In un periodo storico difficile come quello corrente, in cui il Paese ha da poco avviato la ripresa delle attività, anche i teatri si sono adeguati alle direttive post-pandemia e hanno provato a rinascere. Una rinascita lenta, iniziata in punta di piedi nei mesi estivi, ma in attuale prosecuzione nella stagione teatrale 2020/2021.

In tempo di Coronavirus i teatri sono stati i primi a dover interrompere le proprie attività, poiché i rischi di assembramento erano troppo elevati. In quanto punto di incontro tra corpi e anime, costituivano infatti una pesante minaccia per la diffusione della pandemia. I teatri sono dunque morti, per poi rinascere sotto veste nuova, leggermente mutati e adattati alle circostanze. La ripresa delle attività teatrali a Milano, città capostipite della cultura in Italia, è testimonianza di una lenta ma costante rinascita culturale. Ciò appare essenziale in un momento storico in cui il senso di disillusione e delusione è ampiamente diffuso.

I progetti teatrali sperimentati nei mesi di luglio e agosto sono stati preludio dello stile della stagione 2020/2021 a Milano. Una stagione teatrale inevitabilmente inedita sia per attori che spettatori. Si presti attenzione alle parole di Sergio Escobar, il direttore del Piccolo Teatro:

Naturale proseguimento della “riapertura estiva”, la stagione ottobre/dicembre vuole riaffermare il ruolo essenziale del teatro nel costruire nuove “relazioni”, nuove “vicinanze sociali”, quando quella fisica, del “corpo a corpo” del teatro, è sospesa, come difesa dalla pandemia che tutti e ciascuno dobbiamo affrontare.

Il Piccolo Teatro si pone l’obiettivo di riportare gli spettatori nei luoghi di cultura. La sfida, già perseguita da Giorgio Strehler durante il secondo dopoguerra o il “periodo della tensione”, si pone lo scopo di infondere fiducia nello spettatore e invogliarlo a essere nuovamente fruitore di cultura. Per questo il Piccolo cerca di sfruttare al meglio la totalità degli spazi disponibili e, pur rispettando le norme di distanziamento sociale, vuole ricreare un’atmosfera intima e accogliente. La stagione teatrale 2020/2021 predilige monologhi e racconti, con un limitato numero di attori sul palcoscenico. Tra le nuove produzioni, interessante appare Storie di Massini, dopo l’anteprima nella passata stagione estiva. Interessante la scelta di ospitare nuovamente Tu es libre, spettacolo di successo durante le scorse stagioni. Il Piccolo Teatro sceglie infine di dare particolare spazio alla drammaturgia contemporanea. Un gesto di rinnovamento interessante, in linea con le trasformazioni stimolate a seguito del lockdown.

Il Teatro Franco Parenti propone una rassegna di spettacoli limitati e programmati fino a fine 2020. Molto interessante Pandora, una nuova produzione di Teatro dei Gordi, partecipante alla “Biennale di Venezia” e in scena al Parenti durante il futuro mese di ottobre. Lo spettacolo indaga un filone di ricerca del teatro contemporaneo, in cui la potenza del corpo si unisce alla profondità della maschera sulla scena. Accanto il cartellone offre sia spettacoli appartenenti alla vetrina contemporanea, che classici. Curiose le scelte di portare in scena opere letterarie, come la “libera interpretazione” del complesso romanzo La Storia di Elsa Morante, o la trasposizione teatrale di L’attimo fuggente. Tra le opere classiche Troiane di Euripide o Un tram che si chiama desiderio. Durante il mese di settembre il Teatro Franco Parenti sceglie di sfruttare gli spazi aperti attraverso la suggestiva cornice dei Bagni Misteriosi, consentendo un accurato rispetto delle norme anti-Covid.

L’Elfo Puccini intitola la nuova stagione “con le vostre mani”, evocando un verso di La tempesta di Shakespeare. L’idea è quella di ricordare quanto il teatro sia prima di tutto condivisione e sottolineare quanto il pubblico sia principio necessario per la realizzazione di uno spettacolo teatrale. L’Elfo si pone dunque totalmente nelle mani del pubblico, affidando a esso (in modo figurato) la sopravvivenza dello stesso edificio teatrale. La stagione si apre con una produzione dell’Elfo, Diplomazia, spettacolo in programma per lo scorso marzo e non andato in scena a causa della pandemia. In scena ci sono spettacoli sperimentali e novità assolute. È il caso di Moby Dick alla prova, regia di De Capitani, uno spettacolo che intreccia il romanzo di Melville con Re Lear. La stagione dell’Elfo, allo stesso modo di molti teatri milanesi, è ancora incompleta e pronta all’accoglienza di nuove proposte.

Si nota con tristezza quanto molti teatri, nel mese di settembre, non abbiano ancora progettato una stagione teatrale 2020/2021. Un segnale di crisi e di profonda preoccupazione per una città come Milano, in piena fase di rialzo post-pandemia. Il sito del Teatro Menotti annuncia un “prossimamente” e la Triennale addirittura non presenta alcun tipo di stagione teatrale. Il ritardo nella ripresa delle prove e la conseguente scarsità di nuove produzioni rende complesso il reclutamento delle nuove proposte, anche per importanti teatri milanesi. Ciò non può che rendere la ripresa ancora più incerta e costituire una minaccia ulteriore per un settore già per tradizione in crisi.

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