Rilasciato ormai da qualche settimana, Le strade del male è il nuovo progetto targato Netflix. È infatti innegabile che, nell’ultimo periodo, il colosso televisivo stia tentando di rimpolpare il suo pacchetto di offerta attraverso contenuti originali. Dopo aver assecondato il genio di Scorsese con The Irishman, ecco una nuova pellicola destinata a far parlare di sé.

Diretto da Antonio Campos, Le strade del male adatta al piccolo schermo il romanzo di Donald Ray Pollock e consegna al pubblico televisivo un preoccupante quadro di violenza e sadismo.

Linee temporali e strade che si incrociano

Le strade del male rappresenta un crocevia. Il crocevia di storie di vita diverse, di personaggi le cui esistenze finiscono per mescolarsi all’insegna del sangue e della vendetta. Da una parte la famiglia dell’ex soldato Willard, dall’altra il predicatore pazzo Roy Laferty; da una parte i giovani Arvin e Lenora, dall’altra il bieco reverendo Preston. Lo sceriffo corrotto Bodecker da un lato, il sadismo di Carl e Sandy dall’altro.

Vite unite dalla crudeltà del destino in un dramma genealogico senza precedenti. Vite di uomini e donne differenti, accomunate da uno straziante senso di violenza e da un interminabile conta di cadaveri.

File:Le strade del male.png - Wikipedia

Antonio Campos disegna uno spaccato semi-storico che non lascia spazio alla redenzione. Il titolo inglese The Devil All the Time, riesce forse a meglio rappresentare l’onnipresenza diabolica all’interno della pellicola. Il conflitto tra luce e oscurità è qui nettamente sbilanciato in favore della seconda. La malvagità permea il racconto dal primo all’ultimo minuto, dal primo all’ultimo personaggio. Nessuno riesce davvero a scampare a questa spirale di cattiveria collettiva e la violenza assume le forme più differenti e agisce attraverso i gesti più assurdi. Omicidio, suicidio, delirio di onnipotenza, sacrificio a Dio, sadismo, vendetta. La multiformità del male trionfa in tutta la sua essenza e travolge le vite dei personaggi come la falce il grano.

A rafforzare il clima di scandalo e disgusto è la forte contrapposizione tra la malvagità intrinseca della pellicola e una presenza ingannevole ma quasi totalizzante della figura di Dio. Il male trova la sua strada laddove la fede si trasforma in bigottismo e da qui prende la via della pazzia. La croce, simbolo del sacrificio cristiano, si fa luogo di perdizione e punto di partenza per gesti efferati. La chiesa diviene luogo di pericolo, violazione e infine morte. L’eterna lotta tra Dio e il Diavolo presenta qui un unico contendente. L’uomo, con la sua arroganza, sceglie di sostituirsi al divino, lasciando al male la possibilità di proliferare.

Holland e Pattinson dominano la scena

Sebbene appaiano come pedine su una scacchiera diabolica, i singoli personaggi e le loro personalità rappresentano il punto di maggiore interesse del film. Il plauso va qui alle interpretazioni attoriali tutt’altro che sottotono. Da segnalare un convincente Bill Skarsgard nel ruolo del soldato Willard Russel e un oltremodo folle Harry Melling, a tratti spaventoso nei suoi deliri mistici.

A rubare la scena è però la coppia Holland-Pattinson, particolarmente in ruolo e capaci di inserirsi in maniera ottimale nel panorama tetro di una realtà violenta. Svestita la tuta dell’uomo Ragno, Tom Holland si dimostra attore maturo, abbandonando le dolci sponde degli Avengers per addentrarsi nel mare di oscurità disegnato da Campos.

Discorso simile vale anche per Robert Pattinson. Il 2020 sembra decisamente l’anno di svolta per il giovane attore, da poco uscito dall’ultimo progetto di Christopher Nolan e pronto a stupire nelle vesti del nuovo Batman. Le strade del male rappresenta tuttavia un punto di arrivo atipico per Pattinson. Dismessi i panni dell’agente segreto e prima di trasformarsi nell’uomo pipistrello, l’attore si consacra maestro di trasformismo, dando vita a un personaggio subdolo e disgustoso.

Il suo reverendo Preston colpisce per l’agghiacciante noncuranza con cui perpetra violenza. Il messaggero di Dio si fa carogna indifferente della debolezza umana e sradicatore della pura innocenza. Un uomo calmo e calcolatore, molto lontano dalle esagerazioni mistiche del predicatore Roy, ma tuttavia ben più spaventoso nella sua natura di predatore implacabile.

The Devil All The Time: Robert Pattinson as Preston Teagardin. Photo Cr. Glen Wilson/Netflix © 2020

In definitiva Le strade del male è un film che deve essere visto e dimostra la capacità da parte di Netflix di portare al suo pubblico contenuti di qualità indiscutibile. Lontana da ambizioni di capolavoro la pellicola di Campos ha però una sua anima e si propone di fotografare una realtà di violenza purtroppo non così lontana dalla quotidianità che ci circonda. Complici la bontà dei suoi interpreti e una regia pulita, il film riesce a trasmettere con efficacia il messaggio che si propone.

I minuti di apertura sulle atrocità della Seconda guerra mondiale trovano un’ideale chiusura del cerchio nel conflitto in Vietnam di cui si ha notizia nell’ultima inquadratura. E la volontà di Arvin nel ripercorrere i passi da soldato del padre testimoniano un loop di violenza ininterrotto. Rappresentazione cruda e pessimistica dell’oscurità dell’animo umano.

 

Credits

Copertina – Media Center Netflix

Immagine 1

Immagine 2 – Media Center Netflix