Il successo non è la chiave della felicità. La  felicità è la chiave del successo, se ami ciò che stai facendo, avrai successo.

Albert Schweitzer

La storia della moda è fatta di eterni ritorni. Ogni anno vengono riproposti e rivisitati trend di decenni passati. Come ogni arte, anche la moda si ispira al passato; ci sono dei capi che però godono di una cattiva nomea e fanno fatica a ritornare. Un esempio tra tutti è il corsetto, oggi visto (immeritatamente) alla stregua di uno strumento di tortura dei tempi che furono. Ma fortunatamente c’è chi ha guardato oltre i falsi miti di organi spostati e gabbie toraciche deformate per riportarlo in auge.

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A look from my graduate collection 🧡

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Si tratta della stilista milanese Alice Pons. Laureata al London College of Fashion nel 2018, decide subito di creare il proprio brand. Prendendo ispirazione dalla ritrattistica del diciottesimo secolo decide di concentrare il grosso delle sue risorse nella fabbricazione di corsetti fatti a mano. L’idea piace molto, tanto da apparire in numerose riviste, tra cui Vogue Portogallo, Vogue Spagna, I-D e L’Officiel. Nel 2019 le sue creazioni appaiono nel videoclip del singolo Antisocial di Ed Sheeran e Travis Scott. I suoi corsetti sono stati usati anche in altri videoclip, come Business Woman della cantante argentina Nathy Peluso e Girl Crush dell’artista Self Esteem.

I corsetti nell’alta moda non sono una novità, si pensi ai celebri bustini di Vivienne Westwood. Ma la novità di Alice Pons è quella di togliere questo indumento da passerelle e red carpet per portarlo negli armadi di un numero più ampio di donne. Certo non si può pretendere che diventi un capo di base, non fosse altro per il costo, anche se, per la qualità dei materiali e la manifattura, i corsetti di Alice Pons hanno dei prezzi più che ragionevoli.

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I bustini di Alice Pons sono ispirati al modello in voga a fine Settecento. Sono confezionati in seta e stecche di plastica riciclata. I modelli “base” sono monocromatici. Ai classici bianco (modello Emily) e nero (modello Matilda) si affiancano tre colori sgargianti, fuchsia (modello Dawn), verde (modello Kim) e arancione (modello Adela), oltre a due tinte pastello, rosa (modello Sofia) e azzurro (modello Teresa). 

Ai modelli monocromatici si aggiungono corsetti più particolari. I modelli Audrey e Boldini partono dal modello Matilda a vengono aggiunte rispettivamente delle frange e delle piume. Essendo confezionati a mano non tutti i modelli sono sempre disponibili, ad esempio i modelli Virginia (giallo con frange bianche) e Vittoria (azzurro con decorazioni verdi). Gli ultimi esemplari confezionati sono i due corsetti Berry e Love Letter. Questi corsetti in cotone sono reversibili e presentano entrambi due diverse fantasie, il primo sui toni del rosso, il secondo sul blu. Alcuni modelli in lino sono in arrivo.

Ci vuole una buona dose di coraggio per decidere di creare il proprio brand in una industria satura come è quella della moda. Ma Alice Pons ha dimostrato che con l’intraprendenza e una buona idea si può avere successo: la scelta di trovare una propria nicchia e mettere la qualità al disopra di tutto si è rivelata vincente. 


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