sotto il sole di Riccione

“Sotto il sole di Riccione” e non solo

Sotto il sole di Riccione è il nuovo film disponibile su Netflix, il made in Italy che ha dato inizio all’estate 2020. Diretto dagli Younuts, e ispirato alla canzone estiva di Tommaso Paradiso, ecco una nuova versione di “Sapore di mare”, anzi, di male. Questa del 2020 non è stata la classica estate. Ma la storia che Enrico Vanzina ci propone, in collaborazione con Netflix e Lucky Red, e con gli sceneggiatori Caterina Salvadori e Ciro Zecca, ha il retrogusto di mare, ombrelloni e amori.

Sotto il sole di Riccione, appunto, siamo sulla riviera romagnola, la meta delle vacanze di tanti giovani italiani. Il primo personaggio che conosciamo è Ciro, direttamente da Napoli, che tenta il tutto per tutto per entrare a far parte del mondo della musica ma, dopo un provino andato male, si ritrova a fare il bagnino.

Marco, invece, ritorna a Riccione senza la famiglia pur di rivedere la ragazza di cui è innamorato da 5 anni. Per le vacanze ha preso una stanza in affitto da Gualtiero, anche conosciuto come “il motore di ricerca della gnocca”. È un ex casanova, un bagnino in pensione, che affitta stanze per l’estate. Sempre qui, troviamo Tommy un ragazzo milanese segretamente in vacanza a Riccione mentre la famiglia si gode l’estate da tutt’altra parte.

Nel frattempo, tanti altri amici li aspettano sulla spiaggia. Troviamo, per esempio, Guenda, la ragazza di cui Marco è innamorato, e Furio, romagnolo doc. Lui è il classico ragazzo che cerca di conquistare una ragazza ma, nulla, viene sempre visto come il simpatico della situazione e il disagio non manca mai. 

Sarà proprio Furio a conoscere, per primo, Vincenzo. È un ragazzo non vedente che ha sempre viaggiato con la madre e cerca la sua libertà e indipendenza. E poi Camilla, una ragazza in crisi col suo storico fidanzato, ma soprattutto indecisa e spaventata dal suo futuro. Per evadere dalla realtà, inizia a parlare con Vincenzo. Ma gli adolescenti non sono gli unici protagonisti di questo film, troviamo un’Isabella Ferrari nei panni della madre apprensiva di Vincenzo e Luca Ward nei panni del buttafuori che si interessa a lei.

Insomma, l’amore alle prime armi, e non solo, è l’assoluto protagonista di questo film che mescola tutti i cliché dell’estate. Nel cast, inoltre, troviamo una bella presenza giovanile con: Ludovica Martino, Lorenzo Zurzolo, Fotinì Peluso, Davide Calgaro, Cristiano Caccamo, Claudia Tranchese, Saul Nanni, Maria Luisa De Crescenzo, Matteo Oscar Giuggioli.

I due giovani registi chiamati Younuts! Sono ormai grandi esperti in videoclip da views invidiabili, lo si vede dal modo in cui gestiscono le sequenze che accompagnano le canzoni messe sempre al momento giusto, senza forzature. Il premio va a queste riprese che immortalano il paesaggio marittimo italiano, in cui vediamo esplodere i colori sgargianti e le notti in cui una passeggiata sulla spiaggia è qualcosa di piacevole. Impossibile non desiderare di visitare o tornare lì, a Riccione.

Qualcosa da ridire sulla costruzione dei personaggi, praticamente inesistente, che mancando di profondità psicologica. Una narrazione lineare, ma piatta e monotona, della solita estate vista e rivista. Apprezzabile il linguaggio moderno simile a Baby, altra produzione italiana su Netflix.

Un’estate al sapore di mare, con retrogusto al sapore di male, perché nelle due settimane di vacanza non vedremo una crescita dei personaggi. Sì, in questo film qualche evoluzione ci sarà, ma piccole fiammelle in un’estate a Riccione. Mille storie che si intrecciano sulla costa adriatica, ma non solo. Questa è la storia di tutti i ragazzi che aspettano l’estate per ritrovare vecchi amici e nuovi amori.

Ogni estate è unica nel suo genere, ed è irripetibile. Da questo concetto parte l’intera costruzione del film.

L’idea di Sotto il sole di Riccione è rappresentare la bella stagione e quel profumo di salsedine, mentre i personaggi, in libertà e sincerità, si godono le vacanze all’insegna del romanticismo e, tra alcol e fumo, si fanno promesse che forse non manterranno mai. D’altronde, i sogni irrealizzabili ci piacciono da impazzire.

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