La prima reazione ai risultati delle elezioni amministrative 2020 è certamente di stupore. Infatti, è proprio in Lombardia che è nata, nel 1993, la allora Lega Nord. In questa regione, il Consiglio Regionale è a trazione leghista e la maggioranza di comuni minori (demograficamente parlando) è governata da Lega e centrodestra. Discorso a parte sono i capoluoghi dove il metodo di valutazione dell’operato di una giunta è la riconferma del sindaco, a prescindere dalla bandiera. A Brescia Del Bono è stato riconfermato nel 2018, nel 2019 Gori e Galimberti sono stati riconfermati rispettivamente per Bergamo e Cremona, Palazzi di Mantova è stato riconfermato di recente. Milano ha una guida di centrosinistra dal 2011 mentre Varese dal 2016, quando Galimberti ha sconfitto il leghista Orrigoni. In sostanza dunque il centrosinistra governa più capoluoghi in Lombardia che in Toscana, la regione rossa per eccellenza.

Ballottaggi amministrative 2020

Il ballottaggio del recente weekend è stato caratterizzato da un crollo dell’affluenza, sotto al 50%. Nell’unica città capoluogo al voto, Lecco, è ha vinto, tra le polemiche per il conteggio delle schede, il centrosinistra con Gattinoni. La vittoria è stata molto risicata e la differenza tra i due candidati è stata solo di poche decine di voti. Gattinoni ha ribaltato il risultato del primo turno anche grazie all’appoggio di un ex assessore, Valsecchi, che con la sua lista aveva raccolto quasi il 6% dei voti.

Tra i comuni al ballottaggio c’era Legnano dove il risultato del primo turno si è ribaltato, assegnando la vittoria a Radice, appoggiato da PD e liste civiche. Lorenzo Radice si è detto consapevole di aver ricevuto voti anche da parte dell’elettorato che non era solito votare la sua area politica. Egli infatti ha affermato che il bisogno di cambiamento della città ha prevalso su tutto. Il riferimento va al commissariamento della precedente amministrazione Fratus a causa della condanna del sindaco per manipolazione dei concorsi. Infine si aggiungono all’elenco  delle vittorie PD Saronno, con Airoldi, e Corsico. In questo caso è stata determinante la coalizione (solo dal secondo turno) di PD e M5S grazie ai quali Stefano Ventura ha ottenuto oltre il 60% dei consensi .

Il centrodestra invece ha ottenuto la riconferma a Viadana (provincia di Mantova) e Voghera (provincia di Pavia), rispettivamente con Cavatorta e Garlaschelli. Per quanto riguarda Viadana la lista del M5S non si era espressa per il secondo turno, evitando di dare indicazioni agli elettori. Garlaschelli a Voghera trionfa con il 66% dei voti, un risultato atteso dato che già al primo turno era arrivata molto vicina al 50%.

“Abbiamo raccolto i frutti della buona amministrazione”

La provincia di Milano partiva da un risultato favorevole al primo turno, con cinque comuni vinti su sette e gli altri due al ballottaggio. Il voto ha portato al sette su sette, dopo le vittorie a Corsico e Saronno. Il risultato delle amministrative è stato commentato da Vinicio Peluffo, segretario regionale del PD: “Abbiamo raccolto i frutti della buona amministrazione sul territorio e siamo stati ripagati per la nostra proposta politica aperta, inclusiva e riformista”.

Peccato che non si sia fermato qui ma abbia proseguito nel discorso, fino a questo momento perfettamente condivisibile. “Abbiamo battuto Salvini e la sua Lega fatta di slogan, selfie e social. Abbiamo sconfitto il partito che cerca consenso cavalcando le paure e le peggiori pulsioni. Abbiamo lasciato indietro quel Carroccio che non crede nell’Europa e va d’accordo solo con miopi governanti sovranisti. È evidente che la fiducia che i lombardi hanno messo nelle mani al PD e del centrosinistra ha invertito la tendenza, ora la destra si può battere”. Come spesso accade, il discorso si è spostato quasi subito dai contenuti politici a una tifoseria da stadio.

Per quanto l’alleanza tra PD e M5S abbia suscitato immense critiche, ha retto bene al test del voto amministrativo. Il Movimento 5 Stelle si sta sempre più allontanandosi da quella che è la linea sostenuta dai pasdaran Di Battista e Davide Casaleggio, da sempre contrari all’alleanza con la “Morte Nera” , nomigonolo che Dibba ha affibbiato al PD.

Zingaretti in conferenza stampa parla chiaro: “I ballottaggi ci dicono che con l’alleanza del centrosinistra e delle forze di governo si vince dove si è perso da anni”. Sulla stessa linea Orlando, che critica duramente quanti gridavano alla subalternità del partito nei confronti del movimento: “Il PD ha vinto i ballottaggi. La subalternità è solo negli occhi di guarda indietro e di chi non capisce che in politica l’isolamento non è forza”.

Leggere il voto amministrativo in chiave nazionale è sbagliato, è prassi comune infatti affermare che le amministrative abbiano una storia a sé. Sarebbe un errore altrettanto grave però non considerare quanto successo in questi comuni. A livello amministrativo, la capacità effettiva di governare o meno un territorio costituisce la chiave di volta e questo dovrebbe essere il punto di avvio di ogni riflessione.