La notizia che il governo cinese perseguiti i musulmani uiguri, una etnia turcofona di religione musulmana che vive soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, non è certo una novità: Non lo è nemmeno quella che li detenga in campi di rieducazione, con lo scopo di eliminare la loro cultura e religione dalla Cina comunista. Pechino ha però raggiunto un nuovo livello di violazione dei diritti umani quando ha iniziato a servirsi di tecniche specifiche volte ad un vero e proprio sterminio di massa.

La Cina sta sterminando i musulmani uiguri e la comunità internazionale non ha ancora agito, se non solo a parole.

La politica di controllo delle nascite:

Un’inchiesta di «Associated Press», pubblicata nel giugno del 2020, ha portato alla luce dei dettagli inquietanti riguardanti la persecuzione della minoranza Uigura da parte del governo cinese.

Non solo i musulmani Uiguri sono perseguitati e rinchiusi in campi di rieducazione, ma inoltre alle donne è riservato un trattamento particolare. Migliaia di esse sono infatti obbligate a interrompere la gravidanza o a usare metodi contraccettivi molto invasivi, come spirali intrauterine, contro la loro volontà.

Secondo il ricercatore Adrian Zenz, dal 2016 Pechino ha concentrato tutti i suoi sforzi economici nella campagna di sterilizzazione delle donne dello Xinjiang, spendendo milioni di dollari per la politica di controllo delle nascite. Le donne sono spesso obbligate a visite ginecologiche ogni due mesi e aborti forzati se i figli eccedono il numero previsto per legge, cioè due per ogni famiglia. Non solo, dopo il primo figlio o addirittura prima di qualsiasi gravidanza gli viene inserito la spirale intrauterina, che può rischia di causare infezioni. Alcune di loro sono state anche obbligate a sottoporsi a operazioni chirurgiche per diventare definitivamente sterili.

Quando queste si ribellano, vengono portate nei campi di rieducazione e sterilizzate, spesso senza neanche esserne consapevoli.  I bambini sono poi separati dalle loro famiglie e messi in strutture dove subiscono una rieducazione forzata che comprende la cancellazione della loro identità e cultura. a meno che i genitori non riescano a pagare una grossa sanzione. I genitori così nascondono i figli, vivendo in un clima di costante terrore.

Mentre i dati di sterilizzazione calano sempre di più in tutto il Paese, nella regione autonoma dello Xinjiang stanno invece salendo a dismisura. Nel 2014, a più di 200 mila donne musulmane è stata inserita la spirale intrauterina, nel 2018 il dato è salito a più di 330 mila. Inoltre, tra il 2015 e il 2018 i tassi di natalità nello Xinjiang sono scesi di oltre il 60%. Nel 2019, c’è stata invece una riduzione del 24% quando nel resto della Cina è stata solo del 4,2%.

Quello che la Cina sta facendo ai musulmani Uiguri è un vero e proprio genocidio demografico. Il suo obiettivo è infatti sterminare lentamente l’etnia Uigura attraverso pratiche forzate che violano i diritti umani.

Adrian Zenz ha infatti affermato che ” Il controllo delle nascite fa parte di un più largo piano d’azione di dominazione etnico-razziale.”

Le opinioni della comunità internazionale e la risposta della Cina:

La comunità internazionale non ha ancora fatto nulla di concreto ma si è comunque voluta esprimere. Reinhard Butikofer e Evelyne Gebhardt, rispettivamente il presidente e il primo vicepresidente del Parlamento Europeo per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese, hanno affermato:

Siamo profondamente scioccati dalle più recenti rivelazioni sulla massiccia campagna del Partito Comunista cinese per reprimere il tasso di natalità degli Uiguri nello Xinjiang. […] I rapporti sulle sterilizzazioni forzate e gli aborti, nonché le severe sanzioni contro le violazioni del controllo delle nascite sono un’atrocità senza precedenti e confermano ulteriormente la valutazione secondo cui potremmo assistere all’attuazione di un genocidio.

Michael Pompeo, il Segretario di Stato USA, ha invece chiesto al Partito Comunista Cinese di mettere fine a queste pratiche disumane. Ha inoltre esortato tutte le altre nazioni ad unirsi in questa lotta contro gli abusi.

Una portavoce della Commissione dell’Unione Europea ha inoltre affermato che rappresenta una grave violazioni dei diritti umani e che i responsabili devono essere puniti.

Mentre l’Italia ancora non sembra volersi esporre, il Ministro degli Affari Esteri cinese ha affermato che si tratta di una congettura e ha quindi negato la realtà dei fatti.

La Comunità Internazionale deve prendere seri provvedimenti per fermare quello che potrebbe essere il più grande e lento genocidio demografico della storia. Solo con aiuti esterni i musulmani uiguri potranno sperare di riavere i loro diritti e di vivere serenamente.