Gli anni Duemila sono iniziati all’insegna del consumismo, ma non per colpa dei giovani; le generazioni nate precedentemente sono tendenzialmente consumiste, tra queste troviamo persone che dopo la Grande Guerra avevano solo il desiderio di non rivivere il passato, la mancanza di beni necessari: cibo, oggetti, vestiti.

La generazione dei nonni, quella della guerra appunto, è anche una generazione ricca di oggetti: cantine con corredi da matrimonio, bicchieri di cristallo, tazzine d’oro, piatti decorati, tovaglie, vestiti di tutti i tipi, tinte unite, colori, seta, lana.

Tutti oggetti destinati unicamente alla cantina, perché se no, come dicono i nonni, si può rovinare, perché deve rimanere tutto perfetto, pulito, cristallizzato. Classico è l’esempio dei “vestiti buoni” che possono essere usati solo in determinate occasioni, come eventi o feste comandate, proprio per evitare di incorrere in questo rischio.

Dopo la guerra sono arrivati gli anni Novanta, i genitori della generazione degli anni Duemila, che alla morte dei nonni si sono ritrovati a dover fare l’inventario di tutti quei possedimenti: arredamenti ben costruiti, solo rovinati dal tempo che è passato, vestiti ingialliti dall’umidità della cantina, cappotti tenuti nell’armadio, coperti da un telo di plastica, che quando sono stati comprati erano anche di valore: cose che ora, in un mondo dominato dal fast fashion, si possono definire “di buona qualità”.

Alla fine ciò che viene ritenuto irrecuperabile finisce nella pattumiera, molto viene dato a qualche negozio o regalato, altro viene tenuto e poi passato dai genitori ai figli. Figli che, subito danno importanza solo al valore affettivo, mentre oggi in molti sono stregati da quelle cose vintage, usate, sbiadite e vissute da qualcun altro prima di loro, ma pur sempre ancora eleganti e versatili.

Tanto è vero che ora il vintage è una vera moda: i mercati di questo tipo sono davvero popolari in tutto il mondo, e i prezzi sono anche molto alti, proprio per il buon investimento che può essere l’ottimo materiale di alcuni capi vintage, in più alcuni di questi oggetti sono di marche molto conosciute, anche tra i giovanissimi.

Vintage in Europa

Città del vintage indiscussa è Londra, dove è possibile trovare  una vasta gamma di negozi e mercatini in giro per tutta la città. Ma i centri del vintage per antonomasia sono, in particolare, due negozi: Beyond Retro, soprattutto per la grandezza e quantità di capi presenti, e poi il negozio di Portobello Road, con capi sempre alla moda a prezzi accessibili a tutti.

Altre città europee del vintage sono Parigi, con il negozio Yukiko, carico del tipico romanticismo parigino, con capi eleganti e sobri, personalmente selezionati proprio dalla giapponese Yukiko.

A Berlino c’è Coulors, negozio di abbigliamento vintage che propone il prezzo al chilo, 13,99 euro per un chilogrammo di vestiti usati a scelta.

Mentre a  Madrid, per chi vuole immergersi nelle atmosfere colorate e retrò di Pedro Almodovar, l’ideale è il Corachan y Delgado, negozio di proprietà di un designer che ha lavorato proprio con il celebre regista spagnolo.

Vintage in Italia

In Italia capitale della moda di qualsiasi genere è Milano, che vanta anche lei molti mercati e negozi vintage, primo tra tutti l’Eastmarket, la cui fama dal 2016 è in continua crescita. Questo mercatoo hipster vanta 1200 stand, tra cui sono presenti anche stand gastronomici, di street food vario.

In centro città invece è presente il Vintage Delirium, che presenta una vasta scelta tra oggetti vari, mobili, arredamenti e vestiti, comprese scarpe e borse. Negozio famoso in tutto il mondo, tanto da essere citato sul New York Times, grazie al suo creatore Franco Jacassi, scrittore, curatore di mostre, collezionista.

Jacassi è stato in grado di creare il suo lavoro grazie alle sue diverse passioni; il suo negozio nasce nel 1985, all’interno di un palazzo d’epoca, dove ripone con grande attenzione i diversi capi, mobili e gioielli. La particolarità di questo negozio è che alcuni oggetti al suo interno non sono in vendita, ma semplicemente in esposizione.

Subito dopo troviamo città come Roma e Firenze, anche loro con perle d’epoca a prezzi stracciati, considerate le grandi marche in vendita.

A Roma c’è Pifebo, negozio che ha tre sedi nella capitale: due a via dei Serpenti, e una a via dei Valeri.

È uno dei punti vendita più frequentati da chi ama questo genere di abiti e accessori. Qui si trova di tutto, ed è uno dei posti più forniti con prezzi davvero contenuti.

Invece a Firenze esiste un negozio che è considerato da molti il paradiso del vintage e permette anche di noleggiare gli abiti: si chiama Officina Vintage ed è situato in Via del Giglio 41. In questo shop si possono trovare le più importanti collezioni di noti brand come Persol, RayBan, Lacoste, Levi’s e Adidas: la qualità è altissima e anche la scelta non manca. Da gioielli bizzarri e retrò a borse in vera pelle, da occhiali da sole a cinture.

Vintage online

Visto ormai la grande diffusione del vintage e dell’usato tra i giovani, non poteva mancare la possibilità di acquistare capi o altri oggetti tramite internet, siti e app.

Questi offrono vastissime possibilità per essere sempre all’ultima moda, sempre abbattendo il consumismo di massa; infatti è sempre più usato lo scambio di vestiti o la vendita tra sconosciuti, un buon modo per non gettare nulla e dargli una nuova vita.

Alcuni di questi siti sono:

  • Beyond retro: e-commerce di vestiti e accessori, hanno creato anche ad una collezione, che ricicla capi vintage, per far si che siano attuali e alla portata di tutti.
  • Vestiaire Collective: ha una vasta scelta tra moda vintage e seconda mano di lusso. Alcuni prodotti hanno dei prezzi molto accessibili e certificati che ne attestano l’autenticità.
  • Etsy: sito che  raccoglie migliaia di venditori, tra i quali alcuni vendono oggetti e vestiti vintage, ma è possibile anche trovare capi attuali.

Come app troviamo invece Vintag: applicazione sia per Android che per IOS dedicata solo all’abbigliamento vintage. Qui gli utenti possono caricare i propri capi e cercare tra quelli degli altri utenti, la sua interfaccia è molto simile a quella dei social giovanili.

Il ritorno al vintage e al recupero dell’usato può essere (anche) la risposta di una intera generazione allo spreco e all’esagerato consumismo sulla quale si basa la società attuale, per  riutilizzare senza rinunciare alla bellezza esteriore.