Da sempre in musica ci sono state, e ci sono tutt’ora, collaborazioni che hanno cambiato il modo di percepire quest’arte. All’estero e anche in Italia diversi sono stati i personaggi che hanno segnato epoche. Mick Jagger e Keith Richards, John Lennon e Yoko Ono – anche se per quanto riguarda questi, di musica non c’è chissà quanto, ma a noi piace inserirli in questo campo. Lucio Dalla e Francesco De Gregori e poi ci sono loro, il duo che più di tutti ha cambiato la musica leggera del secondo Novecento: Mogol e Lucio Battisti.

Quella di Mogol e Battisti è sicuramente la più riuscita e la più longeva. Entrambi sono stati due mattoncini che si sono intersecati perfettamente aiutandosi a vicenda. Per gli amanti del genere (e non solo) la loro è stata un’unione perfetta. Se pensiamo che all’inizio non si piacquero, capiamo come non bisogna mai sottovalutare niente nella vita. Anzi, soprattutto, che bisogna fidarsi dell’istinto.

Ma come è partito il tutto? Com’è nata questa collaborazione che ha cambiato il mondo della musica leggera italiana?

Gli inizi

Anni Sessanta. Un giovane Battisti è agli esordi. Dopo un periodo a Napoli, il giovane si trasferì a Milano – dove poi vivrà per il resto della sua vita. La possibilità di trasferirsi nel capoluogo lombardo gli fu offerta da Roby Matano, leader del gruppo I Campioni, conosciuto a Roma. Il rapporto tra i due nacque nel capoluogo laziale quando Battisti accettò di far parte della band. Incoraggiato da Matano, Battisti si lancia e inizia a scrivere canzoni.

Nel 1965 Battisti ottenne un provino per un’importante casa discografica. Qui viene notato da un’importante cacciatrice di talenti la quale lo presenterà al paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol.

Forse perché erano gli inizi o forse perché aveva aspettative troppo alte ma il giovane paroliere disse di non apprezzare la musica di Battisti. Nonostante ciò, decise di iniziare quella che sarà una delle collaborazioni più importanti di sempre.

Inizialmente Battisti decise di non cantare, ma di scrivere per altri poiché era scettico per quanto riguarda le sue doti vocali. Sarà lo stesso Mogol a invogliarlo a cantare i suoi brani. La casa discografica Ricordi non era d’accordo con la scelta di Mogol di far cantare Battisti ma, dopo sue insistenze, cedette e così Battisti iniziò ad incidere.

Dopo aver esordito da solista a Sanremo nel 1966 con il brano Adesso sì, nel 1967 Battisti e Mogol incidono uno dei loro brani più importanti: 29 settembre. Il brano inizialmente fu portato al successo dagli Equipe 84. La canzone ottenne un successo notevole, infatti ottenne il primo posto nell’hit parade di quell’anno. Battisti con questo brano si fece conoscere nella scena musicale non solo per la sua capacità di composizione ma anche per la scelta dei toni musicali. Infatti fu tra i primi esponenti di quegli anni a scegliere sound psichedelici, un genere prodotto solamente all’estero. Nel 1969 il brano sarà eseguito dallo stesso Battisti e inserito nel suo primo disco da solista Lucio Battisti.

In 29 settembre, si narra di un uomo che si invaghisce di una donna e, senza accorgersene, ci passa la giornata e la serata. Come in un sogno, il giorno dopo si sveglia e si accorge di amare la propria compagna, così si precipita da lei per dimostrarle il proprio amore.

Mi son svegliato e
E sto pensando a te
Ricordo solo che
Che ieri non eri con me
Il sole ha cancellato tutto
Di colpo volo giù dal letto
E corro lì al telefono.

Dopo aver esordito come autore al Festival di Sanremo, Battisti parteciperà per la prima e unica volta al Festival della Canzone Italiana nel 1969 con il brano Un’Avventura. La canzone, scritta con Mogol, si classifica nona. Non si classificò tra i primi posti, ma la partecipazione al Festival gli fece ottenere notorietà.

Successivamente Battisti pubblicò il suo primo album da solista Lucio Battisti con la Dischi Ricordi. Il disco, uno dei più importanti del secondo Novecento, contiene i brani più importanti della carriera del giovane artista i quali hanno cambiato in positivo la sua carriera.

Perché non è una promessa
Ma è quel che sarà
Domani e sempre
Sempre vivrà
Perché io sono innamorato
E sempre di più
In fondo all’anima
Ci sei per sempre tu.

Un continuo crescendo

Dopo la pubblicazione del primo album, la carriera di Battisti è un continuo crescendo. Partecipa a diversi programmi televisivi e vince il Festivalbar con Acqua azzurra, acqua chiara. Continua la collaborazione con Mogol ma, nonostante la sua fama sia attribuita a quella di interprete, continua a scrivere brani anche per altri artisti. Nel 1970 vengono pubblicati i singoli Fiori rosa fiori di pesco e Il tempo di morire, entrambi firmati dal duo. Entrambe le canzoni hanno ottenuto notevole fortuna in quell’anno.

La scrittura di Mogol è raffinata e semplice allo stesso tempo. Indirettamente ha sempre descritto alcune vicende della sua vita. Seppur questo non sia stato accertato appieno dal paroliere, molti dei brani di Battisti raccontano di vicende passate e vissute.

Il tempo di morire infatti narra le vicende di un giovane che si innamora di una ragazza, ma non è ricambiato. Il protagonista del brano offre all’amata una notte di passione, e in cambio lui le regalerà una motocicletta. Il fattore che più coinvolge l’ascoltatore è l’interpretazione di Battisti, il quale sembra soffrire personalmente di questo amore non corrisposto.

Perché ti voglio amare
Stanotte, adesso, sì
Mi basta il tempo di morire
Fra le tue braccia così
Domani puoi dimenticare, domani
Ma adesso dimmi di sì.

Per quanto riguarda Fiori rosa, fiori di pesco invece, il protagonista del brano è evidentemente lo stesso. In questo caso non cerca disperatamente l’amore di qualcuno, ma piange un amore ormai finito. Il ragazzo, nonostante sia cosciente del fatto che la sua storia d’amore sia finita, continua a sperarci supplicando l’amata di tornare insieme. Fiori rosa, fiori di pesco porterà fortuna all’artista, infatti con questo brano vince per la seconda volta il Festivalbar.

Scusa
Credevo proprio tu fossi sola
Credevo non ci fosse nessuno con te
Oh, scusami tanto se puoi
Signore chiedo scusa anche a lei
Ma io ero proprio fuori di me
Io ero proprio fuori di me quando dicevo.

Il 1970 è un anno fortunato per il duo. Nello stesso anno viene pubblicato l’album Emozioni il quale contiene i singoli lanciati precedentemente e dopodiché raccolti in questo album. Non vi sono inediti e alcuni brani sono contenuti nel primo album. Terzo album di Battisti, per la prima volta raggiunge il primo posto in classifica.

Uscir dalla brughiera di mattina dove non si vede ad un passo
Per ritrovar se stesso
Parlar del più e del meno con un pescatore per ore ed ore
Per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde sperando possa
Nascere un giorno una rosa rossa.

Il titolo dell’album sicuramente è il più azzeccato di tutti. Emozioni è un album che suscita queste dalla prima all’ultima nota. Un’antologia che racchiude gli ultimi anni del sodalizio Battisti-Mogol. Eppure, nonostante le vendite siano state fortunate, l’album fu causa dei primi disguidi tra Battisti con l’etichetta discografica Ricordi.

1971: viene pubblicato il singolo Pensieri e parole. Uno dei brani più tecnici del duo, la canzone parla dei problemi di comunicabilità con la persona amata. Il brano presenta due melodie distinte. Inizialmente sono separate per poi fondersi successivamente nella seconda parte.

Conosci me (che ne sai di un viaggio in Inghilterra?)
Quel che darei (che ne sai di un amore israelita?)
Perché negli altri ritrovassi gli occhi miei (di due occhi sbarrati che mi han detto bugiardo è finita)

Verso la seconda parte del 1971, scade il contratto con la Ricordi e così Lucio passa alla Numero Uno. Nello stesso anno però, nonostante Battisti sia passato ad un’altra casa discografica, la Ricordi pubblica il materiale inedito del giovane artista, ormai all’apice della sua carriera. Nell’ottobre del 1971 viene pubblicato il suo quinto album: Lucio Battisti vol. 4.

Un mese dopo vengono pubblicati i singoli La canzone del sole e Anche per te, primi singoli con la Numero Uno. Non c’è tanto da dire per quanto riguarda La canzone del sole, per alcuni questa non è una canzone di Battisti ma la canzone. È il classico brano che si impara sin dalla tenera età, quasi come fosse una filastrocca.

Oltre ad essere uno dei brani più orecchiabili del panorama italiano, è popolare per la sua facilità di esecuzione. Tre accordi e nulla più. È la classica canzone che viene insegnata ai bambini quando si decide di intraprendere lo studio della chitarra, ed è anche la classica canzone da canticchiare in spiaggia, magari davanti ad un falò. Nonostante la spensieratezza che emanano le note, La canzone del sole è un brano che parla di due persone che si rincontrano a distanza di anni e di come siano cambiati alcuni fattori, sia fisici che psicologici.

Cosa vuol dir sono
una donna ormai?
ma quante braccia
ti hanno stretto tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto
tu non me lo dirai
purtroppo.

Il successo e l’allontanamento dalla televisione 

Battisti è tra gli artisti più popolari in circolazione. Tutti lo vogliono nelle proprie trasmissioni e tutti vogliono qualche scoop su di lui. Stanco di questo modo di fare della televisione italiana, decide di allontanarsi da questa continuando a fare musica con Mogol. La sua ultima apparizione televisiva risale al 1972, dove partecipa alla trasmissione televisiva Teatro 10. Qui si esibirà con Mina e presenterà il nuovo singolo I giardini di marzo.

Anche questo in collaborazione con Mogol, il brano parla dell’infanzia di Mogol, del Dopoguerra e di come fosse difficile la vita di un bambino in quegli anni.

Fiumi azzurri e colline e praterie
Dove corrono dolcissime le mie malinconie
L’universo trova spazio dentro me
Ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è.

Sempre nel ’72, nonostante si sia allontanato dai media, pubblica l’album Il mio canto libero. Secondo alcuni, questo disco è stato pubblicato nel momento giusto, poiché sia Mogol che Battisti erano all’apice della carriera. Sicuramente le vendite sono scaturite dal fatto che in precedenza gli album di Battisti hanno sempre rispettato le aspettative del pubblico, ma anche perché ormai si era capito che, di Battisti, era rimasta solamente la musica.

La veste dei fantasmi del passato
Cadendo lascia il quadro immacolato
E s’alza un vento tiepido d’amore
Di vero amore
E riscopro te.

Il viaggio in America e la fine del sodalizio

Verso la metà degli anni Settanta, Battisti fece un viaggio negli USA con Mogol. Qui, oltre a qualche concerto, apprende le novità musicali ancora assenti in Italia. Affascinato da queste, gli viene proposto dalla RCA di comporre i suoi brani più famosi in lingua inglese. Battisti, però, rifiutò. Il viaggio negli States lo ispirò per il brano Ancora tu, inizialmente offerto a Mina. Il brano, rispetto a quelli precedenti, presenta toni simili alla disco music – il che fu una scelta pretenziosa, dato che in Italia non era popolare come genere.

Amore mio, hai già mangiato o no?
Ho fame anch’io, e non soltanto di te
Che bella sei, sembri più giovane
O forse sei solo più simpatica.

Febbraio 1980: viene pubblicato l’album Una giornata uggiosa contenente il brano Con il nastro rosa. Questo sarà uno dei più fondamentali della carriera di Battisti poiché segna la fine del sodalizio con Mogol. Il brano di quest’album che ottenne più notorietà è Con il nastro rosa, il quale narra di un uomo che sta per sposarsi ma ha dei dubbi sulla sua futura moglie.

Una frase sciocca, un volgare doppio senso
Mi ha allarmato non è come io la penso
Ma il sentimento era già un po’ troppo denso
E son restato.

Non si sanno ancora le dinamiche per quanto riguarda lo scioglimento tra i due. Si sa solo che il tutto è avvenuto pacificamente. Per alcuni il “divorzio artistico” tra il paroliere e il musicista sia dovuto dal fatto che Mogol voleva continuare a fare musica dai toni poetici e classici mentre Battisti era più propenso a sperimentare nuovi sound. Per alcuni, invece, la questione era più seria, tant’è che si parlava di ingiustizie per quanto riguarda il diritto d’autore. Secondo alcune fonti, Battisti riceveva quote più alte rispetto a Mogol, e a quest’ultimo non stava bene questa situazione. Successivamente Battisti continuerà a sperimentare, e Mogol continuerà la sua carriera di paroliere. Quest’ultimo inizierà a collaborare con Cocciante, Mango, Zucchero e altri artisti, mentre Battisti affiderà i testi a sua moglie.

Battisti muore nel 1998. Qualche anno prima dei rumors avevano affermato il ritorno tra i due ma questo non fu mai confermato.

Cosa ci è rimasto di Battisti e Mogol? Sicuramente un tipo di musica che non esiste più. Non si parla solo di moda o di cambio di stile, ma di un genere di musica emotivo che fa commuovere l’ascoltatore. Battisti e Mogol parlavano di vita, di amore, di passione e di quelle che erano le sensazioni in quegli anni. Non è facile descrivere a parole la musica di questi due artisti perché, nonostante tra i due non ci sia stato un lieto fine, entrambi sono stati essenziali l’uno per l’altro – e anche per noi.