Il Corano, oltre ad essere un testo sacro, propone anche un codice di abbigliamento ispirato principalmente alla sobrietà, a cui i fedeli di tutto il mondo musulmano tendono ad attenersi. Questo ha portato alla nascita di una vera e propria “moda islamica”, detta anche “modest fashion”.

Questa branca della moda è pensata e rivolta specificatamente alle donne che vogliono rispettare le norme coraniche nel vestire. Il modest fashion è quindi ideato e creato appositamente per tutte quelle donne che amano vestirsi secondo la tendenza attuale, ma che al contempo desiderano rispettare le norme dettate dalla propria religione e il principio inviolabile di coprirsi il corpo o il capo.

La modella somalo-americana Halima Aden è stata la prima a sfilare con il velo nel concorso Miss Minnesota negli Stati Uniti. Halima Aden ha contribuito a dare una svolta importante al mondo della moda in generale, parlando di inclusione e diritti umani. Visto da questo punto di vista, la moda risulta essere un importante elemento che può influenzare in maniera positiva anche la cultura in cui si è inseriti. Dopo aver sfilato per brand importati — come Alberta Ferreti e Tommy Hilfiger — ed essere stata il volto delle capsule collection di Max Mara dedicata al Medio Oriente, Halima Aden ha deciso di mettersi alla prova come fashion designer, lanciando la sua prima collezione di hijab in collaborazione con la piattaforma turca Modasia.
La modella ha presentato le sue prime collezioni in occasione della Istanbul Modest Fashion Week: dominano le tonalità pastello, i motivi floreali e i dettagli come pietre preziose e ricami a mano.

Hind Lanfram: altro importante contributo per quanto riguarda la Modest Fashion.

Hind ha fondato la sua prima azienda di moda modesta a Torino, durante il periodo della seconda edizione della settimana della moda tenutasi a luglio del 2017. La stilista è la prima designer italiana a rivolgersi alle donne che vogliono indossare il velo. Il suo obiettivo è quello di creare degli abiti con un gusto italiano, ma che siano corretti dal punto di vista islamico. Ad un primo impatto questo suo tentativo potrebbe sembrare un modo per rimarcare le differenze fra la cultura islamica e quella occidentale, ma lei sottolinea che non è questo quello che vuole trasmettere e a tal proposito afferma:

Ho confezionato molti abiti anche per donne di altre religioni, alle quali il mio modello piaceva.

Hind Lanfram, nata in Marocco ma cresciuta in Italia, racconta attraverso la sua arte il desiderio di fare da “ponte” a tutte le donne che arrivano da diverse parti del mondo e di diverse religioni. La sua passione per la moda è nata durante la sua infanzia.

Sua madre alle medie le aveva regalato una macchina da cucire, con cui la giovane stilista si adoperava a creare i vestiti per le sue barbie. Qualche anno dopo, Hind si accorge che voleva indossare il velo e allo stesso tempo diventare stilista professionista. Decide di seguire il suo sogno e si iscrive alla scuola di moda di Torino sperimentando le sue prime collezioni su sé stessa.

L’idea di moda della stilista è sempre quella di valorizzare la persona che indossa l’abito, e non tanto l’abito.

L’obiettivo di Hind Lanfram è quello di creare un connubio fra stili e tradizioni di culture diverse. Hind, inoltre, si è trovata dinanzi a un problema da risolvere che molte ragazze musulmane affrontano quando arriva l’estate, ovvero conciliare la necessità di coprirsi con quella di non avere troppo caldo. Nelle sue collezioni troviamo abiti per il giorno, per la sera e per lo sport. Quando progetta, Hind pensa a tutte le donne, anzi, afferma che la maggior parte della sua clientela non è di religione islamica, sottolineando che coprirsi il capo non necessariamente è una scelta che ha a che fare con la propria religione. È una decisione personale, profonda che una donna compie.

La moda islamica negli ultimi anni ha riscontrato un enorme successo e ha incuriosito grandi stilisti dell’alta moda occidentale, come ad esempio Dolce & Gabbana che nel 2019 ha creato un’intera collezione di nome “Abaya” dedicata al mondo islamico.

Oltre alle sfilate di alta moda, la modest fashion raggiunge anche nei negozi locali. Uno di questi in Italia è il negozio Hijab Paradise. Questo negozio aumenta la possibilità di scelta dei capi in modo tale che le donne non siano costrette ad acquistare abiti esclusivamente online. Hijab Paradise propone un design trasversale, che supera i confini religiosi. In tal senso il mondo della moda potrebbe essere un buon proposito per cercare di comprendere mondi e culture che non ci appartengono e che ci appaiono irraggiungibili.

Sicuramente questa è un’operazione molto complicata, ma necessaria per garantire un presente e un futuro armonioso.

FONTI
vogue.it
ilpost.it
wikipedia.org
ilsole24ore.org
aisopos.it
tgcom24.mediaset.it
elle.com
tgsky24.it