I MIGLIORI RISTORANTI ETNICI DI MILANO

di Ludovica d’Alessandro

Poiché il cibo, sicuramente, previene la decadenza; | il cibo è degno di venerazione, così dicono. | Il cibo è la vita degli animali, supremo; | il cibo è guaritore, così dicono. (Maitrī Upaniṣad, testo religioso indiano facente parte della raccolta Veda composto in sanscrito a partire dal IXVIII secolo a.C.)

Il termine melting pot, utilizzato -più o meno propriamente- per indicare l’incontro di diverse etnie e il reciproco scambio culturale, calza per quest’articolo con la medesima aderenza con cui un tubino nero fascia il corpo strizzato di una soubrette– quindi molto bene. Dunque, pot, vocabolo dalla pretenziosa traduzione italiana “crogiolo”, altro non è che la pentola, sì, la pentola. E noi, in questa sede, parleremo proprio di pentole, ma anche di wok, tegami e friggitrici. Rifuggendo dal tono da televendita, sottolineo che è ciò che rimbalza sulla padella ad interessarci, e, nello specifico, ciò che rimbalza sulle padelle delle cucine dei ristoranti etnici di Milano. Vi propongo una personale lista di indirizzi consigliati, a cui sono troppo affezionata per osare una benché minima climax, non me ne vogliano gli amanti di classifiche e top-vattelapesca. L’elenco continua per mano vostra, nella speranza che la dialettica -alimentare- si risolva in un Aufhebung ricco di nuove visioni ed opinioni -gastronomiche.

 

SERENDIB – Cucina indiana e Sri Lankese; via Pontida 2

Questo è decisamente un posto speciale. Entrando verrete accolti da un personale estremamente cordiale, i cui sorrisi all’ingresso sembrano celare un “non passerete indenni per il menu degustazione”, e, all’uscita, “ora se desideri perdere la forma ovoidale in tempo per la prova costume dovrai vivere di acqua e limone per tre mesi”. Ebbene, il menu degustazione a 23 euro è la punta di diamante di questo ristorante. Una volta scelto fra carne, pesce o menu vegetariano, oh giovani baldanzosi, sarete infatti trascinati in tour di assaggi in quantità illimitata ripeto, illimitata- di tutte le deliziose specialità del posto, compresi dolci e frutta. Per la cena si consiglia dunque una buona preparazione atletica, preferibilmente digiuno a colazione e pranzo. Il ritorno a casa –ça va sans dire– si fa rotolando.

TIP: Se è il vostro compleanno e portate con voi tre amici, al festeggiato verrà offerta la cena.

SITO RISTORANTE: http://www.serendib.it/_root/default.php

BA-BA-REEBA – Cucina spagnola; via Corridoni 1

Questo ristorante, per via dei colori caldi e dell’illuminazione soffusa, si addice particolarmente ad un galante tete-à-tete. Il piatto forte di questo posto è indubbiamente la paella, offerta in sette varianti che meriterebbero ciascuna il dovuto tempo di “approfondimento”. Del resto, come insegna Kierkagaard, la vita è fatta di scelte, esistenziali ed amorose: tutte invariabilmente menu-related. Considerata l’abundantia della pietanza in questione, consiglio di dividerne una in due oppure di saltare a piè pari ogni convenevole  e cimentarsi totalmente ed esclusivamente in questa impresa monogamica.

TIP: La Sangria è un salasso, non solo paretimologico.

SITO RISTORANTE: http://www.babareeba.it/

BALAFON – Cucina africana pluri-regionale; via Teodosio 6

Il “balafon” è uno strumento musicale caratteristico dell’Africa Occidentale sub-sahariana, simile ad uno xilofono. Poco importa però se il vostro repertorio musicale si limita a Fra’ Martino o ad un osè “Tanti auguri a te”, questo ristorante vi avvolgerà in ogni caso in una stupenda atmosfera. Antipasti e dolci sono eccezionali e, componendo in un bricolage di ingredienti la vostra portata principale, potrete dare espressione ad un estroso senso del gusto, – a lungo represso? Secondo l’uso di gran parte dell’Africa infatti vi verrà servito un piatto unico, all’insegna della democrazia: riso o cuscus, carne o pesce e una lista elettorale di salse d’accompagnamento.

TIP: Provate assolutamente le birre, eh sì. Quando andai in questo posto la proprietaria si faceva fornire da Amsterdam birre dai gusti esotici come cocco o mango. Not so african made, but…

SITO RISTORANTE: Non pervenuto

ITALIAN NOODLES – Cucina fusion cinese, giapponese e italiana; via Vigevano 33

Udon, tagliolini, soba e noodles. Questo sarà il refrain delle vostre visite ad Italian Noodles, mentre, sperimentando un persistente torcicollo, leggerete più e più volte con paralizzante indecisione la lavagna degli ingredienti. Udon, tagliolini, soba e noodles. Questo sarà il refrain di coloro che venerano la pasta in ogni sua forma e non storceranno il naso davanti a qualche azzardata contaminazione. Udon, tagliolini, soba e noodles. Questo sarà il refrain che si sovrapporrà alle proposte di musica underground e agli spadellamenti della cucina a vista. Udon, tagliolini, soba e noodles. Udon, tagliolini, soba e noodles. Udon, tagliolini, soba e noodles. Ora alzati e cammina, verso Italian Noodles.

TIP: Le porzioni sono davvero immense e ci piace. Provate la cheese-cake.

SITO RISTORANTE: Work in progress a http://www.noodlesitaly.com/#_=_

GOVINDA – Cucina di matrice Hare Krishna; Via Valpetrosa 5

Ed ecco che ci casca l’aprosdoketon (l’inaspettato, per i grecisti arrugginiti e/o per quelli che si stanno chiedendo perché non parli in italiano). Orbene, in questo caso è doveroso specificare che non ci si trova davanti ad un esempio di cucina territoriale, ma religiosa e, specificatamente, di matrice Hare Krishna. Questa dottrina infatti prevede un regime alimentare vegetariano e considera alla stregua di droghe sostanze come caffè, tè e alcolici – ecco, per evitare che entriate chiedendo salamella e birra, ma so che siete avventori gastronomici navigati. Un’altra caratteristica di questo posto, per rimanere in tema di aprosdoketon (vedi sopra), è proprio l’effetto sorpresa. L’aspettativa ha qualcosa di mistico, no? Come non sapere cosa vi apprestate a mangiare, tutti d’accordo? Eh sì, amici miei, perché nessuna carta vi sarà fornita in questo ristorante e nemmeno il contenuto delle caraffe sul tavolo vi verrà specificato. Per gli appassionati di scommesse il toto-succo è di uno spasso da ribaltarsi dalla sedia. Se il vostro amico chiede l’acqua, poi, fate finta di non conoscerlo o prendetelo a calci negli stinchi.

TIP: Sì, lo so, sembra il posto del secolo per stupire il/la nuovo/a fidanzato/a radical chic, ma una volta vi venni redarguita per un casto bacio, si tratta pur sempre di un luogo sacro: figlio dei fiori avvisato…

SITO RISTORANTE: E per farsi una cultura un po’ più ampia a riguardo http://www.radharamana.it/dove-siamo/a-milano.html

N.B. Le foto, come quelle che ci sono sulle scatole di cereali, sono a puro scopo illustrativo e non sono state scattate nei ristoranti di cui sopra.

Images: copertina

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