camminare il modello perfetto di italiano al quale non interessa dei problemi intorno a lui, perché è un patriota che canta, che gioca a calcio o ne è attratto più della sua realtà, che vive di speranze fittizie legate al mondo dello spettacolo, anch’esso finzionale. Pensa anche di rispettare le regole solamente perché, in quanto cittadino onesto, è ben inserito nella sua realtà e di conseguenza le sue regole sono quelle dell’intera società: “Io sono un bravo cittadino onesto \Bevo al mattino un bel caffè corretto \Dopo cena il limoncello in vacanza la tequila \La gazzetta d’inverno e d’estate novella 2000 \Che bella la vita di una stella \Marina o Martina o quella della velina \La mora o la bionda è buona e rotonda \Finchè la barca a finchè la barca affonda \E intanto sto perdendo sulla patente il punto \E un’auto blu mi sfreccia accanto \Che incanto” 

Nonostante la canzone sia del 2003, i riferimenti valgono anche per il 2016 magari con qualche accorgimenti rispetto alle nuove tecnologie, ma per quanto riguarda la barca di Orietta Berti che dovrebbe continuare a viaggiare e invece affonda la descrizione non fa una piega. Il cinismo utilizzato da J ax cade a pennello, descrivendo minuziosamente i movimenti dell’italiano medio che cerca di aggrapparsi a qualsiasi sogno pur di salvarsi dal disastro imminente.

Trapassando il concetto dalla canzone alla realtà, nessuno avverte quanto sia importante portare valori e significati così preziosi e ragionati nelle nuove generazioni, che non si accorgono del danno che si stanno arrecando senza la buona informazione ma solamente pensando al divertimento e al diletto del corpo, invece di nutrire l’anima con i piaceri inespressi.

 

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